Storia e simbologia del gelsomino nel mondo islamico

La storia e la simbologia del gelsomino all’interno del “mondo islamico”, dalle origini ad oggi

Origine del gelsomino

Sono dette “gelsomino” tutte le piante appartenenti al genere Jasminum, quest’ultimo appartiene alla famiglia delle Oleaceae, di cui fanno parte anche: vite, ligustro e frassino. Il nome deriva dall’antico francese jessemin, a sua volta derivato dal persiano “yasaman” attraverso l’arabo “yasamin“; tale origine non è casuale e si lega anche ai luoghi in cui tale arbusto ha visto le sue prime origini.

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Jasminum officinale

Infatti, pur essendo ormai diffuso anche in tutta l’Europa mediterranea, le origini di questa pianta sono ricollegabili soprattutto alle zone tropicali e sub-tropicali dell’Africa, dell’Asia e del continente oceanico, venendo naturalizzata solo successivamente all’interno del contesto europeo ed americano. All’interno di tale genere sono presenti circa 200 specie di gelsomini diversi, fra cui spiccano: il Jasminum officinale, il Jasminum grandiflorum, il Jasminum sambac.

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Jasminum Grandiflorum

Ad oggi si ignora quale sia la prima specie ad essere stata coltivata dall’essere umano, ma è molto probabile che il tutto sia cominciato nell’antica Persia, un territorio che va dall’odierno Iran a buona parte degli stati dell’Asia centrale, oggi maggiormente legati al mondo turco che a quello persiano. La sua posizione sulla Via della seta ha sicuramente facilitato la sua diffusione e conoscenza nel mondo, rendendolo da sempre una delle piante più amate per eleganza e profumo.

Usi e simbologia del gelsomino

Come nel caso della rosa, il gelsomino si rivelò fin da subito molto di più che “un semplice fiore”, grazie soprattutto al suo aroma, ritenuto da molti un caposaldo tanto della profumeria quanto dell’aromaterapia, tanto che in diversi contesti, fra cui spicca quello persiano, veniva offerto proprio olio di gelsomino all’interno di cibi e bevande.

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Jasminum sambac

La sua rapidità e spontaneità nella crescita ne permise una diffusione rapida e capillare all’interno di vari territori, fra cui spicca il cosiddetto “mondo islamico”, che occupa de facto buona parte dei luoghi d’origine di questa pianta; il profondo simbolismo legato ai colori bianco e verde, poi, lo rese una delle piante più rappresentative del Jennah, il paradiso coranico, descritto come un meraviglioso e rigoglioso giardino.

Il gelsomino oggi nel “mondo islamico”

Ancora oggi il gelsomino è considerata una delle piante più caratteristiche e simboliche di tutto il “mondo islamico”, tanto che sono innumerevoli i casi di paesi molto diversi fra loro che lo hanno eletto a proprio emblema. I casi più noti sono sicuramente Damasco, chiamata anche “la città dei gelsomini”, e la Tunisia, tanto legata a questo fiore da soprannominare la propria rivolta “La rivoluzione dei gelsomini“.

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Altri casi celebri sono: il Pakistan, che ha scelto il Jasminum officinale per via dei suoi colori e diffusione e l’Indonesia, che ha scelto il Jasminum sambac come fiore nazionale per il suo ampio utilizzo in cerimonie e matrimoni; va sottolineato che anche presso il mondo induista il gelsomino gode di innumerevoli simbologie che lo legano soprattutto ai concetti di amore e purezza.

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