24 anni dopo Zohran Mamdani, il figlio della regista de “Il fondamentalista riluttante” potrebbe diventare il nuovo sindaco di New York; un paradosso che brilla come una candela nell’oscurità
24 anni dopo
Oggi è l’11 settembre 2025, sono passati esattamente 24 anni da quando un’evento tragico capitato a New York ha cambiato la vita di tutti i musulmani nel mondo, un qualcosa che ha permesso ancora di più a partiti di destra, estrema destra, “centro” (e almeno in Italia anche di “sinistra”) di rendere l’Islamofobia una prassi consolidata delle proprie campagne e promesse elettorali.

Qualcosa di devastante, in grado di segnare la vita di milioni di persone, partito proprio da New York. Oggi, 24 lunghi anni dopo, porta il sorriso vedere come le strade e le strategie di Iddio siano infinite e che uno dei principali candidati a diventare sindaco di New York sia proprio Zohran Mamdani, figlio del grande saggista Mahmoud e, in questo caso soprattutto, di Mira Nair, la regista de “Il Fondamentalista Riluttante“.
Dal Fondamentalista Riluttante a Mamdani
Quest’ultimo, riadattato dall’opera semi-autobiografica di Mohsin Hamid, racconta di come cambia la vita di un’analista finanziario pakistano a New York dopo l’11 settembre. Un’opera straordinaria, nonché uno dei maggiori esempi per provare a comprendere uno dei periodi più intrisi di Islamofobia che il mondo abbia mai visto.
Senza spoilerare il finale perché merita di essere scoperto in prima persona, verso la fine del film il protagonista Changez (interpretato da Riz Ahmed) torna in Pakistan ed inizia a pensare a qualcosa di nuovo, ad un “sogno pakistano”, un qualcosa che possa spingere i suoi paesani a restare e dare vita ad un nuovo modo di vedere le cose, senza dover vivere su sogni altrui (come quello americano).
Perché è importante e perché vi dico tutto questo? Perché è incredibile ed impressionante come Zohran abbia in qualche senso preso spunto da questa stessa spinta per creare qualcosa di nuovo, vivo e brillante che gli ha già permesso di superare il ballottaggio e diventare una delle figure più carismatiche e di spicco di tutto l’universo Democratico americano.
Una candela per cancellare l’oscurità
Zohran Mamdani spicca perché è l’unico in grado di sembrare davvero vero e diverso, profondamente di sinistra, ma di una contemporanea, in grado di guardare al futuro e non restare legata al passato o confondersi con la destra. È un leader giovane, affiatato e pronto a cambiare il mondo; esattamente come lo è Changez nel film girato da sua madre 13 anni prima nella stessa città in cui è cresciuto e di cui potrebbe (in’sh’Allah) diventare il sindaco.

E allora, in un giorno che fino ad oggi è stato tanto triste per gli Usa ed i musulmani nel mondo, concedetemi questo parallelismo che sa di speranza; in un’epoca in cui è da quasi 3 anni in corso un genocidio senza che nessuno muova un dito, in un momento in cui la maggior parte dei leader del mondo sono del colore dell’oscurità, la candidatura di Mamdani è una candela nel buio talmente paradossale che non si può che vederla come un sorriso di Dio.
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