Storia del mito della Manticora, creatura nata in Persia ma che ebbe fortuna soprattutto nel mondo europeo
Manticora, origini persiane e fama greca
La Manticora è un leggendario mostro nato nel mondo persiano e divenuto poi celebre soprattutto grazie alla letteratura greca ed europea. Pur essendo infatti il suo stesso nome di origine iranica (dal greco μαρτιοχώρας, “martiokhṓras”, derivato a sua volta dal persiano antico martya-χvāra, ovvero “mangiatrice di uomini”), il suo mito si diffuse in Persia soprattutto a livello orale, divenendo poi protagonista assoluto solo in Grecia.

Il primo in assoluto a trattarne fu Ctesia di Cnido, storico vissuto alla corte degli Achemenidi nel V secolo a.C., che la descrive come: un essere proveniente dall’India con il corpo da leone con il manto rosso, la faccia da uomo ed una coda da scorpione in grado di lanciare dardi che divora ogni uomo senza lasciare alcuna traccia.
Da uomo a donna
Tale descrizione venne poi presa per vera da diversi autori latini, fra cui spicca sicuramente Plinio il Vecchio, divenuto ancor più celebre nel Medioevo, periodo in cui il suo mito si radicò fortemente in Europa trasformandola in un’essere reale, portandola a comparire in numerosi bestiari dell’epoca.

Al di là delle varietà descrittive (alcuni le attribuivano ali da pipistrello, un cappello frigio o capelli biondi), la principale diversità dell’epoca è legata al sesso dell’animale, passata da una creatura maschile ad una femminile. Questo in quanto all’epoca era concepita come una sorta di diavolo tentatore tutto femminile, legandolo quindi anche all’elemento della femme-fatale di stampo demoniaco (sorte condivisa con innumerevoli creature mitologiche).
Rinascimento ed epoca moderna
Con la riscoperta dei bestiari fra il 1500 ed il 1700 cresce in Europa la curiosità nei confronti della Manticora, ma questa volta la sua conoscenza si divide soprattutto in due filoni distinti: uno allegorico ed uno che punta a smentirne la scientificità.

Nel primo filone essa viene trattata come una figura del peccato e della tentazione, esaltandone al massimo l’elemento di femme-fatale e trasformandola nell’emblema dell’ambiguità morale e sessuale del genere femminile.

Il filone scientifico invece, come già accennato prima, punta soprattutto a comprendere quale reale creatura sia, trasformandola in elemento esotico e misterioso, rendendola al tempo stesso estremamente apprezzata nell’araldica dell’epoca, tanto che vi sono almeno 3 nobili inglesi che, proprio in quel periodo, la inclusero nella propria simbologia.
Da ieri ad oggi
Dopo un periodo di quiete, il mito della Manticora tornò prepotentemente in auge a partire dai primi da metà del ‘900 grazie a scrittori come Jorge Luis Borges, che la incluse nel suo “Manuale di zoologia fantastica“. Il successivo exploit del genere fantasy ha poi contribuito a riportare in voga la sua storia, tanto che innumerevoli opere letterarie come Harry Potter o Le cronache di Narnia.

A ciò si aggiunge anche la presenza nei nuovi media quali videogiochi (come The Witcher) e film (come Onward), senza contare giochi quali Dungeon’s and Dragons o Magic The Gathering. A partire dal ‘900 la Manticora ha anche iniziato ad esser presente nella letteratura persiana grazie a nuovi autori iraniani che l’hanno riscoperta in chiave fantasy, tuttavia rimane ancora oggi un elemento che, pur avendo chiare origini persiane, è senza alcun ombra di dubbio più legato all’immaginario europeo.
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