“Socotra” di Eleonora Sacco è il racconto di un viaggio a Socotra in grado di farvi scoprire tanto la straordinaria natura quanto l’incredibile umanità di quest’isola
“Socotra” di Eleonora Sacco
Socotra, da poco riemersa agli occhi del mondo dopo essere stata isolata per anni a causa della guerra civile che tutt’ora divide lo Yemen, è un luogo senza eguali. Questo scoglio gettato in mezzo all’oceano, quasi inaccessibile eppure sfiorato dalle rotte commerciali più trafficate del pianeta, è fatto di bellezze straordinarie e contraddizioni insanabili. Con la sua terra impervia battuta dal vento, la sua lingua unica e uno stile di vita arcaico dato in pasto alla globalizzazione, racchiude in sé l’inizio e la fine della storia dell’umanità. Se da un lato offre paesaggi ancestrali – con piante mai viste, deserti e foreste rigogliose – e attira l’attenzione di botanici, linguisti, antropologi, dall’altro è preda di nuovi flussi di turismo e denaro, che ne minacciano l’integrità.

A raccontarlo, muovendosi fra il diario di viaggio e il reportage, è Eleonora Sacco, che a Socotra ha vissuto e lavorato tra il 2021 e il 2023 e ne ha scandagliato gli angoli più nascosti, incontrando la sua gente, ascoltando le sue voci, intessendo amicizie profonde. Tra dune di sabbia e scogliere calcaree, villaggi remoti e antiche leggende, ci svela dal di dentro un’isola apparentemente impossibile ma molto reale, che scalpita e canta nel suo difficile percorso verso l’emancipazione.
Un viaggio umano
L’elemento che più di tutti differenzia “Socotra” di Eleonora Sacco da ogni altro libro di viaggio è senza alcun ombra di dubbio il peso e l’importanza data più ai suoi abitanti che al contesto in cui ci si muove. Socotra è viva e, grazie anche alle foto della stessa Eleonora, bellissima, ma sono i suoi abitanti ad avvicinarla e farcela apprezzare davvero e permetterci di essere davvero lì; le informazioni storiche e culturali ci sono, ma non è come in “Sovietistan“, nelle quali sono le reali protagoniste, ma sono poste più come una conseguenza dell’esperienza umana dei vari abitanti dell’isola.

Tale approccio potrebbe inizialmente sconvolgere un po’ i lettori maggiormente abituati a dei racconti di viaggio “standard”, ma man mano che si va avanti con il testo è impossibile non sviluppare un rapporto di amicizia e di comprensione con i vari personaggi, tanto da arrivare a cercarli anche in video ed interviste che esulano da questo libro.
Un’isola unica
Al di là degli abitanti, in “Socotra” di Eleonora Sacco si può osservare quest’isola in ogni suo angolo e caratteristica, esplorandola in ogni sua sfaccettatura; nel corso della sua lunga permanenza, l’autrice l’ha infatti potuta scoprire da cima a fondo, mettendoci al corrente tanto dell’aspettato quanto dell’inaspettato. Per via della sua posizione, della sua geologia e della sua storia, Socotra può infatti essere definita a buon titolo uno dei luoghi più alieni sulla Terra, con circa il 37% della fauna e della flora che è presente solo lì.

Diversi elementi come l’albero del drago o l’albero bottiglia sono già celebri all’estero, ma lo spirito avventuriero di Eleonora ci farà scoprire anche elementi insospettabili come lagune, montagne ed isole circostanti in cui l’uomo non è mai riuscito ad abitare; ciò, unito alle mille contraddizioni croniche dell’isola, come ad esempio la presenza di carrarmati sovietici, ci farà avvicinare molto ad avere una visione reale dell’isola libera dall’immaginario “standard”.
Un libro importante, specialmente per Socotra
Purtroppo non sono ancora mai stato a Socotra, ma leggendo questo reportage ho compreso ancora di più come sia un’isola che, per via delle sue mille particolarità, sia sempre più affascinante da un punto di vista turistico, ma questo potrebbe paradossalmente divenire anche la sua condanna; non parliamo infatti di un luogo immenso ed abituato a gestire una grande pressione turistica, ma di un’isola che è tanto unica proprio per i suoi rari contatti con il resto del mondo.

Andare a Socotra non significa “andare alle Bahamas”, ma piuttosto recarsi in una vera e propria riserva naturale ed umana dove è il turista che deve adattarsi al contesto e non viceversa; un’esperienza qui dev’esser gestita con il massimo riguardo possibile tanto verso la flora e fauna quanto verso la popolazione, estremamente autentica e legata alle tradizioni. “Socotra” di Eleonora Sacco insegna proprio questo e per tale motivo ci tengo a consigliarvi di dare un occhio anche al suo sito ed il suo progetto perché credo in questo momento storico ci sia sempre più bisogno di viaggi come da lei raccontato.
Salvo la foto del libro, tutte le immagini sono tratte dal sito Pain de Route della stessa Eleonora Sacco
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