Storia del popolo Bambara, dalle origini fino all’epoca contemporanea con un focus sul loro impero e sulla conversione all’Islam
Le origini dei Bambara
I Bambara sono un popolo appartenente alla famiglia dei Mandé che vive soprattutto in Mali (dove sono la popolazione maggioritaria), Senegal e Gambia. I Mandé, nello specifico, sono un grande raggruppamento etnico che al suo interno racchiude diverse popolazioni come, ad esempio, i Mandinka; proprio con quest’ultimi i Bambara hanno condiviso gran parte della loro storia e radici, tanto che per osservare i primi veri e propri Bambara bisognerà attendere fino alla nascita dell’Impero Ségou.

Fino ad allora, infatti, i Bambara non erano un vero e proprio “gruppo etnico” distinto, ma rappresentavano soprattutto i Mandé che abitavano le zone rurali ed avevano deciso di mantenere i culti e le tradizioni animiste precedenti all’arrivo dell’Islam; la distinzione con i Mandinka pone le basi proprio su tale aspetto in quanto quest’ultimi, più legati a commercio e potere, resero subito l’Islam un elemento chiave della propria identità, tanto da affermare di discendere a Bilal ibn Rabah, compagno del Profeta (pbsl).
Non a caso, secondo diverse fonti il termine “Bambara” vorrebbe dire “infedele”, anche se va detto che esistono diverse versioni a riguardo.
La nascita dell’Impero Ségou
L’Impero Ségou vide i suoi albori circa nel 1650, periodo di incredibile caos politico nella regione a seguito del crollo dell’Impero Songhai prima e dell’Impero maliano poi; in tale contesto si inserisce Kaladian Coulibaly, mercenario originario di Kong che soppiantò il sovrano di Ségou dando vita ad un proto-impero che iniziò a sorgere 50 anni dopo grazie al suo pronipote Bitòn Coulibaly.

Quest’ultimo è considerato il vero e proprio fondatore dell’Impero Bambara/Ségou e riuscì ad espandere i domini e la ricchezza dei Bambara al di là di quanto avevano mai sperato, iniziando ad introdurre nella regione anche l’Islam tramite il suo esempio e la costruzione di diverse moschee. La grande personalità di Bitòn riuscì a far breccia nei cuori di tutto il popolo nonostante la fede, ma i tentativi di uno dei suoi successori, Ali Coulibaly, rimise in completa discussione l’intera dinastia.
I Ngolosi e l’Età d’oro
Ali aveva infatti si era posto il compito di rendere l’Islam la religione maggioritaria presso i Bambara, cosa che però gli portò parecchie inimicizie, al punto da essere addirittura assassinato; è proprio in questo momento che entra in gioco la figura di Ngolo Diarra, fondatore della dinastia dei Ngolosi.
Quest’ultimo era un ex schiavo di Bitòn Coulibaly che prese il potere nel 1766, dando vita ad una dinastia che da un lato riporto al centro dell’identità Bambara i vari culti animisti e dall’altro assicurò al suo impero innumerevoli vittorie contro i tanti nemici locali.

A Ngolo seguì il figlio Mansong, altro grande re a cui si deve la definitiva Età dell’oro di questo impero, momento in cui la città di Ségou divenne uno dei luoghi più straordinari di tutta l’Africa occidentale. Tuttavia, come spesso accade, se la candela brucia troppo si consuma velocemente e così dopo la morte di Mansong l’Impero Ségou si avviò lentamente al suo declino.
L’impero Toucouleur
Nel 1836 tutta l’Africa occidentale venne sconvolta dall’entrata in scena di un nuovo personaggio: Omar Saidou Tall, chiamato anche El Hajj Omar; quest’ultimo era un Toucouleur appartenente all’ordine sufi dei Tijaniyya che, una volta tornato dal proprio pellegrinaggio, scrisse diverse opere contro le élite locali, accusate di essere inefficienti e, in alcuni casi come quello Bambara, anche “pagane”.
Nel 1852, dopo aver radunato innumerevoli seguaci conquistò il Regno di Tamba, dando il via ad una “jihad militare” che si concentrerà soprattutto sul decadente Impero Bambara/Ségou, considerato da lui il centro chiave degli “infedeli locali”, conquistandolo definitivamente nel 1861. Va specificato che comunque vi erano già diversi di loro che praticavano l’Islam, anche se è indubitabile che si debba proprio all’avvento di El Hajj Omar la trasformazione da popolo prevalentemente animista a musulmano.

Va anche detto che molto probabilmente l’incredibile sincretismo del popolo Bambara sia dovuto in buona parte proprio a lui, in quanto spinti artificiosamente a convertirsi, buona parte di loro decise di mantenere buona parte delle antiche credenze, unendole però all’Islam.
Dai francesi ai giorni nostri
Con la morte del suo fondatore il nuovo impero ebbe vita breve e nel 1893 venne definitivamente conquistato dai francesi, che lo resero dei territori dell’Africa occidentale francese, trasformandolo radicalmente su un piano economico ed organizzativo; paradossalmente, come nel caso del Senegal, fu proprio sotto i transalpini che le conversioni all’Islam ebbero un incredibile boost, certificando ulteriormente la differenza fra invasore ed autoctoni.

Nel 1960 il Mali ottenne finalmente la sua indipendenza ed i Bambara emersero come una delle etnie maggioritarie del paese, nonché la più popolosa in assoluto a Bamako, la capitale del Mali.
Prima di concludere la nostra storia va fatta una piccola parentesi relativa alla diaspora nelle Americhe, ferita ancora aperta per buona parte dell’Africa, incluso il popolo Bambara: purtroppo non esistono dati ufficiali perché la distinzione fra Bambara e Mandinka nasce solo con l’Impero Ségou, ma è molto probabile che molti di loro abbiano seguito la sorte del popolo a loro fratello, venendo deportati soprattutto nell’odierno Brasile.
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