Saint Levant, il rapper più elegante della Palestina

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La biografia e lo stile di Saint Levant, il rapper più elegante dell’intero panorama palestinese

Gli inizi di Saint Levant

Saint Levantl( nome d’arte di Merwan Abdelhamid) nacque a Gerusalemme il 6 ottobre del 2000, 8 giorni dopo lo scoppio della Seconda Intifada, da padre serbo-palestinese e madre franco-algerina. Poco dopo la sua nascita la sua famiglia si spostò a Gaza, dove visse fino allo scoppio della faida fra Hamas e Fatah del 2007, evento che spingerà i suoi parenti a spostarsi ad Amman, in Giordania, luogo in cui visse fino ai 17 anni, periodo in cui spostò in California per continuare i suoi studi di scienze politiche.

Nel 2020 uscì il suo primo brano (allora firmato senza pseudonimo) “Jerusalem Freestyle”, nel quale canta del suo amore per Gaza ed il suo dolore per non essere lì in uno stile inedito all’interno della scena musicale palestinese, cosa che gli permette subito di ottenere i primi successi ed uno slancio per pubblicare nel suo secondo brano: “Nirvana in Gaza”, altro grande successo in nome di Gaza e della sua gente. Fra il 2022, oltre a rilasciare una quindicina di pezzi di alto livello, inizia ad utilizzare TikTok per raccontare la storia palestinese e schierarsi contro la mascolinità tossica che ancora oggi danneggia molte parti del mondo arabo.

Il successo

È tuttavia fra la fine del 2022 e l’inizio del 2023 che si conquista definitivamente il successo internazionale e questo grazie al suo brano “Very Few Friends”, che in breve tempo diventa una hit che attraversa gli oceani, permettendogli di diventare in breve tempo uno dei volti più rappresentativi della musica palestinese. Il 25 maggio dello stesso anno lancia “Nails”, pezzo diventato particolarmente famoso anche perché una delle protagoniste assolute del videoclip è la celeberrima Mia Khalifa, altra influencer ormai iconica nel mondo arabo e non solo.

Il 23 febbraio del 2024 rilascia “Deira”, probabilmente il suo brano più rappresentativo che, anche in virtù del momento storico e del featuring con il rapper gazawi MC Abdul, lo consacra definitivamente e per sempre sulla scena palestinese ed internazionale, tanto da portarlo a suonare addirittura al Coachella, uno dei maggiori festival di musica americani. Il 7 giugno rilascia il suo primo (ed al momento unico) vero e proprio album: “Deira”, in cui, oltre all’omonimo pezzo, ne sono presenti altri 7, alcuni dei quali con featuring di immenso livello come “Allah Yihmeeki”, cantato con Kehlani, o “Let Her Go”, nel quale duetta con Cheb Bilal.

Lo stile

Al di là dei numeri (comunque impressionanti), ciò che colpisce è soprattutto lo stile di Saint Levant, estremamente unico ed elegante, capace di ammaliare tanto gli amanti delle varie musicalità arabe che coloro che invece hanno un debole per l’hip-hop americano ed europeo. Grazie alla sua perfetta padronanza di arabo, francese ed inglese, riesce a combinare ritmi e musicalità estremamente fluide e che uniscono elementi molto distanti fra di loro. Sempre rimanendo sotto l’aspetto musicale, la vera differenza con i DAM o i 47Soul sta ne fatto che, avendo alle spalle un background estremamente misto e variegato, anche le sue stesse canzoni prendono spesso e volentieri influssi provenienti da altre parti del mondo arabo (e non solo).

Questo l’ho notato soprattutto nella canzone “Galbi” che, oggettivamente, ricorda molto di più l’hip hop del Maghreb che quello palestinese; senza parlare poi della scelta di fare un duetto proprio con Cheb Bilal, uno dei più storici cantanti di Rai ancora in attività. Altra componente di assoluto pregio sono poi i testi che, oltre ad essere spesso e volentieri molto poetici e dalla musicalità elegante, sfruttano il poliglottismo di Saint Levant per far percepire continuamente allo spettatore la calma ed allo stesso tempo il disagio di appartenere a mille culture senza però mai sentirsi davvero a casa (elemento raccontato benissimo in “5am in Paris).

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