“Manuale di zoologia fantastica” di Jorge Luis Borges

“Manuale di zoologia fantastica” di Borges, è un libro in grado dare ancora oggi un punto di vista originale sulla fantasia del mondo

Manuale di zoologia fantastica

Spinto dalla passione per le strane entità sognate dagli uomini, Borges ha perlustrato nel corso degli anni letterature e mitologie, enciclopedie e dizionari, resoconti di viaggio e antichi bestiari, scoprendo tra l’altro che la zoologia fantastica è percorsa da singolari affinità: così, ad esempio il Pesce dei Terremoti, un’anguilla lunga settecento miglia che porta il Giapppone sul dorso, è analogo al Bahamut delle tradizioni arabe e al Milgardsorm dell'”Edda”.

L’esito di questa sterminata ricognizione è un manuale che il lettore è caldamente invitato a frequentare “come chi gioca con le forme mutevoli svelate da un caleidoscopio”. Ritroverà così animali che già gli erano familiari, ma che ora tradiscono caratteri insospettati: come l’Idra di Lerna, la cui testa – sepolta da Ercole – continua a odiare e sognare, o il Minotauro. Imparerà a conoscere esseri che sembrano usciti dalla fantasia stessa di Borges: come la “gente dello specchio”, ridotta a riflesso servile dall’Imperatore Giallo dopo aspre battaglie, o il funesto Doppio, suggerito “dagli specchi, dall’acqua e dai fratelli gemelli”.

E si imbatterà in creature di cui neppure sospettava l’esistenza: come lo hidebehind dei taglialegna del Wisconsin e del Minnesota, che sta sempre dietro a qualcosa. E sempre aleggia lo humour di Borges, il quale ci spiega compassato che la qualifica di contea palatina attribuita al Cheshire provocò l’incontenibile ilarità dei gatti del luogo, donde, con ogni probabilità, il gatto del Cheshire.

Antologia di creature

Usciamo un attimo dai confini usuali di Medio Oriente e Dintorni per andare ad intercettare un autore che, attraverso le sue opere, ha provato ad unire i diversi emisferi del mondo superando i confini e mostrando i diversi aspetti della fantasia umana. In “Manuale di zoologia fantastica” Jorge Luis Borges ci porta alla scoperta di 82 creature sparse nel folklore e nelle fantasie dei diversi popoli del mondo, molti dei quali provenienti dall’universo di Medio Oriente e Dintorni.

Al suo interno ci imbatteremo infatti tanto in creature conosciute quali il Simurgh, la Fenice e le Naga, quanto in quelle più di nicchia come il Bahamut, il Borametz (o “agnello vegetale della Tartaria”) o lo Zaratan, ma quello che forse più mi ha sorpreso sono quelle che sembrano di origine europea, ma che pongono le loro basi in Africa ed Asia.

Sfatare i miti contemporanei

Al contrario di ciò che si crede, infatti, moltissimi animali e creature fantastiche quali il Grifone, la Manticora o la Sfinge non sono frutto della fantasia greca o europea, ma provengono da immaginari più antichi e che spesso e volentieri pongono le loro basi in leggende arcane provenienti da contesti profondamente diversi come possono essere l’India, la Mesopotamia e la Persia, spesso e volentieri cambiandone connotati chiave, creando una sorta di “Orientalismo ante litteram”.

sfinge
La sfinge egizia e quella greca

Prima ancora di toccare la storia dei popoli, infatti, tali pregiudizi stravolsero il loro immaginario fantastico, facendo sì che buona parte di quest’ultime si adattassero al proprio immaginario esotico che vedeva nell’Africa e nell’Asia luoghi ammalianti e pericolosi, spesso e volentieri custodi di ricchezze, sapienza o tracce del passato. Proprio seguendo tale traccia, la Sfinge passò dall’essere un’incarnazione maschile del faraone ad una donna estremamente sensuale che pone indovinelli mortali a chi le si avvicina.

Atlante fantastico

Ovviamente il tema focale di “Manuale di zoologia fantastica” non è tanto quello di “sfatare miti”, ma non per questo non rappresenta qualcosa di tanto semplice quanto rivoluzionario per forma ed approccio. Jorge Luis Borges si è infatti sempre caratterizzato per essere un autore unico nel suo genere, in grado di indagare in narrative generalmente giudicate “ostili” al pubblico eurocentrico senza pregiudizi e con estrema “scientificità”.

Una sorta di apripista per una sorta di rivoluzione culturale impensabile per gli anni in cui è stata scritta, ma che ancora oggi continua ad influenzare il pubblico del mondo intero.

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