La breve ed avvincente storia della Federazione del Mali, un tentativo di unire Senegal e Mali che purtroppo non andò a buon fine
Alle origini della Federazione del Mali: il golpe francese
Le prime origini della Federazione del Mali vanno ricercate dopo la Seconda guerra mondiale, momento di estrema importanza nello scacchiere internazionale e specialmente per quanto riguarda la questione delle colonie, in particolare quelle francesi. Molte di loro avevano infatti fornito a Parigi soldati e materie prime per mantenere lo sforzo bellico, senza però ottenere particolari vantaggi ed alimentando un malcontento che vedrà il suo exploit con la Rivoluzione algerina, cominciata proprio nel 1954.

Nel 1958, in particolare, i pieds-noire d’Algeria si ritrovarono particolarmente scontenti per il fatto che il nuovo governo transalpino si dimostrasse incline ad accettare le richieste d’indipendenza del paese e per questo escogitò un colpo di mano per riportare Charles De Gaulle al governo, da loro considerato decisamente più vicino alla propria causa ed interessi. Il culmine di tutto ciò avvenne il 29 maggio 1958, quando l’allora presidente francese, René Coty, chiamò personalmente De Gaulle per richiedergli di tornare come primo ministro ed evitare una potenziale guerra civile; offerta che il generale accettò, a patto di avere 6 mesi di poteri speciali e 7 anni di governo garantito, di modo da poter rivoluzionare tutto l’assetto politico francese.

Fra i vari provvedimenti che prese De Gaulle, il più importante per la nostra storia fu un referendum che indisse per tutte le colonie francesi in Africa (con l’esclusione della stessa Algeria, allora non considerata colonia, ma vero e proprio dipartimento francese) per decidere la propria indipendenza, con la conseguenza, però, di perdere ogni legame con la Francia. L’unica che accettò fu la Guinea, ma in generale tale referendum fu di estremo impatto per tutto il mondo francofono africano, che per la prima volta iniziò ad immaginare un futuro diverso e tutto da plasmare.
Il referendum in Africa
In Africa il referendum si rivelò più combattuto e complicato del previsto, con 2 partiti transnazionali pronti a contendersi la scelta di come guardare all’assetto della nuova Africa; da un lato vi era il Rassemblement Démocratique Africain, guidato dall’ivoriano Félix Houphouët-Boigny, mentre dall’altro c’era il Parti du Regroupement Africain che vedeva in Léopold Sédar Senghor la sua figura principale. Pur accettando entrambi di rimanere legati alla Comunità Francese, la differenza maggiore fra i due era la diversa visione che avrebbe dovuto avere l’Africa una volta raggiunta una graduale indipendenza.

Secondo Houphouët-Boigny ogni stato avrebbe dovuto mantenere una propria autonomia ed agire in modo indipendente nei confronti della Francia ed altri paesi, mentre Senghor immaginava un’Africa composta da diverse federazioni regionali con una politica comune. Fu proprio a partire da questo sogno che qualche anno dopo vide ufficialmente la luce la Federazione del Mali.
La nascita della Federazione del Mali
Nel novembre del 1958 iniziarono ufficialmente le prime discussioni per dar vita alla nuova federazione, con 4 stati che si dimostrarono fin da subito particolarmente interessati: il Senegal, il Sudan francese (odierno Mali), l’Alto Volta (odierno Burkina Faso) e il Dahomey (odierno Benin). Pur avendo molto interesse nell’unione, gli ultimi 2 si tirarono presto indietro per via delle forti pressioni francesi ed ivoriane, assolutamente ostili a tale progetto politico, motivo per cui solo Senegal e Mali continuarono le discussioni anche nel 1959.

Il “59 si rivelò particolarmente decisivo per le sorti di questo progetto politico, in quanto sia Senghor sia Modibo Keïta vinsero le elezioni nei loro rispettivi paesi, potendosi così mettere ufficialmente all’opera. La nuova federazione sarebbe stata composta da un’assemblea federale di 40 membri (20 per paese), 6 ministri federali (3 per paese) ed un presidente, quest’ultimo da eleggere nel 1960. Il 4 aprile 1959 venne eletto il primo governo e nel dicembre del 1959 iniziarono le negoziazioni con la Francia, che si conclusero in modo positivo il 20 giugno 1960.
La breve vita della Federazione del Mali
Il problema è che tale unione nacque soprattutto sull’ala dell’entusiasmo, non tenendo conto delle profonde differenze politiche e culturali fra i leader dei due paesi, che si rivelarono gestibili fino al termine dei negoziati con Parigi, venendo alla luce in modo evidente subito dopo. L’apice della frattura, nello specifico, si ebbe intorno al 15 agosto del 1960, momento in cui il Senegal maturò l’idea di uscire dall’unione e per questo verificò la preparazione delle varie unità militari di modo da esser sicuri di avere le spalle coperte in caso di fuoriuscita dalla federazione.

Il 19 agosto giunsero a Keïta voci di un’imminente mobilitazione senegalese e ciò lo allarmò a tal punto da chiedere le dimissioni di Mamadou Dia, all’epoca vicepresidente della Federazione e responsabile della difesa, il quale, d’accordo con Senghor, fece circondare la casa di Keïta dai gendarmi in modo da esser sicuro di ottenere la separazione senza alcun spargimento di sangue. Il giorno seguente venne ufficialmente avviata la separazione ed alla fine di settembre i due paesi vennero riconosciuti ufficialmente e definitivamente come indipendenti.
L’importanza di tale momento è comunque rimarcata dal fatto che ancora oggi in Senegal il 4 aprile si festeggia la festa dell’indipendenza dalla Francia.
Seguimi su facebook, Spotify, YouTube e Instagram, oppure sul canale Telegram; trovi tutti i link in un unico posto: qui. Ogni like, condivisione o supporto è ben accetto e mi aiuta a dedicarmi sempre di più alla mia passione: raccontare il Medio Oriente ed il “mondo islamico”
