La sfifa, il prezioso filo marocchino

La sfifa è un prezioso filo marocchino che impreziosisce abiti, diademi e caftani, mostrando più che mai come la grande classe marocchina sia soprattutto nei dettagli

Storia della sfifa

Come per molti capi d’abbigliamento, è complicato stabilire con certezza le origini della sfifa, ma ciò che è certo è che divenne fin da subito un elemento di estremo prestigio all’interno della sartoria marocchina, diventando elemento rappresentativo di città come Fes e Meknes, due delle sue più antiche capitali e sedi della nobiltà.

sfifa

La scacciata di musulmani ed ebrei dall’Andalusia diede ancora più linfa a tale tecnica, che beneficò in particolare dell’estrema abilità degli artigiani israeliti per fare il salto di qualità definitivo e diventare un must per ogni abito di classe. Tradizionalmente creato a mano da artigiani specializzati, con l’arrivo dell’industrializzazione negli anni “20 iniziò a diventare ancor più popolare, cosa che, paradossalmente creò un enorme stacco a livello di qualità.

La sfifa oggi, fra macchine e tradizione

Diventando un elemento alla portata di tutti, infatti, acquisì ancor più valore l’artigianalità manuale, elemento che va ora ricercato con attenzione, ma che si pone come parte essenziale per distinguere un capo di prestigio. Da questo punto di vista va assolutamente citato il caso di Kaomi atelier, una nuova linea di abbigliamento italo-marocchina che si rifornisce della propria sfifa esclusivamente da un anziano artigiano marocchino che vive a Fes, l’antica capitale.

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Quest’ultimo lavora ancora oggi su un telaio progettato da sé stesso, passando intere giornate sul preziosissimo filo, mantenendo in vita una tradizione che, come per i tappeti persiani, è fatta di passione, dedizione ed arte; elementi che vanno in contrasto con la fast fashion di questo secolo e che, proprio per questo, elevano la sfifa da mero accessorio a patrimonio insostituibile della storia marocchina.

Cos’è e come si fa la sfifa?

Ma che cos’è, nello specifico, una sfifa? Quest’ultima è essenzialmente una stretta fascia finemente lavorata che serve ad adornare caftani, abiti tradizionali e, talvolta, persino gioielli; questo poiché i materiali utilizzati per quest’ultima possono essere estremamente diversi, ma anche da quest’ultimi si può comprendere la qualità del prodotto che si ha davanti.

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Al giorno d’oggi è infatti molto facile trovare capi a cui, oltre ad una fibra naturale, è stata aggiunta una fibra sintetica, mentre sono sempre di meno coloro che mantengono le antiche tradizioni; oltre alla seta “classica”, infatti, in Marocco si utilizza anche la sabra, una particolare seta vegetale derivata dall’Aloe del Sahara che ancora oggi viene estratta in modo artigianale, rendendola una delle tradizioni più uniche ed iconiche del Marocco.

Altra lavorazione tipica della sfifa è quella fatta con lo scali, uno speciale filo d’oro che ancora oggi rappresenta un must per le occasioni più importanti nella vita del popolo marocchino. Se volete toccare con mano delle sfife con sabra e scali, vi consiglio di dare un occhio alla pagina di Kaomi atelier, tutti gli abiti, le djellabe ed i caftani sono realizzati secondo l’antica ed autentica tradizione marocchina, permettendovi di toccare con mano la vera ricchezza della sartoria locale.

Articolo scritto in collaborazione con Kaomi Atelier

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