Storia della Fayrouz, la bibita analcolica al malto più colorata e saporita d’Egitto, con una fama che tocca anche Arabia Saudita e Nigeria
La nascita della Fayrouz
La storia della Fayrouz inizia nel 1997 e si ricollega fortemente a quella della sua fondatrice, la Al Ahram Beverages, che proprio quell’anno stava vivendo uno dei momenti più importanti della sua storia; proprio quell’anno il governo egiziano decise di privatizzare l’azienda vendendola a Ahmed Zayat, uno dei maggiori imprenditori egiziano-americani.

Una volta acquisita la Al Ahram si rende subito conto che i due maggiori prodotti di punta, la birra Stella e la birra analcolica Birell, hanno due grandi limiti: sono troppo legati al mondo maschile (specialmente la Birell) ed in generale sono troppo legati al mondo dell’alcool, non riuscendo quindi a parlare davvero con il pubblico più giovane e quello femminile; la soluzione sarà proprio la Fayrouz.
Una bibita diversa per un pubblico diverso
Non è un caso che quest’ultima sia concepita a tavolino per essere qualcosa di completamente diverso: se la Birell aveva colori scuri e sobri, la Fayrouz li avrebbe avuti variegati ed esuberanti, se la prima era molto amara, la seconda sarebbe stata molto più dolce e fruttata, conquistando così un mercato sulla quale la Birell non avrebbe comunque mai potuto mettere le mani.

Inoltre, per evitare qualsiasi possibile polemica riguardo al concetto di halal ed haram, la Fayrouz sarebbe stata prodotta direttamente senza luppolo, eliminando qualsiasi sapore affine a quello della birra; cosa molto diversa dalla Birell, che invece impiegava il luppolo acquisendo così un aroma amaro volutamente molto simile a quello della birra alcolica.
Conquistare l’Egitto
Fin dalle sue origini venne caratterizzata da una massiccia campagna pubblicitaria che, oltre che far conoscere il prodotto, serviva ad invertire un trend che associava le bibite al malto (come la Fayrouz) alla birra vera e propria o comunque all’universo legato alla Birell, mostrando così un prodotto giovane, fresco ed adatto ad ogni sesso e fascia d’età.
Il successo fu fin da subito travolgente, portando tutta la Al Ahram in una nuova epoca e segnando la definitiva ed assoluta conquista del mercato egiziano grazie a 3 brand (la Stella, la Birell e la Fayrouz) che ormai dominavano ogni settore delle bevande autoctone.
L’arrivo della Heineken
Tale trasformazione ingolosì ancora di più la Heineken, che nel 2002 acquisì tutta l’azienda per ben 280 milioni di dollari, segnando un nuovo record per l’economia egiziana; gli olandesi furono inoltre talmente soddisfatti dalla gestione di Ahmed Zayat che lo mantennero come presidente per altri 3 anni, il modo da proseguire con il circolo virtuoso che l’aveva portata tanto lontano.
L’acquisizione della Heineken non va letta solo in chiave egiziana, in quanto gli olandesi la scelsero proprio per la ricetta completamente halal della Fayrouz; avevano infatti notato una mancanza cronica di prodotti analcolici in Europa e contavano su di lei proprio per sfondare tale muro, solo che la cosa non andò esattamente come speravano.
Europa no, Nigeria ed Arabia Saudita si
Il problema principale nel mercato europeo fu soprattutto la sua base al malto: se in Egitto ed in altri luoghi era infatti abbastanza normale il consumo di bevande al malto che non fossero per forza alcoliche, lo stesso non si poteva dire della stragrande maggioranza dei paesi europei, dove quel gusto si lega prettamente alla birra. La Fayrouz era così troppo dolce per occupare il settore delle birre analcoliche, ma allo stesso tempo era troppo pesante per gareggiare con altre bevande al gusto frutta e ciò la relegò principalmente a minimarket e negozi di prodotti etnici.
Il vero sviluppo all’estero ci fu nel mercato nigeriano ed in quello saudita e peraltro fu dovuto a ragioni molto diverse: in Nigeria venne posizionata come prodotto analcolico d’élite, mentre in Arabia Saudita vinse soprattutto grazie alla sua lavorazione 100% halal e ad alcuni accordi di distribuzione con le principali catene di ristorazione del paese
Molto interessante notare anche l’approccio ai gusti adottato nei due paesi: solo per il mercato nigeriano ne vennero infatti ideati di nuovi come quello Ananas-Cocco, mentre nel mercato saudita, dove erano presenti aziende come la Barbican che producevano già birre analcoliche, si scelse di puntare solo sui 3 gusti considerati il top di gamma della Fayrouz, ovvero Ananas, Mela e Pesca.
La Fayrouz oggi
La Fayrouz si attesta ancora oggi come una delle bibite più amate in assoluto dagli egiziani grazie al suo gusto unico ed alla sua grafica estremamente pop e riconoscibile, godendo anche di un altro grande vantaggioi rispetto alle rivali Pepsi e Coca-cola; pur essendo infatti di proprietà della Heineken, a partire dal 2023 molti egiziani hanno iniziato a preferirla ai brand americani, considerandola come prodotto locale e trasformandola in un valido sostituto al mondo delle cola.
Ci teniamo a ringraziare Mercato Arabo che ha reso tutto questo possibil e per averci inviato una bottiglia di Fayrouz al gusto fico d’India e tante altre bibite che proveremo insieme nelle prossime settimane.
Visita Bahar per scoprire dove acquistare la tua Fayrouz a Milano e, prossimamente, in tutta Italia
