Birell, la bibita analcolica al malto simbolo dell’Egitto

Tutta la storia della Birell, la birra analcolica più iconica d’Egitto

La nascita della Birell

La Birell nacque negli anni “70 per mano della Al Ahram Beverages Company, una delle compagnie più antiche d’Egitto con sede ad Alessandria dal lontano 1897. Fin dalle sue origini, la Al Ahram si specializzò soprattutto su bibite alcoliche, cosa che iniziò a diventare un problema con la salita al potere di Anwar Sadat nel 1970.

Siamo infatti in un momento storico molto particolare in cui le innovazioni e la “laicità” di Nasser vennero piano piano messe in secondo piano da una riscoperta dell’Islam e dei suoi valori, cosa che limitò molto il pubblico della celebre birra Stella, allora fiore all’occhiello della Al Ahram. Se infatti durante Nasser il consumo di alcolici era diffuso più o meno in tutto l’Egitto, a partire dagli anni “70 tale consumo si lega soprattutto alle classi più alte ed a quelle più alternative ed intellettuali, mentre “l’uomo medio egiziano” sceglie sempre più spesso alternative analcoliche.

La soluzione fu allora puntare su un prodotto nuovo, che fosse completamente halal, ma che allo stesso tempo mantenesse le caratteristiche che avevano fatto le fortune dell’azienda: la Birell.

Una nuova birra per un nuovo Egitto

La Ahram aveva molto ben chiare le dinamiche del proprio paese e per questo modella il nuovo prodotto proprio sui suoi clienti ideali: gli uomini che frequentavano gli ahwa, ovvero i caffé e bar egiziani dove ci si ritrova per parlare e fumare shisha. Molti di loro avevano infatti l’abitudine di consumare anche birra proprio in tali locali e con la riscoperta dell’Islam avevano essenzialmente cambiato il proprio comportamento senza però trovare qualcosa che sostituisse appieno il momento della birra.

Proprio per venire incontro a tali esigenze, la Birell fu da subito concepita per essere il più simile possibile per gusto, aromi e schiuma alla birra classica; inoltre la campagna di marketing mirò espressamente a quel pubblico tramite lo slogan “استرجل واشرب بيريل” (Estargel, we eshrab Birell), ovvero “Sii uomo, bevi Birell“.

Tramite concept faceva leva sul profondo machismo tipico dei ceti egiziani più popolare, rivelandosi una delle trovate pubblicitarie più geniali di sempre ed ottenendo fin dalle sue origini un incredibile successo commerciale, specialmente all’interno dei quartieri popolari e fortemente legati alla fede.

Alla conquista del paese

Fra gli anni “80 e “90 la Birell diventa la birra analcolica per eccellenza all’interno del mondo urbano, tuttavia per assistere ad un suo exploit su scala nazionale bisognerà attendere gli anni “00 e l’entrata in scena di un colosso straniero: la Heineken. Nel 1997 la Al Ahram viene privatizzata e nel 2002 viene acquisita dal colosso olandese che comprende subito che il mercato metropolitano è ormai saturo e l’unico modo per espandersi ancora è quello di prendersi anche le campagne.

In tali territori era già presente una forte richiesta portata da coloro che vi facevano ritorno dalle città, tuttavia la Al Ahram non disponeva dei mezzi e della logistica necessaria a soddisfare tale domanda sia da un punto di vista produttivo che distributivo e fu proprio qui che la Heineken si rivelò decisiva.

Quest’ultima infatti mise in gioco da un lato la propria immensa potenza di mezzi ed in più avviò una campagna marketing molto aggressiva verso i piccoli market di provincia: la Al Ahram gli avrebbe regalato degli speciali frigoriferi brandizzati a patto di mettere al loro interno solo Birell o Fayrouz (altro celebre brand halal di Al Ahram), cosa che portò il marchio e la bibita ad essere praticamente ovunque.

La Birra Analcolica per eccellenza

Con il passare del tempo il successo della Birell è diventato così travolgente dal superare ogni confine fra bevanda e mito, tanto da esser diventata ormai un vero e proprio simbolo del paese; all’interno degli Ahwa è ormai La Birra Analcolica per eccellenza, tanto da cancellare ogni possibile nuova alternativa, mentre nelle campagne si è diffusa la credenza che possa far addirittura bene ai reni e migliorare la digestione.

Il forte boicottaggio in Egitto dei prodotti Usa a seguito del genocidio in atto in Palestina ha poi portato sempre più egiziani amanti di Coca-cola e Pepsi a preferire prodotti tradizionali come Fayrouz e Birell, potenziando ulteriormente la forza di Al Ahram nel mercato egiziano.

Ci teniamo a ringraziare Mercato Arabo che ha reso tutto questo possibil e per averci inviato una bottiglia di Birell e tante altre bibite che proveremo insieme nelle prossime settimane.

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