Omar Souleyman, il re dell’elettro-dabke

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La biografia e lo stile di Omar Souleyman, il re dell’elettro-dabke con una storia incredibile alle spalle

Biografia di Omar Souleyman, da Ras al Ayn al mondo

Omar Souleyman nacque nel 1966 a Ras al Ayn, cittadina siriana sul confine turco, con il nome di Omar Elmasikh. Poco dopo la sua nascita si sposterà nel villaggio di Tell Tamer, diventando sin dalla più tenera età uno dei migliori animatori di matrimoni della zona. La sua fama tuttavia si iniziò a diffondere a macchia d’olio solo negli anni “90, quando, molti dei suoi innumerevoli concerti iniziarono ad essere registrati su audiocassette rendendolo in breve tempo uno dei personaggi musicali più conosciuti tanto in Siria quanto in Iraq e nel Sud-Est della Turchia.

Il concerto di Omar Souleyman per il premio Nobel per la pace del 2013

La prima vera svolta della propria carriera è legata proprio a tali audiocassette, infatti, secondo quando riportato da Ahram, verso la fine degli anni “90 quest’ultime giunsero all’orecchio di un collaboratore della casa discografica americana “Sublime Frequencies”, recatosi a Damasco per un viaggio di piacere e rimasto incantato dalle sonorità uniche di Omar. Per il primo album si dovrà attendere però fino al 2006, anno che segnò il suo debutto nella scena mondiale e che lo porterà ad esibirsi a festival in tutto il mondo, inclusa la premiazione dei premi Nobel per la pace del 2013, e a duettare con artisti del calibro di Björk.

Essere una superstar di confine

Purtroppo, come si svuol dire, non tutto è rose e fiori e nel caso di Omar Souleyman questo detto vale più che mai. Dietro ai backstage ed ai grandi palchi, infatti, la sua vita privata dal 2011 ha subito uno scossone che non è stato ancora del tutto riassorbito e per capire ciò bisogna comprendere innanzitutto da dove proviene il leggendario artista siriano. Omar Souleyman è infatti cresciuto nel Governatorato di Al-Hasaka, uno di quelli che più di tutti ha subito le sorti della Guerra civile siriana e che, ancora oggi, per via della sua posizione strategica fra Turchia ed Iraq, rimane uno dei luoghi più sensibili di tutta l’area.

La performance del 29 marzo 2017 in Turchia per il matrimonio del figlio

A partire da quella data è stato costretto a trasferirsi nella provincia turca di Şanlıurfa con la propria famiglia, spendendo parte dei propri guadagni per aiutare il popolo siriano che ancora oggi si trova in condizioni di precarietà. Nel novembre del 2021 è stato anche arrestato per 2 giorni dalla polizia turca con l’accusa di terrorismo, ma questo solo in quanto si era recato in una zona attualmente controllata dallo YPG (gruppo paramilitare curdo attivo in Siria, giudicato terrorista dalla Turchia), che però è anche quella dove è cresciuto e sono rimasti molti dei suoi affetti.

Bisogna anche specificare che Omar Souleyman, nato in una famiglia arabo-sunnita, si è dichiarato sempre e completamente estraneo alla politica, affermando più e più volte che la sua musica è fatta per tutti i membri della propria comunità (arabi, curdi, assiri, iracheni e persino turchi) e per il mondo intero.

Lo stile del sultano della elettro-dabke

A livello di stile, il parallelismo perfetto per Omar Souleyman è quello con i Tinariwen , artisti in grado di rivoluzionare un genere musicale del passato rendendolo vivo, contemporaneo ed internazionale mantenendo intatte le proprie tradizioni ed origini. Non a caso, proprio come i Tinariwen, un altro elemento iconico è proprio il fatto di essere sempre vestito esattamente come a sempre fatto nella sua amata Tell Tamer.

Warni Warni, il suo brano più famoso di sempre

La musica è invece completamente diversa ed è essenzialmente una rivisitazione in chiave elettronica della musica dabke, genere antichissimo tipico del Levante (Siria, Palestina, Libano e Giordania), ma dai ritmi affini ad altre musicalità tipiche di Iraq, Turchia ed in generale del mondo curdo. Caratteristica principe della dabke è quella di essere estremamente ritmata e ballabile in quanto, in origine, era suonata soprattutto nei matrimoni per far sì che gli sposi e gli invitati “battendo i piedi” (دبكة), andassero a compattare i tetti di fango del futuro nido nuziale.

A “livello tecnico” non c’è molto altro da dire, la vera differenza è ascoltare le sue note e lasciarsi guidare dal ritmo incredibile in grado di far muovere persino i sassi.

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