Storia e simbolismo della bandiera libanese

Storia e simbolismo della bandiera libanese, dalle sue origini durante il crollo ottomano sino ad oggi

Origine della bandiera libanese

L’attuale bandiera libanese come la conosciamo oggi vide le sue prime origini fra la fine dell’Impero ottomano e l’inizio del Mandato francese sul Grande Libano, momento cruciale nella storia di questo paese, in quanto fu la prima volta dopo svariati secoli in cui tale luogo si ritrovò ad essere una realtà davvero distinta dal resto dei territori a sé limitrofi.

Nello specifico, il primo che propose di inserire nella bandiera nazionale il cedro del Libano fu il giornalista braziliano-libanese Shukri El Khoury, che fra il 1907 ed il 1913 suggerì di porlo all’interno del vessillo ottomano; da sottolineare che nel mondo maronita tale emblema era già presente dal XIX secolo, tuttavia ci si era sempre limitati ad un utilizzo regionale e quest’ultimo non era mai stato sinonimo di unità nazionale.

Sotto il Mandato francese

Con la successiva sconfitta dell’Impero ottomano il dibattito sul nuovo vessillo nazionale crebbe esponenzialmente, in quanto molti libanesi sognavano un’effettiva indipendenza ed autonomia rispetto a territori come la Siria e ciò rese la scelta della bandiera un vero e proprio momento di definizione nazionale.

Nel 1919 il patriarca maronita di Antiochia, Elias Peter Hoayek, propose all’allora presidente francese Raymond Poincaré l’idea di un tricolore con il cedro libanese nel mezzo, design che entusiasmò l’allora governo francese, trasformandola nella bandiera del mandato transalpino.

L’arrivo della bandiera odierna

Nel 1943 il Libano ottenne finalmente l’indipendenza dalla Francia e ciò generò un dibattito molto acceso riguardo a quello che sarebbe dovuto essere il nuovo vessillo nazionale. Secondo quanto riportato, inizialmente i musulmani volevano una bandiera con i quattro colori tipici dell’unità panaraba (rosso, verde, bianco e nero), mentre i cristiani preferivano un vessillo con un solo colore ed un cedro nel mezzo, elemento che ne aveva caratterizzato la storia sino ad allora.

A risultare vincente fu la proposta di Henri Pharaon, il quale suggerì di ispirarsi alla bandiera austriaca ponendo nel mezzo il cedro libanese; tuttavia va detto che il politico Pierre Gamayel ha sempre sostenuto che tale idea provenisse dalle menti del suo partito. Ad ogni modo, l’attuale bandiera venne alzata per la prima volta il 21 novembre 1943 a Bechamoun, diventando ufficialmente il simbolo che tutti conosciamo.

Una curiosità a livello ufficiale la bandiera venne dichiarata tale solo nel 1979, ma ciò a più a che vedere con degli equilibri interni al Libano stesso piuttosto che ad un qualche rifiuto della sua iconografia.

Simbologia della bandiera libanese

A livello simbolico la bandiera libanese presenta diversi elementi, fra cui spicca certamente il grande cedro libanese verde nel mezzo, simbolo di unità nazionale e del legame ancestrale che lega il popolo alla sua terra. Quest’ultimo è de facto il simbolo più importante in assoluto e ciò in quanto è visto in ogni interpretazione possibile come elemento cardine dell’identità libanese. I colori che rappresentano invece: il rosso il sangue versato per la patria, il bianco la purezza ed il verde del cedro ad un destino di prosperità.

I restanti elementi e la loro disposizione sono invece stati soggetti sin dai loro inizi ad interpretazioni fra di loro abbastanza diverse. Secondo la simbologia ufficiale, le due barre rosse sopra e sotto il cedro rappresenterebbero i fiumi Al Awali (a Sud) ed Al Kabir (a Nord), con il bianco che rappresenterebbe le montagne del Grande Libano dove crescono appunto i cedri; tuttavia una delle interpretazioni alternative più famose è quella del già citato Pierre Gamayel, che sosteneva invece che quest’ultime rappresentino le tribù dei Qays e degli Yaman con il Libano (rappresentato dal cedro) nel mezzo.

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