Simbologia del serpente nel mondo islamico

Storia e simbologia del serpente nel mondo arabo-islamico, animale associato tanto al maligno quanto alla profonda saggezza

Sta arrivando l’anno del serpente

Medio Oriente e Dintorni può vantarsi di essere il sito italiano che più di tutti è attento agli Hui, i cinesi musulmani di etnia Han, ed alla loro cultura; proprio per questo, in occasione dell’imminente anno cinese del serpente, ho deciso di andare ad indagare quale sia la sua simbologia nel mondo cinese (che approfondiremo meglio il 2 febbraio) e nel mondo islamico, di cui vi parlo in quest’articolo.

Se non ci sono particolari sorprese, in’sh’Allah, nell’articolo del 2 febbraio dovrebbe anche essere inclusa una breve favola del folklore Hui relativa proprio a questo animale tanto particolare e centrale nella cosmogonia cinese ed abramitica.

Simbologia del serpente: il “Male”

Per comprendere appieno la simbologia del serpente all’interno del “mondo islamico”, si deve necessariamente partire dalla sua visione all’interno di quello abramitico, al quale è strettamente collegato; con la differenza che, rispetto alla Bibbia, il serpente non è colui che tenta direttamente Adamo ed Eva, ruolo preso invece dal Diavolo in persona.

Da un punto di vista coranico, infatti, il serpente appare unicamente nella storia di Mosè, che, fra i vari miracoli alla corte del Faraone, trasforma il suo bastone proprio in una serpe che divora i miracoli dei maghi di corte; ciò non toglie che tale bestia sia comunque legata ad una concezione negativa, in quanto è ugualmente una rappresentazione del Male ed una delle forme che i jinn (non per forza solo quelli “cattivi”) tendono ad assumere quando si manifestano all’uomo.

La saggezza del serpente

Tuttavia, anche per via del folklore arabo e di altre culture poi legatesi al “mondo islamico”, tale animale acquista una dimensione più profonda, legandosi a doppio filo anche con la saggezza ed il sapere. Un esempio di questo è sicuramente il Falak, leggendaria ed immensa biscia che, secondo la cosmogonia arabo-islamica, sostiene il Bahamut, immenso pesce che a sua volta sostiene il Kujuta, leggendario bue, ed un angelo, nel sorreggere il mondo conosciuto.

Shahmaran, la regina dei serpenti

A questo si vanno aggiungere miti di origine turco-persiana come quello di Shahmaran, leggendaria regina dei serpenti che vivrebbe in alcune grotte fra Tarso e Mardin, nel Sud-ovest dell’odierna Turchia. Secondo la tradizione, quest’ultima sarebbe uno degli esseri più saggi del mondo conosciuto, tanto da possedere sia il dono dell’eterna conoscenza che dell’immortalità, elementi che, uniti al suo desiderio d’amore, ne porteranno alla rovina.

Tale grande considerazione del serpente, almeno per quanto riguarda il territorio mesopotamico, è dovuta anche all’alta considerazione che ne hanno da sempre gli abitanti della regione; tanto che sono diverse le divinità sumere, assire e babilonesi ad avere tale forma. In generale, tuttavia, anche in quelle antiche culture era legata al sottosuolo, alla vegetazione ed in generale al ruolo di messaggero divino, elementi che si sono poi riproposti anche nel mondo arabo-islamico.

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