Welcome to Afghanistan, come il turismo ed i social stanno cambiando l’immagine del paese
Welcome to Afghanistan
Il 4 luglio del 2025 un breve reel ha sconvolto il web: “Welcome to Afghanistan” firmato da Yosaf Aryubi, in arte Iampocoloco, content creator di origini afghane cresciuto negli Usa e tornato da poco nel proprio paese natio. Il video comincia con una scena che ricorda volutamente le richieste di riscatto dei talebani, ma con uno degli incappucciati che, dopo il classico “America, we have a message for you”, si toglie il cappuccio ed annuncia “Welcome to Afghanistan”.
Il video è infatti un geniale spot per la compagnia di viaggi “Raza Afghanistan” (di proprietà dello stesso Iampocoloco), ma offre al tempo stesso un’opportunità straordinaria per provare a varcare i confini degli stereotipi e provare a rendersi davvero conto di cosa sia l’Afghanistan oggi (con tutti i suoi pregi e difetti).
Un salto indietro
Per comprendere meglio il video è necessario fare un piccolo salto indietro e comprendere davvero chi sia Yosaf Aryubi, anche perché spesso e volentieri la stampa internazionale lo hai identificato come “talebano”, cosa in realtà abbastanza lontana dalla realtà. Come dichiarato in questo post del suo account Instagram, infatti, Iampocoloco non solo non ha alcun legame diretto con i talebani, ma ha addirittura la cittadinanza americana; inoltre i suoi stessi tour sono aperti anche alle donne ed ai non musulmani.
Al di là di Iampocoloco (che vi invito a seguire), la realtà afghana di oggi è certamente più complessa e variegata di come siamo abituati ad immaginare e questo anche per delle scelte politiche e di immagine da parte del governo talebano al potere. Quest’ultimi, infatti, una volta conquistato il controllo del paese, si trovano davanti alla grande sfida di farsi accettare da un punto di vista internazionale, il che li ha portati diverse volte a fare delle scelte di immagine molto particolari.
Talibans do things
Verso il settembre del 2021 sono infatti iniziate a circolare in rete delle foto dai tratti (ma assolutamente reali) in cui dei guerriglieri armati facevano attività da “persone comuni” come andare in palestra, allo zoo o persino con un pedalò sul lago.
Secondo i maggiori analisti, quest’ultima sarebbe una precisa scelta di immagine che mira a “normalizzare” la presenza dei talebani nel paese ed in generale a trasmettere l’idea di essere essenzialmente innocui, giocando ovviamente sempre e costantemente sui ricordi e l’inconscio delle persone.
Breve parentesi sul rapporto con l’hashish
Altro aspetto che sarebbe molto interessante trattare, ma che richiede certamente un episodio a parte, è il rapporto dei talebani con il mercato dell’hashish, paese che ne risulta essere il maggior produttore ed esportatore al mondo. Anche in questo caso è molto interessante notare attraverso i social il cambiamento di alcuni profili Instagram particolarmente iconici come quello di Baaba Qo, considerato uno dei maggiori hashishin (maestri produttori di hashish) al mondo.
Con la presa del potere dei talebani, infatti, molti dei suoi follower temevano il peggio, ma il profilo è tornato attivo qualche mese dopo con Baaba Qo in persona, il quale ha addirittura avviato collaborazioni con altri brand internazionali ed impostato il suo sito con i prezzi in euro.
Ora, non abbiamo abbastanza fonti per poterlo dire con certezza, ma è molto possibile che il nuovo governo punti a sfruttare la crescente legalizzazione per ottenere ulteriore riconoscimento e simpatie internazionali, utilizzando un soft power molto particolare, ma nel quale sono oggettivamente e storicamente fra i migliori al mondo.
Riconoscimento internazionale
Spostandoci ai piani alti, in questo momento l’Afghanistan è ad un bivio cruciale nella sua storia e non è un caso che stia facilitando tutte quelle operazioni ed accordi che le consentano di andare il più vicini possibili ad un riconoscimento formale. Ad oggi, l’unico paese ad aver riconosciuto ufficialmente il governo talebano è la Russia (il 4 luglio 2025), ma sin dal loro insediamento hanno avviato importanti accordi commerciali con Cina ed Emirati Arabi Uniti.

Alla luce dei mutamenti in corso nella politica internazionale, è molto probabile che tali tentativi di “rebranding” siano sempre più costanti ed incisivi anche per sfruttare le recenti mosse di alcuni dei paesi sopramenzionati.
Non dimentichiamoci dei problemi
Al di là del discorso più asettico fatto finora, è molto importante ricordare che, per quanto l’attuale realtà afghana raccontata sino ad ora dai media sia certamente molto più complessa, variegata e frammentata, bisogna sempre ricordare che i problemi, come ad esempio la “questione femminile“, la diffusa povertà e tanti altri, esistono e sono ben radicati nel paese, tanto che ogni anno migliaia di afghani tentano la fuga nei paesi vicini subendo spesso e volentieri abusi e discriminazioni per il proprio passaporto.
Nel 2025, in particolare, è stato l’Iran il paese ad espellere il maggior numero di afghani dal proprio territorio, con oltre 1.3 milioni di persone che sono state costrette a ritornare nel proprio paese senza nient’altro se non i propri vestiti.
Per seguire più da vicino questa tipologia di questioni legate all’Afghanistan vi consiglio il profilo di Theafghan, che ha attivato di recente anche una campagna per sostenere le vittime del terremoto che si è abbattuto sul paese.
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