Din wa Dunya, come la nuova musica araba sta aiutando a trovare un equilibrio fra fede ed identità

Din wa Dunya, una riflessione libera e spensierata sull’impatto della musica araba nella ricerca di equilibrio fra fede ed identità

Din wa Dunya

Può un momento di leggerezza essere la formula giusta per un equilibrio interiore? L’altro giorno ero al telefono con una mia amica di origine marocchina ed a quanto pare non solo è possibile, ma è un qualcosa che (fortunatamente) sta già avvenendo sotto i nostri occhi. Parlandoci insieme è infatti saltato fuori quanto le recenti serate di musica araba nella sua città la stiano aiutando a trovare una dimensione tutta sua, un equilibrio perfetto fra rigore e spensieratezza, senza però rinunciare a nessuno di loro.

Turbolenta Leila, la più grande dj araba in Italia e massima esponente della nascita della musica elettronica araba a Milano; foto di Valerie Khoury

“Din wa dunya” (in italiano “Fede e mondo terreno”), nella sua accezione più bella, quella che premia tanto la spiritualità quanto l’armonizzazione con il mondo materiale e presente, concetto antico, un tempo quasi osteggiato, ma che è la base del vivere in questa realtà.

Un anno fa vi avevo infatti già parlato dell’exploit della musica araba a Milano, ma è stato solo con questa chiacchierata che ho realizzato quanto quest’ultima stia influendo adesso su di me ed in generale su tutti coloro legati per storia a questo universo.

Non solo musica, ma libertà di identità

Le serate di musica araba, turca, persiana, balcanica, indiana o persino “africana”, infatti, non sono nulla di simile a quanto si è visto nel corso degli anni nelle discoteche e nei locali di Europa ed Americhe, ma rappresentano qualcosa che va al di là del mero sound, portando al suo interno una varietà immensa di sfumature e di profonde radici culturali.

Per chi è esterno, vuol dire immergersi in mondi musicali fatti di strumenti, note e fantasie mai immaginati prima, mentre per chi è interno significa finalmente rivivere le vibes più vicine al cuore, quelle dove ti senti finalmente a casa, libero di essere te stesso e manifestare appieno la tua identità. Quando le luci si spengono e comincia la musica non sei più un ingranaggio esterno di una macchina che non ti rappresenta, ma ti senti parte di una magia più grande che si sta manifestando per te in quel momento; un miracolo che va vissuto di notte, quando la luce delle stelle si confonde con quella del palco, un’alternanza di silenzi e ritmi sfrenati in grado di far battere il cuore come nessun altro.

Saint Levant a Milano

Il momento in cui ti abbandoni alle vibes e ti annulli nella musica è quello più vicino all’esperienza dei sufi, non sei più tu a governare i tuoi movimenti, ma è lei ad illuminare la tua notte con un abbraccio tenero, ma passionale che ti fa sentire libero nell’etere; non ti preoccupi più di chi sei e cosa stai facendo, ma solo di vivere il momento perché di fronte a quello ogni cosa scompare.
Il momento perfetto ed ideale per chi per tutta la vita è costretto a bilanciare sé stesso e le proprie identità.

L’equilibrio fondamentale

Di fronte all’immenso peso che affronta ogni giorno chi si deve barcamenare fra più maschere, delle serate del genere rappresentano una manna dal cielo, un momento di spensieratezza che aiuta a sfogarsi ed a liberare la testa in vista della prossima sfida; un momento in cui, forse per la prima volta, non si ha paura di essere giudicato e si può finalmente abbassare la guardia e fissare te stesso in quella notte ed in quell’istante.

La live di Medio Oriente e Dintorni con Suray, dj e fondatore di Chakra Records, una delle maggiori etichette di musica elettronica araba

In maniera molto diversa, ma per certi versi affine al senso di comunità presente durante il Ramadan, queste serate ti aiutano a riconoscerti nei tuoi simili, persone a cui basta uno sguardo per comprendere parte della tua storia e capire che questo non un momento di spiegazioni ma di condivisione, un qualcosa di cui tutti siamo alla ricerca ma a cui tanti non trovano soluzione.

E allora si spengano le luci ed andiamo insieme alla ricerca di un equilibrio perduto e frammentario, fiore talmente raro che sboccia solo di notte e dura quanto un dj set in compagnia.

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