Storia dei Bozo, un popolo maliano tanto incisivo quanto misterioso, da sempre considerato il vero padrone del fiume Niger
Alle origini dei Bozo
Come per buona parte delle popolazioni maliane, anche i Bozo hanno tramandato la loro storia tramite racconti orali, cosa che ne rende molto difficile tracciare con esattezza le origini, dando spesso più spazio al mito rispetto all’elemento storico; non a caso ci sono innumerevoli versioni delle loro discendenze, una delle quali vede Iddio stesso crearli dall’acqua, a differenza di tutti gli altri umani che sono creati con la terra.

Un’altra versione, probabilmente successiva all’arrivo dell’Islam, li vede come diretti discendenti del profeta Noè (pbsl), con il profeta Mosé (pbsl) in persona che gli avrebbe donato la terra di Dia. Quel che è certo è che, come tutte le popolazioni Mandé, si sarebbero recati per la prima volta sul Niger durante lo sviluppo dell’Impero del Ghana, piazzandosi subito sulle sponde del Niger e rendendolo il loro habitat naturale.
L’impero maliano e l’arrivo dell’Islam
Con la nascita dell’Impero maliano i Bozo divennero i veri e propri signori del Niger, occupando un posto di primordine come navigatori, commercianti e pescatori; pur non ottenendo il successo e la popolarità dei Mandinka, il loro nome divenne sinonimo di fluvialità, rendendoli le massime autorità riguardo ai fiumi ed al Niger in particolare.

Fu proprio in questo periodo che, grazie ai grandi e frequenti scambi commerciali, i Bozo iniziarono a convertirsi all’Islam, mantenendo però intatte molte delle proprie pratiche precedenti al suo arrivo. Pur iniziando a pregare Allah ed adottando molte delle caratteristiche della nuova fede, i Bozo mantennero sempre un contatto con il passato, al punto che ancora oggi non è raro osservare cerimonie accompagnate tanto dall’imam quanto dalla guida spirituale locale.
Una sorta di mix fra la conversione dei Bambara (avvenuta perlopiù nel 19° secolo) e la decisione dei Dogon di mantenere intatte le antiche tradizioni locali.
Dal crollo degli imperi ad oggi
Non avendo mai avuto l’ambizione di fondare propri imperi o civiltà esclusive, i Bozo rimasero de facto impassibili allo scorrere del tempo, passando di volta in volta sotto diversi imperi come quello Songhai, Bambara e dominio francese, mantenendo de facto intatte le proprie caratteristiche e virtù.

A seguito dell’indipendenza del Mali la loro cultura e la loro unicità venne subito riconosciuta, al punto che, pur essendo appena 130’000 individui, la loro lingua è una delle 13 ufficiali del paese. Se volete scoprirli più da vicino vi consiglio di leggere “La maledizione del dio del fiume“, noir di Moussa Konaté ambientato proprio in un villaggio Bozo.
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