La 14esima edizione del WeWorld Festival

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Torna il WeWorld Festival: tre giorni di talk, arte e musica per fare la festa agli stereotipi di genere.

La 14esima edizione del WeWorld Festival

Torna il WeWorld Festival, l’appuntamento annuale che, attraverso talk, musica, fotografia, film e performance, intende contribuire ad accrescere il dibattito e la consapevolezza sulla parità di genere, anche quest’anno a BASE Milano dal 17 al 19 maggio. Tema di questa edizione: uscire dalla bolla per raccontare come portiamo al centro chi è ai margini in un percorso in continuità con gli anni precedenti in cui parleremo di consenso, maternità, economia, femminismi e tanto altro.

WeWorld festival

Tra i protagonisti e le protagoniste di quest’anno: Leila Belhadj Mohamed, Chadia, Mohamed Maalel, Nadeesha Uyangoda, Marayah Osumanu, Haroun Fall, Asmae Dachan, Myriam El Hajj, Ludovica Fales e tanti altri. Clicca qui per la lista completa di tutti gli eventi, sotto i 9 più legati agli argomenti di Medio Oriente e Dintorni. Clicca qui per scoprire tutti gli eventi di maggio a Milano.

Media e disuguaglianze

Raccontare la realtà è da sempre il ruolo dei Media; negli ultimi anni nonostante il moltiplicarsi dei canali, delle voci e dei mondi possibili è sempre più manifesta la presenza di stereotipi nelle narrazioni, stereotipi che spesso fungono da moltiplicatori di disuguaglianze. Rendere protagoniste e protagonisti della propria narrazione i soggetti di cui i Media parlano è solo un’utopia o passare il microfono alle nuove generazioni di italiani e italiane, ai soggetti discriminati e a chi è poco rappresentato è una soluzione oggi possibili, grazie anche ai nuovi Media?

A queste ed altre domande risponderà la formazione per giornalisti e giornaliste aperta al pubblico. Durante l’evento si partirà dai dati e dalle storie per fornire esempi di buone pratiche e strumenti per un linguaggio che rispecchi l’eterogeneità della struttura sociale in cui viviamo.

Con Andrea Comollo, Leila Belhadj Mohamed, Daniela Grieco, Donata Columbro, Sambu Buffa, Danilo De Biasio, Miriam Pasqui, Mohamed Maalel, Nadeesha Uyangoda e Irene Leonardi. Evento in collaborazione con Ordine dei Giornalisti – Lombardia. Dalle 9.30 alla Room 1400 del BASE

Riscoprire le identità

Cosa succede quando l’identità che ci riconosciamo non corrisponde a quella che ci attribuisce la società? Che si tratti di identità di genere, sessuale o di origine, questo scostamento crea domande in noi e spesso purtroppo rifiuto da parte di chi ci circonda. Ne parliamo con la giornalista Nina Verdelli di Vanity Fair a partire dalle storie di Marayah Osumanu e dell’attore Haroun Fall. Insieme a loro Luca Paladini, consigliere regionale della Regione Lombardia e fondatore e portavoce dell’associazione I Sentinelli di Milano. Un momento per guardare insieme dove siamo in Italia oggi sul tema e sulla lotta per i diritti.

Con Nina Verdelli, Marayah Osumanu, Haroun Fall e Luca Paladini. Dalle 11 alla Ground Hall del BASE

L’Ora Alternativa

Una storia di formazione dove rabbia, paura e inquietudine lasciano spazio a una nuova visione di sé e del mondo. È “L’ora alternativa”, la serie prodotta da WeWorld che in 4 episodi racchiude un mosaico di storie dove i protagonisti sono le ragazze e i ragazzi di seconda generazione di una scuola superiore, accomunati dal non frequentare l’ora di religione. Solitamente, ognuno di loro trascorre quel tempo liberamente: c’è chi studia in biblioteca, chi sta al computer, chi al bar, chi fuma in bagno e chi si diverte a creare disturbo per la scuola. Tutto cambierà però quando la preside dell’istituto vede un’opportunità per loro: coinvolgerli per organizzare un concerto di fine anno. Tuttavia, il professore di musica non è soddisfatto di questa decisione e le nuove presenze in classe cambieranno completamente gli equilibri.

Si parla di marginalizzazione, auto-isolamento, del conflitto di classe, del senso di perdita e abbandono, ma anche di amicizia e coraggio, attraverso prospettive differenti che mostrano le difficoltà e le emozioni che si provano nel vivere tra culture differenti tra loro: quella dei genitori e quella della società contemporanea, quella del mondo “dei grandi” e quella che le nuove generazioni vogliono realizzare. La serie – firmata da Koala Joint Venture – casa di produzione indipendente romana di Ali, Mouadh e Takoua Ben Mohamed – vuole infatti raccontare il difficile processo di integrazione dei protagonisti, fuori e dentro le mura scolastiche, con al centro le difficoltà tipiche di una età complessa come quella dell’adolescenza, nel delicato passaggio verso il mondo adulto.

Gli episodi si svolgono nello stesso arco temporale e hanno la stessa sequenza di avvenimenti, con un punto di vista diverso per ogni puntata: infatti, ogni episodio presenta un personaggio principale nuovo, una storia propria e un tema differente. L’unione delle quattro storie conferisce alla serie un significato universale che emergerà nell’ultima puntata. Dalle 12.30 al BASE

Baghdad On Fire

Baghdad on Fire è un viaggio intimo e drammatico che segue Tiba, una giovane donna irachena di diciannove anni che lotta per la libertà e l’uguaglianza. La ragazza ed i suoi amici si battono per la democrazia in Iraq e sono in prima linea nel più grande movimento giovanile iracheno degli ultimi 20 anni. Dalle 16.30 al BASE

Siria, Libano, Afghanistan e Iran: quali diritti per le donne

Un talk in cui vedremo e commenteremo insieme alcune scene del film “Diaries From Lebanon” di Myriam El Haji. In Medio Oriente e in Asia centrale, le crisi protratte, le rivoluzioni, i conflitti e l’instaurazione o sopravvivenza di regimi autoritari hanno un peso sempre maggiore sulle popolazioni, e soprattutto sulle donne, i cui diritti continuano a essere violati e il cui accesso ai servizi di base è ancora ridotto, o inesistente. In questo incontro faremo un approfondimento sulla situazione in Siria, Libano, Afghanistan e Iran, con diverse voci di chi in questi paesi ci è nata, ci ha lavorato o li ha studiati.

Vedremo come ci vengono raccontati in Italia questi contesti e la quotidianità delle donne che ci abitano. Con Barbara Stefanelli, Vice Direttrice Corriere della Sera autrice del libro Love Harder, Asmae Dachan, giornalista e scrittrice, Claudia Oriolo,Head of Regional Unit EURASIA e former Country Representative Syria di WeWorld, Myriam El Hajj, regista di Diaries From Lebanon. Modera: Marilisa Palumbo, Caporedattrice esteri – Corriere della Sera. Dalle 17.30 al Room 1400 del BASE

Lala

Introduce il film la regista Ludovica Fales.

Lala, Samanta e Zaga hanno la stessa età, condividono gli stessi desideri e sogni. Sono tre giovani italiane, che l’Italia non riconosce perché i loro genitori sono nati altrove. Le loro storie prendono forma, e si intrecciano in un racconto collettivo di una e tante adolescenti senza documenti portandoci, tra i paradossi della legge, attraverso i piani d’indagine in cui il film si snoda: verità, realtà e verosimiglianza. Lala si muove tra i frammenti della sua identità sospesa. Incrocia la storia di Samanta, l’interprete non professionista che la incarna, e quella di Zaga, la ragazza vera che ha ispirato il film. In uno stato fluido tra messa in scena e realtà, Lala intraprende un viaggio collettivo alla ricerca della identità di un’intera generazione dai diritti indefiniti. In un caleidoscopio di storie che si intersecano, il film diventa il manifesto di una generazione, un mosaico di voci di ragazze e ragazzi e che sono tutte e tutti “Lala”.

Dopo la proiezione, un momendo di Q&A con la regista Ludovica Fales e Arianna Biguzzi di WeWorld. Dalle 17.30 al BASE

Chadia

Chadia arriva sul palco del WeWorld Festival dopo aver pubblicato il brano “Filo spinato – La Superbia”, con cui si è fatta sostenitrice di WeWorld per contrastare la violenza sulle donne. Il pezzo è dedicato a tutte quelle donne che subiscono abusi e violenza e vuole lanciare un messaggio di speranza: affrontare un percorso di guarigione è possibile.

Una chiacchierata sul tema delle relazioni tossiche e della violenza sulle donne e sull’importanza di coinvolgere le adolescenti perché abbiano gli strumenti per riconoscere fin da subito i campanelli di allarme. Modera: Leila Belhadj Mohamed (giornalista). Dalle 20 al BASE

Tatami

Leila è una judoka iraniana allenata da Maryam, con il sogno di vincere la medaglia d’oro ai Campionati mondiali di judo. Tuttavia, la Repubblica Islamica dell’Iran ordina a Leila di fingere di aver subito un infortunio e di ritirarsi dalla gara contro un’atleta israeliana. Il 19 maggio dalle 18 al BASE

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