Storia, gusto ed evoluzione ad icona pop della Mirinda, l’aranciata più iconica del Maghreb
Storia della Mirinda
La Mirinda nasce nel 1956 in Spagna come prodotto della Pepsicola per il mercato iberico, venendo poi registrata ufficialmente come brand solo nel 1959. Nel giro di brevissimo tempo il mercato esplode, rendendola in brevissimo tempo un competitor credibile della Fanta e portando il colosso americano ad esportarla nel mondo a partire dal 1970.

È proprio a partire da quell’anno che inizia a fare la sua comparsa anche in nuovi mercati, fra cui è impossibile non citare il Maghreb ed il “mondo arabo” in generale. A differenza di altre bibite come la Coca-cola che puntano da sempre molto su spot e pubblicità, la Mirinda si è imposta su questi mercati soprattutto per un approccio più aggressivo e capillare sulla rete di distribuzione, elemento che si è rivelato decisivo.
L’aranciata per antonomasia
Essendo subito e sempre disponibile ovunque, la Mirinda è stata rapidamente assorbita nell’immaginario locale, diventando una presenza naturale in ogni minimarket o punto vendita tanto in città quanto nei piccoli centri abitati, e tutto questo sin dagli albori della sua espansione in tale mercato.
Questo le ha permesso di entrare a far parte dell’immaginario locale, tanto da creare un collegamento diretto fra lei ed i minimarket del Marocco (e del Maghreb in generale). L’esodo di milioni di maghrebini in Europa ha poi avuto due effetti decisamente impattanti: il primo è quello di averla portata ad essere presente in un mercato storicamente dominato dalla Fanta e dall’altro quello di creare l’effetto “nostalgia”.
Nostalgia ed elevazione a simbolo
Vista la sua grande presenza nella terra natia e la sua rarità nel nuovo paese, sono in moltissimi ad aver trasformato la Mirinda in parte integrante dei ricordi dell’infanzia ed in generale del ritorno al Blad (il “paese“), trasformandolo in una vera e propria icona pop e dai tratti vagamente identitari. Per quanto non possa infatti mai competere con prodotti come atay, couscous, amlou o La vache qui rit, la Mirinda è riuscita a farsi strada nell’immaginario pop come pochi altri e diventando uno degli elementi della cultura pop-consumistica locale.

Il suo gusto unico ed oggettivamente diverso da quello della Fanta, poi, ha portato molti a ricollegarlo ad un sapore speciale, diverso da tutti gli altri ed in grado di accendere molti dei ricordi più belli.
Un sapore diverso
Personalmente amo moltissimo questa bibita e non è un caso che abbia scelto di partire proprio da lei nel nostro viaggio all’interno del mondo dei soft drink; nonostante sia un fan di lunga data della Fanta, infatti, l’incontro con la Mirinda è stato una sorta di “illuminazione”.

Il suo sapore unico, più dolce e leggermente più denso e fresco della Fanta me ne ha fatto innamorare perdutamente, tanto che ancora oggi ogni volta che vado in Marocco la compro senza esitazione ed in generale la prendo tutte le volte che la trovo in un minimarket a Milano.
Se la state cercando anche voi per rivivere ricordi o crearne di nuovi, vi consiglio di dare un occhio a Mercato Arabo che ha gentilmente offerto buona parte dei soft drink dal mondo arabo che vedrete in questa serie; li trovate sia online che nella loro sede a Roma.
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