Nuovo Armenia, gli appuntamenti di maggio 2024

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Tutti i film e gli eventi più interessanti a cui potrete partecipare al cinema Nuovo Armenia di Milano a maggio 2024

2 maggio

AURORA’S SUNRISE

La regista Inna Sahakyan racconta l’incredibile storia di Aurora Mardiganian con un film che ripercorre le vicende del genocidio armeno attraverso della storia vera dell’adolescente che passa dallo status di sopravvissuta di un genocidio a quello di star hollywoodiana. La perdita della sua famiglia, la fuga dalla schiavitù, i traumi subiti, l’avidità di Hollywood, Aurora compie un lungo viaggio per raccontare al mondo la tragedia del suo popolo. Il suo coraggio a lungo dimenticato, l’odissea di Aurora rivivono grazie a questa testimonianza unica, immagini d’archivio e la magia dell’animazione.

Inna Sahakyan è una regista di documentari, produttrice e sceneggiatrice, nata e cresciuta a Yerevan, Armenia. Il lavoro di Inna si concentra sulla scoperta di storie non raccontate sulla natura dell’umanità attraverso un cinema creativo e intimo; dalle 21.30.

4 maggio

TIRAILLEURS

1917, Senegal. I giovani africani vengono rapiti per essere arruolati al fronte, un rapido addestramento e poi via, spediti nel continente europeo a combattere una guerra di cui non sanno nulla. “Non sarete più indigeni ma francesi”, parole non comprensibili per molti di quei ragazzi.
Nel contesto della Prima Guerra Mondiale, mentre al fronte continuano a cadere sotto mano nemica, padre e figlio si trovano a dover sopravvivere agli orrori di una guerra che non hanno scelto. Da un lato il padre, Bakary, arruolatosi per per proteggere suo figlio con la speranza di riuscire a tornare a casa; dall’altro, il figlio, Thierno, forzato alla guerra, che compie il suo personale viaggio tra due identità, di figlio e di soldato.
Un film del regista Mathieu Vadepied, omaggio a una pagina di storia poco conosciuta; dalle 21.30.

5 maggio

IL SECOLO È MOBILE

Cent’anni fa non esistevano visti né passaporti. Oggi sui fondali del Mediterraneo giacciono i corpi di cinquantamila migranti annegati lungo le rotte del contrabbando. Come siamo arrivati fin qua? E, soprattutto, come ne usciremo? Gabriele Del Grande ci accompagna in un viaggio per immagini e parole tra la storia e il futuro delle migrazioni in Europa per provocarci con una visionaria proposta.

UN MONOLOGO MULTIMEDIALE
L’autore accompagna il racconto con la proiezione di fotografie e video d’archivio.

L’AUTORE
Gabriele Del Grande racconta le migrazioni dal 2006, quando fondò l’osservatorio Fortress Europe. Da allora ha viaggiato in una trentina di paesi tra le due sponde del Mediterraneo, il nord Europa e il Sahel. è autore dei libri Mamadou va a morire (2007), Roma senza fissa dimora (2009), Il mare di mezzo (2010), Dawla (2018) e Il secolo mobile (2023). Nel 2014 ha ideato e co-diretto il film Io sto con la sposa; dalle 21.30.

8 maggio

EXPLORING LIBERATION

Exploring Liberation è un invito ad andare oltre la mera osservazione della questione palestinese e a cercare di comprendere il significato della parola liberazione e dei suoi scenari possibili.
È un viaggio, questo, che inizia con l’elaborazione silenziosa del lutto e del senso di impotenza (mourning session), prima di trasformarsi in presa di coscienza e rito collettivo.
Con Noura Tafeche e Iconografie XXI (alle 21) parleremo di liberazione, resistenza, asimmetria e del loro manifestarsi attraverso i simboli e i prodotti culturali del nostro tempo. Dalle 19

18:30-20:30 live performances // mourning session >> music & poetry

21:00-22:30 talk
in conversation w/ Iconografie & Noura Tafeche

22:30-00:00 listening session (dj set)

Artists Against Apartheid
Iconografie
Isciān
mix by Sonic Liberation Front (Radio Alhara)

11 maggio

HOLY SPIDER

La giornalista Rahimi si reca nella città santa iraniana di Mashhad per indagare su un serial killer, che crede di essere in missione per conto di Dio e uccide le lavoratrici del sesso. Mentre il numero dei morti aumenta e Rahimi si avvicina alla verità, l’opportunità di fare giustizia diventa sempre più difficile da raggiungere, dal momento che il “killer del ragno” viene accolto da molti come un eroe. Basato sulla storia vera del serial killer Saeed Hanaei, l’acclamato scrittore e regista Ali Abbasi (Border) presenta un avvincente thriller criminale e un audace atto d’accusa nei confronti di una società in cui la giustizia approssimativa è un dato di fatto; dalle 21.30.

12 e 15 maggio

HOURIA

Houria, in lingua araba significa libertà. Ed è il nome della protagonista di questo intenso, toccante lungometraggio in cui la regista Meddour, sensibile alle tematiche femminili, torna a parlare della condizione della donna nel mondo arabo e in particolare, in Algeria, Paese ancora dominato da una cultura e una mentalità profondamente maschiliste e patriarcali. E ha scelto di farlo, stavolta, attraverso il mondo della danza classica e la storia sofferta, drammatica di una giovane ballerina di Algeri. Houria, giovane e talentuosa ballerina, subisce una violenta aggressione che le strappa il sogno di una carriera nella danza, solo grazie al supporto di un gruppo di donne che hanno vissuto esperienze simili alla sua, potrà imparare a rimettersi in piedi e troverà, proprio nella danza, un nuovo modo di esprimersi, un silenzioso grido di libertà capace di sollevarsi con forza fino al cielo; dalle 21.30.

16 e 30 maggio

GLI ORSI NON ESISTONO

Due storie d’amore parallele. Due storie in cui gli amanti vengono osteggiati dalle forze della superstizione, dalle meccaniche del potere e da ostacoli nascosti e inevitabili. Gli orsi non esistono di Jafar Panahi, vincitore del Premio speciale della giuria a Venezia79, è stato girato da remoto, è un film nel film articolato in due spazi: il paesino di frontiera in cui Panahi si è stabilito per dirigere le riprese a distanza (via computer) e il set della docu-fiction che è ambientata in Turchia, dove una coppia di dissidenti iraniani tenta di acquistare dei passaporti falsi per entrare in Europa, dopo dieci anni di tentativi falliti. Un film che non è solo cinema ma anche, e soprattutto, protesta ed immenso coraggio. Mai la censura, le manifestazioni anti regime, il carcere, le torture, erano stati nominati tanto esplicitamente in un’opera iraniana; dalle 21.30.

23 maggio

DREAM’S GATE

Dream’s Gate è un documentario d’osservazione in cui la regista iraniana Negin Ahmadi inizia un viaggio personale nella zona di combattimento della Siria settentrionale per interrogarsi su cosa significhi essere una donna. Sola con la sua telecamera, decide di cercare una risposta alle sue domande incontrando le donne che incarnano il mito contemporaneo più forte della forza e della libertà femminile: Le combattenti curde. La ricerca personale e le lotte interiori si trasformano in un intimo diario femminile scritto in prima persona. Seguire, condividere, testimoniare la vita di queste altre donne curde mette in discussione l’immagine che la regista ha di sé e del costo dell’uguaglianza e della libertà in questa difficile regione; dalle 21.30.

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