Storia della comunità marocchina in Olanda, una delle più interessanti ed importanti di tutta la diaspora
Storia della comunità marocchina in Olanda
Come nel caso dei turchi dei Paesi Bassi, la maggioranza della comunità marocchina in Olanda vede le sue origini fra il 1965 ed il 1969, anno in cui venne firmato un accordo bilaterale fra i due paesi. All’epoca, infatti, il governo olandese cercava più che mai dei nuovi lavoratori per sostituire quelli provenienti dal Suriname e da Curaçao, ex colonie resesi indipendenti nel 1954, spingendolo a firmare accordi con diversi stati, in primis Marocco e Turchia.

Al tempo stesso, a partire dal 1957 il Nord del Marocco venne caratterizzato da profonde rivolte fra gli abitanti del Rif ed il governo marocchino, cosa che spinse molti abitanti della zona a migrare in paesi come: Francia, Belgio e, appunto, Olanda., tanto che ancora oggi almeno la metà dei marocchini d’Olanda è direttamente collegato a quella zona. Il picco della migrazione si ebbe fra il 1970 ed il 1984, portando la comunità marocchina a diventare la seconda minoranza del paese dopo i già citati turchi d’Olanda.
La comunità marocchina oggi
Oggi la comunità marocchina in Olanda risulta una delle più popolose e variegate all’estero, riuscendo anche ad imporsi a livello pubblico nel paese grazie a politici come Ahmed Aboutaleb, sindaco di Rotterdam dal 2009 al 2024, ed a personalità come Imaan Hammam, Badr Hari ed Hakim Ziyech.

Sfortunatamente la comunità marocchina è anche una delle razzializzate del paese, tanto da essere sospettata di crimini 4 volte di più di tutto il resto della popolazione olandese, cosa che ha inevitabilmente aumentato il sospetto della comunità verso gli autoctoni, tanto che sono molto rari i matrimoni fra nativi e marocchini. Secondo le statistiche del 2022, i cittadini olandesi di origine marocchina sono circa 420’000 ed oltre il 70% risiede nel Randstad, la regione più ricca e produttiva del paese.
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