Torniamo a parlare di bibite tunisine con la Apla, la bibita alla mela più iconica del paese e fra i leader del Maghreb
Apla, la sorella della Boga
Per scoprire la storia della Apla bisogna fare un salto indietro nel tempo e tornare agli anni “70, momento in cui la SFBT (Société de fabrication des boissons de Tunisie), dopo lo straordinario successo della Boga, decide di dar vita ad un nuovo ed iconico gusto.

La scelta di puntare su una bibita frizzante alla mela non è casuale, ma si lega a 2 fattori chiave:
– Innanzitutto la mela, essendo più rara in territorio tunisino poteva esser vista come qualcosa di “europeo” ed “esotico”, non andando a far la guerra a prodotti e sapori tradizionali come quelli legati alla menta
– Altro fattore chiave per la SFBT fu la facilità di gasare le bevande alla mela, dettaglio imprescindibile per un’azienda che aveva costruito la sua fortuna proprio su gazzose.
Ciò li portò a cercare una collaborazione con la Eckes-Granini, azienda tedesca che era già diventata celebere in Germania grazie alle sue bibite alla mela, abbassando drasticamente i rischi di un potenziale insuccesso dovuto alla loro mancanza di know-how nel mondo dei succhi di frutta.
Una ricetta tunisina
Una volta accettato il progetto, la Eckes impiegò diverso tempo per formulare una ricetta completamente nuova e diversa, in grado sia di adattarsi al palato tunisino, sia di riuscire ad esser conservata facilmente in un luogo dalle temperature molto diverse dalla Germania; all’epoca infatti i camion refrigeranti non erano ancora così diffusi e la nuova bibita doveva tener conto anche di tale aspetto.
Il risultato fu una bibita più dolce e saporita, che manteneva sì un focus sulla mela, ma passando dall’essere un succo “classico” ad una bibita gassata dal forte retrogusto di mela; qualcosa in grado di cambiare per sempre il mercato dei soft drink locali.
Alla conquista dei palati
Grazie al suo gusto incredibile ed alla potenza della SFBT, la Apla si impose subito come “La Bibita alla mela” per eccellenza nel paese, andando ad intercettare persino dei “desideri sociali”; come abbiamo visto, infatti, la mela non era particolarmente comune in Tunisia e la comparsa di tale bevanda contribuì nel “democratizzare” tale sapore, trasformandolo da qualcosa all’appannaggio solo di ceti abbienti ad un qualcosa per tutti.
Il suo caratteristico sapore unito alla sua forte gasatura la resero poi semplice da abbinare come “bibita dolce” dopo i pasti particolarmente intensi e piccanti tipici della cucina tunisina, fornendogli una ragione d’essere che andava al di là del mero sfizio.
L’epoca d’oro e l’accordo con la Coca-cola
Fra gli anni “70 e gli anni “90 la Apla vive la sua epoca d’oro, ma c’è un fantasma alla porta: la Poms, una bibita marocchina nata più o meno negli stessi anni e che si sta diffondendo a macchia d’olio anche fuori dai suoi confini nazionali; proprio in tale periodo avviene però qualcosa che cambierà tutto il mercato maghrebino: la Coca-cola acquista ufficialmente la SIM, l’azienda marocchina produttrice della Hawai e, appunto della Poms.

La SFBT era già da anni la produttrice tunisina di tutte le bibite “classiche” del brand Coca-cola e per questo gli propone una sorta di accordo di quieto vivere: in cambio del proseguimento di tale collaborazione, il brand americano non avrebbe mai dovuto introdurre nel mercato tunisino brand della SIM come, appunto, Poms ed Hawai, lasciando alla SFBT il monopolio di tale settore merceologico; proposta che venne accettata dagli americani, trasformando la SFTB nella incontrastata signora delle bibite tunisine.
Non a caso la Boga e la Apla rimangono due bibite deliziose, ma presenti solo ed esclusivamente nel mercato tunisino; qualcosa che, per forza di cose, le ha portate ancora di più ad identificarsi con la Tunisia, diventandone vera e propria rappresentante in patria e nella diaspora.
Ci teniamo a ringraziare Mercato Arabo che ha reso tutto questo possibil e per averci inviato una bottiglia di Apla e tante altre bibite che proveremo insieme nelle prossime settimane.
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