Gli Acid Arab, uno dei gruppi più strabilianti al mondo, in grado di fondere l’acid house all’elettronica araba come nessun altro
Storia degli Acid Arab
Gli Acid Arab videro la luce per la prima volta nel 2012 quando Guido Cesarminsky e Hervé Carvalho, due dj parigini di base al Chez Moune, vennero invitati ad un festival musicale a Djerba, in Tunisia. Qui rimasero folgorati dalle melodie locali e decisero in quel preciso momento di fonderle con la loro Acid House, dando vita a qualcosa di unico che si trasformerà poi negli Acid Arab.
Una volta tornati a Parigi si misero subito all’opera per creare il loro genere unico e rivoluzionario, dando vita nel 2016 al loro primo album: “Musique de France, che vide fin da subito celebri collaborazioni come quella con il turco Cem Yıldız e con il grande Rachid Taha. Da allora il gruppo si è allargato sempre di più sia come membri (fra cui si possono contare anche: Kenzi Bourras, Nicolas Borne e Pierrot Casanova) e come varietà, toccando anche melodie tuareg e pubblicando altri due album (Jdid nel 2019 e Trois nel 2023), oltre ad un’incredibile numero di singoli e remix.
Uno stile unico
La caratteristica più importante in assoluto degli Acid Arab è lo stile, qualcosa di davvero unico ed in grado di far la storia. Il gruppo è infatti fonde alla perfezione elementi tipici del mondo urban europeo e della acid house con le melodie più ritmiche del mondo arabo e mediterraneo, dando vita ad un qualcosa che, specialmente in live, è in grado di ipnotizzare l’ascoltatore e le sue gambe.
Per esperienza diretta, vi posso dire che le loro vibes sono in grado di superare ogni muro, fisico o meno, e portare il loro ritmo ipnotico tanto all’interno quanto al di fuori dell’edificio, rendendo impossibile qualsiasi cosa che non sia lasciarsi ammaliare dalla musica.
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