Koulchi Maktoub (in’sh’Allah), il Marocco ai mondiali

Koulchi Maktoub, come si dice in Marocco: “Tutto è scritto”, nulla accade per caso nel meraviglioso romanzo di Dio e questo percorso sembra troppo perfetto per non sperare in un colpo di scena finale, in’sh’Allah.

In’sh’Allah

In’sh’Allah, non può che essere questa la parola per un articolo scritto con il cuore e prova a leggere il presente per sperare nel futuro; la freschissima vittoria del Marocco contro l’Olanda mi ha fatto ricordare troppe cose e per uno che ama le analogie come il sottoscritto è impossibile non giocare con la fantasia.

Mi perdonino tutti gli scaramantici, ma questa parola è ed è stata anatema di protezione per tante imprese, affidiamoci a Iddio/Allah, tanto kullu maktoub, “Tutto è scritto”, anzi, in questo caso “koulchi maktoub“.

Come nel 2022

Rileggere lo scorso mondiale alla luce di questo è quasi sconvolgente: il Marocco fece esattamente lo stesso numero di punti sfidando rispettivamente Croazia, Belgio e Canada; il tutto facendo esattamente gli stessi risultati e lo stesso numero di punti con avversari che, si potrebbe dire, sono abbastanza sovrapponibili a quelli di quest’anno per capacità.

La Croazia infatti, come probabilmente il Brasile di quest’anno, sarà una delle squadre che andranno fino in fondo, Belgio e Scozia sono le eterne promesse mancate e Canada ed Haiti due nazioni americane in rampa di lancio; la cosa davvero incredibile, però, inizia nella fase ad eliminazione diretta.

Contro colonizzatori e nuove patrie

Nel 2022 il Marocco si impose ai calci di rigore contro la Spagna, esattamente quello che è accaduto quest’anno; più avanti incontrerà il Canada e, se tutto andrà come speriamo, in’sh’Allah, la vincitrice di Francia-Svezia, che realisticamente sarà la Francia. Se andasse così, vorrebbe dire che il Marocco ha letteralmente ripetuto il percorso dello scorso mondiale e la cosa assurda è che anche in questo caso avrebbe affrontato solo nazionali collegate al proprio paese per migrazione e/o colonizzazione.

Spagna e Portogallo (incontrate nel 2022) sono infatti 2 nazioni che nel corso dei secoli hanno più volte colonizzato il Marocco (e diversi giocatori marocchini fra cui Achraf Hakimi sono nati e cresciuti proprio in Spagna), mentre Olanda e Canada sono dei luoghi legati alle migrazioni del ‘900, con Yassine Bounou che è nato proprio a Montreal ed ancor più giocatori che sono nati e cresciuti in Olanda.

Koulchi Maktoub

Quel che sarà sarà e queste parole potrebbero essere quelle di un visionario o di un pazzo, ma il 2022 è stato quello del sogno spezzato e pensare che quest’anno potrebbe essere quello in cui si realizza è una paura troppo gioiosa e pura per non essere condivisa.

In un anno dove le coscienze si risvegliano, vedere la prima nazionale araba, africana e musulmana che trionfa in una finale negli Usa, vicino a New York, davanti ad un sindaco musulmano e con un governo nazionale mai così razzista, sarebbe un sogno che si avvera per me e miliardi di persone nel mondo.

Il Marocco unisce ed uno dei ricordi più belli che ho dei mondiali del 2022 è questo: quando vinse contro il Portogallo in piazza a Milano scesero tutti; intorno a me c’erano bandiere marocchine, palestinesi, albanesi, bosniache, senegalesi e perfino rumene; se, in’sh’Allah, dovesse vincere non sarà la vittoria di un paese, ma di tutti gli oppressi.

Koulchi Maktoub, come si dice in Marocco: “Tutto è scritto”, nulla accade per caso nel meraviglioso romanzo di Dio e questo percorso sembra troppo perfetto per non sperare in un colpo di scena finale, in’sh’Allah.

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