Breve storia dei Dogon, popolo animista del Mali che ancora oggi custodisce le proprie tradizioni impassibile alla prova del tempo
Alle origini dei Dogon
Secondo diverse tradizioni orali, i Dogon come li conosciamo oggi sarebbero nati con l’affermarsi dell’Islam all’interno del mondo Mandé-Mandinka, in modo non troppo dissimile da quello che accadde con i Bambara; questi sarebbero infatti originari del Mandé e si sarebbero spostati negli attuali territori per essere sicuri di mantenere vive le loro tradizioni animiste.

Il territorio scelto, ovvero quello intorno e sulle falesie di Bandiagara, non è casuale ed è dovuto proprio al loro desiderio di “esiliarsi dal mondo” e mantenere così intatta la propria cultura. A differenza dei Bambara, infatti, la loro non è una storia di imperi o civiltà uniche, ma di un popolo il cui imperativo principale è ed è sempre stato la sopravvivenza.
Proprio a causa di tale scelta assoluta, i Dogon sono stati spesso visti di malocchio dai vari imperi che hanno governato le aree dell’odierno Mali, con l’Impero Massina che si rivelò il loro più grande nemico, portando molti di loro alla schiavitù.
I Dogon oggi
L’arrivo dei francesi e la successiva indipendenza non cambiarono particolarmente il corso della storia dei Dogon, che rimasero perlopiù impassibili ed ancorati alle proprie terre e tradizioni come hanno sempre fatto.

Tuttavia va detto che la loro condizione negli ultimi decenni è particolarmente peggiorata a causa di vari problemi interni al paese come gli attacchi del 2012 ed il successivo crollo del turismo, maggiore fonte di guadagno dei Dogon; inoltre, anche a causa del cambiamento climatico, sono sempre più frequenti degli scontri con Fulani (tradizionalmente legati alla pastorizia) per l’utilizzo delle risorse locali.
Fra i vari scrittori maliani ad aver parlato del mondo dei Dogon svetta sicuramente “L’impronta della volpe” di Moussa Konaté, noir ambientato nel villaggio di Pigui, in pieno territorio Dogon.
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