La lunga e travagliata storia della Hamoud Boualem, l’azienda di bibite più antica dell’Africa, con una storia legata a doppio filo con quella algerina
La nascita della Hamoud Boualem
La Hamoud Boualem nacque ad Algeri nel 1878, risultando ancora oggi una delle più antiche compagnie del paese e la sesta più antica al mondo per quanto riguarda i soft-drink; il suo fondatore, Youssef Hamoud, esperto distillatore di aromi che proprio in quell’anno lanciò la sua primissima bibita: la limonata La Royal, antenata della Hamoud La Blanche, disponibile ancora oggi sul mercato.

Il successo fu fin da subito travolgente, tanto che vinse innumerevoli premi, il più iconico dei quali fu sicuramente la medaglia d’oro conquistata all’Esposizione universale di Parigi del 1889 (quella per cui venne realizzata la Tour Eiffel).
La madre dei soft drink maghrebini
Nel 1907 l’azienda lanciò la sua seconda bibita: la Victoria, presente ancora oggi sul mercato con il nome di Selecto, altro successo travolgente che fece da apripista per molti brand come Apla e Poms; con la Victoria, infatti, la Hamoud Boualem introdusse per la prima volta in Maghreb la possibilità di fare una bevanda alla mela, cosa che, seppur indirettamente, influenzerà tutte le successive bibite dell’area.

Va detto comunque che, essendo per distacco il brand di soft-drink più antico dell’Africa, si può considerare in generale la “Madre dei soft-drink maghrebini”, in quanto contribuì in modo determinante a plasmare un’immaginario di azienda e di gusto che fino ad allora non esistevano in buona parte del mondo; basti pensare che anche la stessa Coca-cola nacque 7 anni dopo la Hamoud Boualem.
Dagli anni “20 agli anni “40
Nel 1920 prese le redini dell’azienda il nipote di Youssef, Boualem, il quale è considerato da molti il padre dell’azienda moderna tanto da dargli il suo nome e trasformarla da brand artigianale ad industriale; a lui si deve la prima registrazione ufficiale e lo spostamento della sede in rue Hassiba Ben Bouali, luogo che è ancora oggi il suo quartier generale.

In generale il periodo che va fra gli anni “20 e gli anni “50 è considerato uno dei più drammatici dell’azienda e ciò si lega a diverse cause che hanno più a che fare con la storia mondiale che ad una “normale storia di business”. Dal 1920 al 1940 la Francia aumenta notevolmente la sua pressione coloniale, obbligando Boualem a cedere parte delle azioni aziendali ad un socio francese; tuttavia sarà lo scoppio della Seconda guerra mondiale a dare il colpo più distruttivo agli Hamoud.
Sopravvivere alla guerra
Innanzitutto per via del conflitto aumenta notevolmente il costo della materie prime, ma in più a partire dal 1942 sbarcano in Algeria gli americani ed i loro prodotti, segnando la fine del monopolio e l’inizio di una concorrenza spietata con i neo-vincitori del conflitto. Nel 1947 la Hamoud Boualem dichiara la bancarotta e sembra tutto finito, eppure, come per la storia dell’Algeria, il meglio deve ancora venire.

È proprio in questo momento che entrano in scena i figli di Boualem: Youssef e Tamani. I due si erano resi conto da tempo che l’azienda avrebbe fatto fatica a sopravvivere e per questo avevano intrecciato alleanze e matrimoni con due famiglie: gli Hafiz ed i Bensmaine, due delle poche famiglie algerine in grado di competere per ricchezza ed influenza con i ricchi coloni francesi.
Nel 1951 misero insieme i propri capitali per ricomprare il 70% dell’azienda in modo da continuare la sua incredibile storia.
Slim e rinascita
Nel 1951 decide di inaugurare il proprio ritorno in grande stile, portando per la prima volta sul mercato un nuovo prodotto: la Slim, la prima limonata industriale completamente algerina. Il motto che viene scelto è tutto un programma: “Slim, le citron qui prime”, ovvero “Slim, il limone che primeggia”; un motto in francese per sfidare le limonate transalpine che si stavano imponendo sul paese, missione raggiunta già il primo anno del suo lancio.

La Slim al limone andò infatti così bene che in brevissimo tempo la Hamoud lanciò anche la sua versione all’arancia; ancora una volta però la storia di questo brand si stava per fondere con la storia del paese, in quanto nel 1954 scoppiò la Guerra d’indipendenza algerina.
La guerra d’indipendenza
Durante tale periodo l’azienda fece un ulteriore salto nell’immaginario collettivo in quanto si rivelò uno dei principali sostegni al FLN (Front de libération nationale), fornendo un sostegno logistico che si rivelò determinante per l’indipendenza. La Hamoud permise infatti ai rivoluzionari di utilizzare i propri camion per contrabbandare medicinali e munizioni, oltre che offrire rifugio nella loro stessa azienda ai militanti ricercati.

Tale scelta non fu priva di ripercussioni e diversi membri delle famaiglie Hamoud, Hafiz e Bensmaine venenro incarcerati e torturati per il loro supporto, dimostrando però al tempo stesso il loro infinito amore per l’Algeria e per il proprio popolo, un legame che non verrà mai dimenticato.
Problemi post-indipendenza
Non è un caso che, pur avviando una dura campagna di nazionalizzazione socialista, decise di risparmiare completamente lo stabilimento di bibite della Hamoud proprio per onorare l’aiuto ricevuto durante l’indipendenza. Il problema fu però che a causa delle nuove politiche socialiste introdotte dallo stato, la maggior parte degli alimenti, dei macchinari d’importazione e delle materie prime venne razionalizzato, obbligando la famiglia a puntare su ricette di minor qualità ed in generale una più scarsa gestione dei macchinari.

La scelta di puntare su ricette più scadenti, in realtà, si lega anche a doppio filo con un problema di non poco conto: gli Hamoud si erano infatti accorti che il governo inviava diversi ispettori e chimici per carpirgli la ricetta e per questo la miscelazione degli ingredienti avveniva solo a tarda notte o all’alba ed alla sola presenza dei membri della famiglia.
Ad ogni modo questo periodo segnò il momento qualitativamente più basso dell’azienda, che riuscì a riprendersi solo a partire dal 1982, quando lo stato introdusse una legge sull’investimento privato nazionale; tale legge permise alla famiglia Hammoud di investire liberamente nella propria azienda, potendo finalmente ritornare al massimo della sua potenza economica e di gusto.
Dagli anni “90 ad oggi
Nonostante i minori problemi economici, anche gli anni “90 si rivelarono particolarmente turbolenti per l’Algeria, cosa che ne limitò ancora una volta il margine d’azione; tuttavia i maggiori problemi arrivarono intorno al 2000; fu proprio quello il periodo dove fecero prepotentemente ritorno sul mercato la Pepsi e, soprattutto, la Coca-cola, fresca acquirente della marocchina SIM (azienda che ancora oggi produce Poms ed Hawai).
Nonostante le nuove sfide, la Hamoud Boualem non si fece mai abbattare ed ancora oggi resta la maggior compagnia algerina di bibite e la più grande nel Maghreb ad essere ancora oggi autoctona al 100%.
Ci teniamo a ringraziare Mercato Arabo che ha reso tutto questo possibil e per averci inviato una bottiglia di Hammoud Boualem Slim e tante altre bibite che proveremo insieme nelle prossime settimane.
Visita Bahar per scoprire dove acquistare la tua Hammoud Boualem a Milano e, prossimamente, in tutta Italia
