Omar ibn Said, il primo intellettuale musulmano d’America

La storia di Omar ibn Said, un uomo che non perse la propria fede e cultura nemmeno da schiavo, diventando uno dei membri più importanti della storia dell’Islam americano

Omar ibn Said, gli inizi

Omar ibn Said nacque nel 1770 da una nobile famiglia Fula dell’Imamato di Futa Toro, un potentato che sviluppava sulle sponde del fiume Senegal. Grazie a tali origini, ebbe il privilegio di dedicarsi per i primi decenni della sua vita allo studio di astronomia, scienze religiose, arabo e matematica, elementi che gli saranno molto utili in futuro. Purtroppo, nel 1807 venne catturato e successivamente schiavizzato durante un conflitto armato, venendo conseguentemente venduto come schiavo e portato negli Stati Uniti.

Omar ibn Said

Una volta giunto a Charleston riuscì a fuggire fino a Fayetteville, nella Carolina del Nord, ma qui venne nuovamente fatto prigioniero e venduto a James Owen, un politico molto influente della zona, il quale rimase estremamente affascinato dalla profonda cultura di Omar, arrivando a sviluppare con quest’ultimo un rapporto molto vicino all’amicizia.

Schiavitù ed importanza postuma

Pur mantenendolo in stato di schiavitù, infatti, non mancò mai di fargli regali e presentarlo ad amici prestigiosi come Francis Scott Key, il compositore dell’inno statunitense, arrivando perfino più volte ad offrirgli la liberazione unita ad un ritorno alla sua terra natia, proposta sempre rifiutata da Omar per paura di ritrovare la propria famiglia e gente in schiavitù, preferendo di restare in America seppur sottomesso.

Omar ibn Said

Omar ibn Said si spense nel 1864 a Bladen County, assistendo così anche a buona parte della Guerra civile americana; tuttavia la sua importanza crebbe esponenzialmente da postumo, in quanto vennero resi pubblici alcuni dei testi che scrisse durante il periodo di schiavitù, incluso un suo racconto autobiografico che è considerato ancora oggi fra i più importanti testi scritti da persone schiavizzate ed uno dei pochissimi scritti in arabo e da musulmani. Non a caso, nel 2022 gli è stata dedicata un’opera teatrale chiamata Omar che prende liberamente ispirazione dalla sua storia; quest’ultima nel 2023 ha anche ricevuto il premio Pulitzer per la musica.

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