“Polvere d’oro” di Ibrahim al Koni

“Polvere d’oro” di Ibrahim al Koni è un libro straordinario che ci racconterà la storia e le sventure di un nobile tuareg e del suo magnifico cammello

Polvere d’oro

Protagonista di “Polvere d’oro” è il deserto, dove il destino di Ukhayyad s’intreccia con la vita del suo cammello: le due creature sono cresciute insieme, attraversando un mondo che parla la lingua misteriosa dei ginn spiriti metà uomini e metà angeli – dei maghi e degli sheikh, dei mercanti e dei guerrieri. Ma un vincolo che va oltre l’umana comprensione si scontra con la rigidità delle leggi sociali: l’affetto di Ukhayyad per il pezzato non può sostituire quello per una moglie e un figlio, e chi osa tradire i codici deve pagare. L’unica via d’uscita è fuggire dalla tribù, dove la febbre dell’oro non l’amore, regola le relazioni fra gli uomini.

Il tuareg ed il suo animale

In “Polvere d’oro” seguiremo la storia di Ukhayyad, un giovane e nobile tuareg, e del suo rapporto con “Il pezzato”, suo magnifico cammello (tecnicamente un dromedario), noto in tutto il deserto per la sua incredibile bellezza; proprio quest’ultima sarà tuttavia alla base delle sventure che attanaglieranno il protagonista ed il povero animale.

Polvere d'oro

Cominciate con semplici occhiate, esse porteranno i due ai confini del deserto per stringere il patto con strane entità che, una volta dimenticate, esigeranno il massimo tributo da Ukhayyad e dalla sua bestia. Una storia che sa tanto di poema epico, portando un messaggio che unisce il sufismo ad elementi tipici della cultura e mentalità tuareg.

Per evitare spoiler, tuttavia, mi fermo qui e vi invito ad ascoltare il podcast, nel quale analizzerò nel dettaglio tale messaggio; il libro è comunque uno dei più belli letti nel 2024 ed Ibrahim al Koni si dimostra ancora una volta uno scrittore dall’abilità e poetica straordinaria.

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