Il mondo in rivolta, storie e panoramiche su un nuovo mondo

Dall’Italia al Marocco passando per Nepal, Madagascar e Palestina, il mondo è in rivolta e si sta preparando a riscrivere la storia

Il momento è adesso

“Certo… chi combatte può morire… chi fugge resta vivo, almeno per un po’… Agonizzanti in un letto, fra molti anni da adesso… siete sicuri che non sognerete di barattare tutti i giorni che avrete vissuto a partire da oggi per avere l’occasione, solo un’altra occasione, di tornare qui sul campo, ad urlare ai nostri nemici che possono toglierci la vita ma non ci toglieranno mai la libertà!”

Siamo su Medio Oriente e Dintorni, ma di fronte a tutto quello che sta avvenendo adesso nel mondo è impossibile non citare l’iconico discorso di Mel Gibson in Braveheart, un film sulla Scozia che racconta del coraggio di non arrendersi mai e della necessità del presente. Il momento è adesso e lo testimoniano le centinaia di piazze che abbiamo riempito in Italia e nel mondo per protestare contro l’ingiustizia, contro la corruzione dei governi e contro il sionismo ed il suo genocidio. Un sentimento globale, che trascende dai luoghi e che sta chiamando a raccolta le coscienze e l’umanità di tutto il mondo.

Al di là di tutto quello che dirò in questo articolo, un messaggio è chiaro e va sottolineato: scendete in piazza e manifestate, per voi, per la Palestina e per tutti coloro a cui non è permesso unirsi in questo coro collettivo che chiede un’unica cosa: giustizia! Il momento è adesso, i nemici della libertà si stanno già allineando per sopprimerlo, ma proprio per questo urliamo ancora più forte e facciamogli capire da che parte sta il mondo.

“[…] Mentre pensi agli altri, quelli lontani, pensa a te stesso,
e dì: magari fossi una candela in mezzo al buio.”
Mahmoud Darwish

Questo è il vero orgoglio italiano

Partiamo con l’Italia, per la quale, in realtà basterebbe un’unica frase: non mi sono mai sentito tanto orgoglioso di essere italiano. Da quando la Global Sumud Flotilla è stata catturata la sera del 1 ottobre sono infatti partiti una sequenza pressoché ininterrotta di scioperi, proteste e manifestazioni che hanno avuto il loro apice a Roma il 4 ottobre, in cui quasi un milione di persone si sono riversate nella capitale per dire No al Genocidio.

Sono andato alla manifestazione della sera del 2 (la seconda della giornata) e solo per raggiungere una mia amica a metà corteo ho dovuto fare 15 minuti ininterrotti seguendo il corteo; il 3 a Milano abbiamo toccato l’apice, con una manifestazione di ben 13 ore a cui hanno partecipato circa 100’000, riuscendo persino a bloccare la tangenziale cittadina.

Ricordo ancora adesso con tenerezza quando andai al mio primo presidio per la Palestina ed eravamo non più di 15 persone, girarsi adesso e vedere questi numeri è qualcosa a cui non voglio mai pensare perché altrimenti mi commuovo. La musica e la storia del mondo stanno cambiando e lo si può notare anche dai cori, passati dall’essere perlopiù in arabo ad una quasi costanza in italiano.

Ce n’è uno che il mio preferito: “I popoli in rivolta, scrivono la Storia, Intifada fino alla vittoria”; sì, nel nostro piccolo stiamo facendo la Storia e allora sempre di più: Intifada fino alla vittoria.

Una protesta globale

Tralasciando un attimo il contesto specifico del genocidio palestinese, il fatto che l’aria sia cambiata lo si può anche notare dalle tante proteste che a prescindere stanno animando il mondo in questo periodo: il governo del Nepal è crollato sotto il peso delle proteste e lo stesso è avvenuto al governo del Madagascar qualche giorno dopo.

Impossibile poi non parlare del Marocco, dove le ultime generazioni (la cosiddetta Gen-Z) stanno chiedendo per la prima volta riforme consistenti sulla sanità, l’istruzione e le possibilità di avere un futuro senza essere costretti ad emigrare, dando vita a manifestazioni di tale portata che raramente si sono viste nella storia del paese

Il genocidio dei palestinesi sta segnando l’alba di una nuova epoca, le anime protestano e questo risveglia le coscienze e fa finalmente aprire la bocca; nel momento in cui il mondo si accorge che il suo è un coro collettivo nulla si può frapporre fra sé ed il suo desiderio di giustizia.

“Se un giorno il popolo vorrà vivere, il destino dovrà assecondarlo, la notte deve dissiparsi e le catene devono spezzarsi.” Abu Qasim ash-Shabbi

Un nuovo mondo

La nascita di un nuovo mondo non è più in discussione, è qualcosa che sta avvenendo sotto i nostri occhi, adesso, in questo preciso momento; l’unica domanda è quando si vedrà il suo compimento.

Proprio perché il momento è adesso, è necessario che tutti coloro che credono nella giustizia si uniscano adesso e facciano sentire ora la loro voce, dopo sarà troppo tardi; dopo, come dice il brillante titolo di Omar El Akkad “Tutti diranno di essere stati contro”, ma, come dice il detto: “I veri amici si vedono nel momento del bisogno” e tutti si ricorderanno di quando avevano bisogno e l’aiuto gli è stato negato.

Mi appello ad ogni essere umano degno di questo nome (me incluso), segui il detto del Profeta (pbsl): “Chi di voi vede una cattiva azione, cerchi di correggerla con le sue mani, se non può, con la sua lingua, se non può, con il suo cuore – questo è il minimo della fede”.

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