Storia del grifone, dalla Mesopotamia ad Harry Potter

Storia del grifone, dalle origini mesopotamiche ai giorni nostri passando per il simurgh ed il mondo persiano

Le mesopotamiche origini del grifone

Come molte delle creature leggendarie, anche le origini del grifone sono avvolte nel mistero, tanto che, nel corso dei secoli, sono stati innumerevoli gli studiosi che ne hanno elaborato i natali, con diversi di loro che suppongono sia addirittura una rappresentazione dei dinosauri.

Il Lamassu

Tuttavia la teoria più probabile è che il suo immaginario sia derivato da quelle di molte creature simili che già da secoli popolavano l’immaginario umano, la maggior parte delle quali originarie di Mesopotamia e Persia. Fin dall’epoca dei Sumeri venivano infatti rappresentate entità che combinavano l’aquila ed il leone, pregne di un fortissimo valore simbolico.

Questi due animali sono infatti da sempre visti rispettivamente come il re dei cieli ed il re della terra e non è un caso che siano elementi chiave dell’estetica del Lamassu, divinità protettrice, e, soprattutto, dell’Anzû; quest’ultimo per via delle incredibili somiglianze mostrate può senza alcun ombra di dubbio esser definito come una sorta di “antenato” del grifone, andandone poi ad identificare per sempre l’estetica.

Dai persiani al mondo

La successiva conquista persiana porterà questa creatura in un nuovo immaginario, legandosi e spesso e volentieri ad altri rapaci leggendari come l’homa o il simurgh, ma mantenendo comunque una propria identità distinta attraverso il nome di shirdal.

Lo shirdal presente al museo archeologico di Haft Tappeh, in Khuzestan

Grazie ai successivi scambi commerciali con il mondo greco e romano il mito del grifone giunse anche l’Europa, con autori del calibro di Erodoto e Plinio il Vecchio che ne trattarono apertamente. In generale tali creature vennero associate soprattutto con la Battriana e l’Asia centrale, vedendosi strenuamente impegnati nella lotta contro gli Arimaspi, giganti con un occhio solo che provano a rubare il loro oro.

Va comunque detto che nel mondo europeo i grifoni sono spesso associati a generiche aree remote come Etiopia (Plinio il Vecchio), Kashmir (Erodoto), India (Ctesia) o addirittura monti leggendari come i Rifei o quelli Iperborei. L’unica caratteristica in comune, al di là dell’aspetto fisico, è la loro associazione con l’accumulare oro da monti remoti.

L’affermazione in Europa e la trasformazione in Persia

Seppur con una certa riluttanza iniziale, nel Medioevo il grifone divenne un simbolo estremamente positivo e legato alla cristianità, andando de facto a riprendere quello che era l’antico immaginario di epoca sumera; il suo essere metà leone e metà aquila lo ricollegava al dominio sui cieli e sulla terra e quindi a Gesù, mentre la sua forza e possenza ne faceva un ottimo protettore del focolare, tanto da divenire uno dei simboli più comuni dell’araldica medioevale.

Paradossalmente proprio in questo periodo lo shirdal inizia a sparire sempre di più dall’immaginario iranico-mesopotamico in favore del Simurgh, figura che ne ingloberà moltissime caratteristiche come il vivere in luoghi remoti e spesso e volentieri a guardia di tesori.

Rinascita contemporanea

A partire dagli anni “70 del Novecento tale creatura ha avuto una vera e propria rinascita sia in qualità di grifone sia in qualità di shirdal e questo con motivazioni completamente diverse l’una dall’altra. La rinascita americano-europea si collega soprattutto all’exploit del genere fantasy, momento in cui assistiamo ad un vero e proprio revival del mondo fantastico e mitologico, con il grifone che diventa protagonista di prodotti estremamente pop come Harry Potter, Dungeon’s and Dragons o innumerevoli videogiochi.

In Iran, al contrario, la figura dello shirdal si ricollega profondamente al regno dei Pahlavi ed alla loro conseguente riscoperta del patrimonio pre-islamico, fra cui, appunto, lo shirdal. Da questo punto di vista, la successiva vittoria della Rivoluzione islamica ha spinto tale figura e molte altre dell’immaginario pre-islamico persiano a ricollegarsi all’universo monarchico, ma va detto che comunque lo shirdal resta un simbolo decisamente marginale rispetto al già citato Simurgh o il leone.

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