La storia dello Shalwar Kamiz, l’abito nazionale del Pakistan ed uno dei più diffusi di tutto il Subcontinente indiano
Alle origini dello Shalwar Kamiz
Lo Shalwar Kamiz è un abito tipico del Subcontinente indiano composto da due parti: lo Shalwar (una sorta di “pantaloni”) ed il Kamiz, una lunga camicia o tunica. Come spesso accade per gli abiti, è molto complicato stabilirne con esattezza le origini, in quanto nel corso dei secoli vi sono state innumerevoli popolazioni che hanno usato una combinazione simile nel proprio vestiario; quello che è certo, tuttavia, è che quest’ultimo inizia a diffondersi in maniera sostanziosa a partire da un momento molto preciso: l’arrivo dei musulmani nel Subcontinente indiano.

Prima della loro venuta, infatti, lo stile di buona parte del Subcontinente indiano era molto diverso, basandosi su abiti con molte meno cuciture e spesso e volentieri molto più scoprenti che richiamavano le tradizioni più ancestrali dei propri avi; un cambiamento non molto dissimile da quello avvenuto in Europa dopo il crollo dell’Impero romano o nell’Africa Sub-sahariana con la nascita del Boubou.
In questo caso specifico, lo Shalwar Kamiz venne apprezzato tanto per il fatto di essere più “coprente”, quanto per il suo essere giudicato come più “raffinato”, anche grazie alle molte cuciture presenti al suo interno, elemento fino ad allora estremamente raro.
I Moghul ed il suo exploit
Fra il 13° ed il 15° secolo lo Shalwar Kamiz divenne uno degli abiti più iconici del Punjab ed in generale dell’allora India del Nord, tuttavia l’exploit definitivo avvenne qualche tempo dopo con la salita al potere dei Moghul, l’ultima grande dinastia dell’India.

Quest’ultimi, grazie al leggendario Babur, diretto discendente di Tamerlano, lo resero uno degli abiti più diffusi e popolari di tutto questo territorio, dando vita ad innumerevoli varianti e varietà che ancora oggi popolano il Subcontinente indiano rendendolo semplice all’apparenza, ma complesso nell’essenza.
Dal colonialismo a simbolo pakistano
Sotto il colonialismo, lo Shalwar Kamiz divenne un modo silenzioso per protestare contro la nuova autorità britannica, alimentandone il mito e trasformandolo in parte integrante dell’abbigliamento del Nord dell’India. La successiva indipendenza lo portò ad essere scelto come abito nazionale del Pakistan (e dell’odierno Bangladesh, allora posto proprio sotto il Pakistan), collegandolo in modo diretto alla cultura e tradizioni del neonato stato.

Anche se tale associazione allontanò una parte del mondo indiano dall’indossarlo, va detto che è ancora oggi estremamente diffuso fra le donne del Punjab, dove viene visto qualcosa che definisce l’etnia più che la fede, ed in generale all’interno di tutto il mondo musulmano presente nel paese, che ancora oggi lo concepisce come un modo semplice ed elegante di simboleggiare la propria fede.
Con il successivo exploit del cinema e della musica del Punjab (favorito anche dalla grande diaspora), lo Shalwar Kamiz ritornò ad essere un simbolo sovranazionale, anche se, specialmente con il risveglio del nazionalismo indù, continua ad essere un qualcosa di legato soprattutto al mondo pakistano e musulmano. Da sottolineare che, per via della vicinanza geografica e culturale, lo Shalwar Kamiz è estremamente diffuso anche in Afghanistan.
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