Omaggio ad Amadou & Mariam, fra amore e musica

La storia di Amadou & Mariam, una delle coppie più iconiche della musica africana

Storia di Amadou & Mariam: gli inizi

Amadou & Mariam sono un duo maliano composto da Amadou Bagayoko e Mariam Doumbia, nati entrambi a Bamako, la capitale del Mali, lui il 24 ottobre 1954 e lei il 15 aprile 1958. La loro storia parte da una delle sfortune più pesanti per ogni essere umano: la perdita della vista; Mariam infatti la perse a 5 anni a seguito di un morbillo non trattato, mentre Amadou subì tale condizione a 15 anni a seguito di una cataratta congenita. Tale enorme difficoltà in grado di abbattere chiunque sarà paradossalmente ciò che li farà incontrare, dando al mondo il piacere di poterli ascoltare.

Amadou e Mariam si incontrarono infatti all’Istituto per giovani ciechi del Mali nel 1975 e da lì comincerà una delle più belle epopee della storia musicale africana e mondiale. I due infatti trovarono fin da subito un’incredibile affinità tanto a livello sentimentale quanto sentimentale; nel 1980 si sposarono e cominciarono così ad esibirsi al pubblico, ottenendo fin da subito un grande riscontro nel panorama blues maliano, probabilmente il più importante del continente.

A partire dal 1985 cominciarono a fare i primi tour e nel 1986 avvenne la prima svolta nella loro carriera.

I primi successi

Quell’anno si recarono infatti in Costa d’Avorio per registrare i loro primi brani destinati ad una clientela internazionale, ottenendo così la possibilità di uscire dai confini maliani e provare a diventare una delle band più celebri di tutto il continente; proprio registravano ad Abidjan, incontrarono Stevie Wonder, che divenne subito loro grande fan.

Nel 1994 andarono per la prima volta in tournée a Parigi, ottenendo un successo così grande che già nel 1997 registrarono il loro primo album fuori dall’Africa, Sou Ni Tile, presentato nel 1998, che divenne subito un enorme successo in Francia. Nel 1999 fu il turno dell’album Tje ni mousso, il primo che li porterà a compiere una tournée anche negli Usa; tuttavia sarà la collaborazione con Manu Chao nel 2003 per l’album Dimanche à Bamako che gli darà la svolta definitiva, rendendola la band che conosciamo oggi.

Gloria eterna

Da quel momento in poi il loro successo divenne inarrestabile, portandoli ad esibirsi in tutto il mondo in contesti incredibili come al Coachella, al Festival di Glastonbury, dove incontrarono anche Rachid Taha ed i Tinariwen, al concerto per il calcio d’inizio dei mondiali sudafricani ed in tanti altri luoghi incredibili; senza contare collaborazioni con David Gilmour, gli U2, il frontman degli Scissor Sisters e tanti altri ancora il cui l’elenco sarebbe davvero lungo.

Purtroppo il 4 aprile del 2025 Amadou Bagayoko ha fatto il suo ritorno al Creatore, lasciandoci orfani di questo gruppo davvero immenso ed in grado di fare la storia della musica africana e mondiale; a consolarci abbiamo 15 album, tantissimi video ed un’infinità di momenti per riascoltarli insieme e ringraziarli per quello che hanno fatto nella loro lunghissima carriera. Solo applausi.

Stile

Lo stile di Amadou & Mariam è uno dei più complicati da definire per via delle innumerevoli contaminazioni e sfumature che ha acquisito nel corso dei decenni, rendendolo de facto quasi un genere a parte. La base è sicuramente quella del Blues maliano, arte musicale dai connotati musicali molto precisi e che tuttavia con loro fa una sorta di salto di qualità aprendosi al Mediterraneo ed al mondo andaluso; quest’ultima svolta avviene soprattutto dopo il grandissimo successo con Manu Chao, tanto che nei primissimi brani, come Dougné te soyé, sono molto percepibili i richiami alla tradizione musicale maliana (compreso il la ilaha illa Allah iniziale, tipico delle musicalità sufi).

A proposito di questo brano, è molto interessante come molti dei loro brani più iconici siano di recente stati remixati, riuscendo ad ottenere nuovi e grandiosi successi anche in questa veste; l’esempio più evidente è quello di “Sete” di BLOND:ISH e Francis Mercier, in grado di superare i 50 milioni di ascolti su Spotify, diventando una hit mondiale assoluta.

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