Storia del popolo tuareg, dalle origini ai giorni nostri

Tutta la storia del popolo tuareg, dalle origini mitiche per mano della principessa Tin Hinan fino ai giorni nostri

Tin Hinan, la principessa tuareg

Le origini mitiche dei tuareg fanno risalire questo popolo a Tin Hinan, leggendaria principessa amazigh che sarebbe fuggita dal Maghreb in direzione del Sahel, trovando rifugio in alcune zone del Sahara dove diede vita alla sua dinastia; pur rimanendo questa storia a lungo confinata nel mito, recenti scavi archeologici hanno rinvenuto una tomba monumentale ad Abalessa, odierno Sud dell’Algeria, risalente al 4° secolo e che confermerebbe appunto il mito.

Nonostante questo non si sa ancora con certezza di dove fosse originaria Tin Hinan, anche se l’ipotesi più accreditata è che provenisse da Tafilalt, regione centrale dell’odierno Marocco.

Il fatto di avere per progenitore una matriarca piuttosto che un patriarca non è casuale e si riflette ancora oggi all’interno del mondo tuareg, in cui le donne occupano un ruolo di primo piano.

I signori del deserto

Per popolando da secoli il Sahara, rimasero a lungo una popolazione pressoché sconosciuta al mondo, al punto che è raro trovare fonti esterne al mondo tuareg che ne facciano menzione prima del 10° secolo. Con l’arrivo dell’Islam (a cui si convertì buona parte della popolazione) ed la conseguente nascita dell’Impero maliano, la loro fama crebbe notevolmente, rendendoli noti al mondo come i signori del Sahara e trasformandoli quindi in una risorsa fondamentale per tutte le rotte carovaniere trans-sahariane.

Con l’indebolimento dell’Impero maliano e la conseguente nascita dell‘Impero Songhai, molti dei principali clan scelsero di riunirsi in confederazioni in modo da preservare tanto il controllo del territorio, quanto le proprie tradizioni, elemento ancora oggi di assoluta importanza all’interno del mondo tuareg.

Fra le confederazioni più importanti vanno citate: i Kel Ahaggar, diretti discendenti di Tin Hinan, i Kel Ajjer, signori del Fezzan, i Kel Aïr, signori di Agadez, gli Iwillimmidan, signori dell’Azawagh, e i Kel Adagh, signori di Kidal e Timbuktu.

Impassibili allo scorrere del tempo

Come per i Bozo, i tuareg non sono mai stati alla ricerca di un territorio da dominare, ma piuttosto di una terra in cui essere liberi di vivere secondo i propri costumi e tradizioni, scegliendo un ambiente tanto duro come il Sahara per mantenere intatto il proprio patrimonio.

Tuareg di Timbuktu del 1890

Non a caso rimasero a lungo liberi da ogni impero e colonizzazione, arrendendosi solo alla Francia fra il 1905 ed il 1917 dopo quasi 50 anni di dura resistenza. Nonostante il rapporto con i transalpini si rivelò meno complicato del previsto, è proprio a questo periodo che risalgono i primi grandi problemi che attanagliano ancora oggi l’universo tuareg.

La crisi post-coloniale

Come per diversi popoli come , i Tuareg soffrirono particolarmente il crollo della potenza egemone in quanto il loro territorio venne “spezzettato” in paesi diversi, dividendosi fra Mali, Algeria, Libia, Niger e Burkina Faso, imponendo confini e barriere che stravolsero per sempre il loro universo.

La mappa dei territori storicamente legati all’universo tuareg

Ciò, unito ad una desertificazione sempre più feroce ed una povertà sempre più croniche dei territori tuareg, portò alcuni di loro ad abbandonare le antiche tradizioni ed altri a combattere ferocemente per mantenerle

Le rivolte tuareg

La prima rivolta vide la luce in Mali fra il 1962 ed il 1964 e venne repressa nel sangue dall’esercito maliano (che fra le altre cose uccise anche il padre di Ibrahim Ag Alhabib, futuro fondatore dei Tinariwen). Tale evento spinse molti dei tuareg maliani a cercare rifugio nei propri territori in Algeria e Libia, covando un risentimento ed un senso di vendetta che non tardò ad esplodere.

Mano Dayak

La seconda, con protagonista assoluto il nigerino Mano Dayak, si disputò all’interno dei territori di Mali e Niger fra il 1990 ed il 1995, mentre la terza (che costò a Bombino l’esilio dal Niger) si tenne fra il 2007 ed il 2009 sempre negli stessi territori.

Tuttavia la più importante ed allo stesso tempo la più dolorosa è sicuramente quella del 2012, momento in cui, approfittando di un colpo di stato in Mali, gli indipendentisti tuareg presero il controllo di Timbuktu; il problema è che fra di loro vi erano anche dei fondamentalisti che presero poi il controllo costringendo i tuareg a combattere al fianco dell’esercito maliano per liberare la città.

Tishoumaren, il rock tuareg

Al giorno d’oggi i tuareg sono famosi nel mondo soprattutto per il loro stile e per la loro musica, con il Tishoumaren, conosciuto anche come “Rock tuareg”, a far da padrone. È molto importante citare tale genere perché, a differenza di tanti altri, ha un collegamento estremamente forte con la recente storia del popolo tuareg.

Il termine deriva infatti dal francese chômeur, ovvero “disoccupato” e fa riferimento alla condizione di tanti tuareg che, con la nascita degli stati contemporanei, si trovarono dispersi, senza lavoro e diverse volte costretti addirittura a migrare in nuovi paesi. Attraverso l’uso della chitarra elettrica, unito alle proprie melodie e poesie ancestrali, il popolo tuareg è riuscito a mantenersi vivo e vegeto durante tutti questi decenni, andando a fortificare ancora di più il senso di identità culturale spesso e volentieri ripreso anche nelle proprie rivoluzioni.

Su Medio Oriente e Dintorni trovate le storie di innumerevoli artisti tuareg, ma i 3 più importanti per il genere sono certamente: i Tinariwen, Bombino e Mdou Moctar.

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