Takshita, l’abito marocchino per le grandi occasioni

La takshita, l’abito marocchino più associato a feste e matrimoni per stile, eleganza e tradizione, tanto da renderlo uno dei simboli del paese

Takshita: origini e composizione

La takshita marocchina ha antiche origini che raccontano molto bene le influenze culturali e sartoriali che da sempre attraversano questo paese; a differenza di altri abiti, associabili soprattutto ad un area geografica o ad un’etnia specifica, all’interno di quest’ultimo sono visibili influenze dal mondo andaluso, ebraico ed amazigh, dando vita ad un capo unico, evolutosi nel corso degli anni, ma sempre in grado di portare avanti la storia e la cultura del Marocco, tanto ieri quanto oggi.

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Takshita in broccato arricchito con pietre e strass

Nello specifico, la takshita si compone di due parti: la tahtiya, una veste interna semplice ma elegante, e la foukia, un abito esterno, spesso aperto sul davanti, riccamente decorato con ricami, perline e dettagli in oro o argento. Come nel caso della djellaba, uno degli elementi più importanti per distinguere le varie takshite è sicuramente il materiale, elemento spesso messo in secondo piano, ma che racconta ancora meglio l’occasione e lo stile scelto dal suo possessore.

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Uno dei più diffusi è il broccato, ma sono presenti anche modelli in: velluto, perfetto per i mesi invernali per comodità ed eleganza, seta, sinonimo di leggerezza, lusso e dei periodi estivi, in organza e tulle, legati soprattutto ad alcune versioni più contemporanee, ed infine in tessuti tradizionali come la sabra o l’harir. Va detto che, proprio per la sua diffusione capillare in Marocco, ogni regione aggiunge decorazioni e ricami specifici che aumentano il valore di ogni takshita, donandole un significato che va oltre lo stile e racconta l’intera storia di un popolo ed un paese.

L’abito della festa

Proprio per via del suo prestigio superiore a buona parte degli altri abiti, la takshita è utilizzata soprattutto durante grandi festeggiamenti pubblici come matrimoni, circoncisioni e i 2 eid, portandolo ad essere uno dei capi nei quali ogni dettaglio, materiale e colore acquista un significato unico e che, al di là della tradizione, racconta molto dell’individuo che l’indossa.

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Takshita in seta indiana

Per quanto riguarda i colori, in particolare, le tonalità rosse, verdi e dorate rappresentano sicuramente le più apprezzate per via dei profondi significati che esprimono, ma in una vera takshita nulla è causale e non è raro che la scelta di optare su qualcosa di diverso sia legata alla volontà di rappresentare il proprio stile ed autenticità.

Fra tradizione e modernità

La diaspora marocchina ha contribuito a dare nuova linfa vitale e creativa alla takshita, non solo portandola fisicamente in luoghi nuovi come Belgio, Francia ed Italia, ma donandole nuovi significati e traiettorie. Da un lato ci sono infatti giovani marocchine che la indossano fieramente come simbolo delle proprie origini e storia, dall’altro ci sono ogni anno nuovi designer che interpretano con dettagli e sfumature inediti, rendendolo un abito più vivo che mai, capace di esprimere sempre e comunque la storia del Marocco.

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Il pezzo sotto di questa takshita è Satin di seta, mentre il pezzo sopra in Tlija

Da questo punto di vista non si può non citare Kaomi atelier, una nuova realtà fra Italia e Marocco che, attraverso i suoi abiti racconta tanto la tradizione quanto il presente di un paese che non ha mai smesso di innovare e di sorprendere, rendendo possibile scrivere articoli come questo.

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