“La casa grande” di Mohammed Dib

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“La casa grande” di Mohammed Dib è il primo romanzo della trilogia Algeria, in grado di mostrare al lettore la condizione degli algerini durante l’occupazione francese

La casa grande

Algeria, fine degli anni trenta. Il paese è ancora occupato dai francesi e guarda a Hitler come a un possibile salvatore. È un’Algeria di miseria, dove tutto ruota attorno alla ricerca di un cibo introvabile. Qui, a Tlemcen, nella casa grande, Dar-Sbitar (in arabo, l’ospedale), i poveri inquilini vivono in una condizione di estrema indigenza e sono preda di rabbia e paura. E qui incontriamo un bambino, Ornar, con la sua famiglia: ha dieci anni, è cresciuto nella consapevolezza dell’infelicità e, educato alla rassegnazione, non conosce autocommiserazione; conosce però anche lui, come tutti, una fame implacabile. Diversamente dagli altri tuttavia si domanda il perché di questa miserabile esistenza, come fa anche Hamid Saraj, l’agitatore, il solo che legge libri in quel luogo, quello che un giorno la polizia viene a cercare per arrestarlo.

Sognare pane ed Algeria

“La casa grande”, scritto nel 1952, segna il primo passo della trilogia “Algeria” di Mohammed Dib, uno dei maggiori scrittori della storia algerina e permette al lettore di entrare in contatto con il popolo algerino durante l’occupazione francese. La bravura di Dib sta infatti nel non ricercare direttamente la sfida politica, ma piuttosto a raccontare il vissuto con gli occhi di un bambino il desiderio principale, al di là di tutto, è il mero pane.

Mohammed Dib
Mohammed Dib

Gli occhi e la mente di Omar sono però innocenti e proprio loro lo portano a farsi domande banali come: “Come fa un paese lontano come la Francia ad essere la mia “madrepatria”, quando mia madre è qui vicino a me?”. Domande semplici e banali che, alimentate da continui arresti ingiustificati e miseria sempre più presente, portano anche il lettore odierno ad esaminare il mondo dalla prospettiva del colonizzato, aiutandolo ad immedesimarsi meglio nella sua condizione. Altro elemento molto interessante è il periodo storico, generalmente poco trattato nella letteratura, ma fondamentale per comprendere al meglio la nascita e le ragioni dei vari movimenti anticoloniali

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