Biografia e bibliografia di Ahmet Ümit

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La biografia e la bibliografia (in italiano) di Ahmet Ümit, il più grande giallista turco di sempre

Biografia di Ahmet Ümit, la gioventù e l’attivismo

Ahmet Ümit nasce il 30 settembre 1960 a Gaziantep da un commerciante di tappeti ed una sarta. Ultimo di 7 figli, grazie al fratello maggiore si avvicina alla politica sin dalla più tenera età, tanto che in un’intervista del 2005 affermò di essere militante di sinistra sin dai 14 anni e già dai 15 iniziò a farsi riconoscere nell’ambiente politico locale. Naturalmente tale attivismo sarà causa di molte sfortune per la propria famiglia, con un fratello che finì in prigione poiché affiliato al Dev-Genç e lui stesso che venne obbligato a finire gli studi al liceo di Diyarbakır.

Ahmet Ümit

Concluso il liceo, si trasferì ad Istanbul per studiare all’Università di Marmara, luogo in cui fece conoscenza della sua futura moglie e dove la sua lotta politica si acuì più che mai, anche in virtù degli avvenimenti che scossero a partire dal 1980, come il colpo di stato ad opera di Kenan Evren. Nel 1985 venne inviato a Mosca dal Partito Comunista Turco e qui la sua vita cambiò per sempre.

Il più grande giallista di Turchia

Come per Mahmoud Darwish, il viaggio in Russia gli rivelò quanto i propri ideali comunisti fossero diversi dal comunismo messo in pratica dall’Unione Sovietica e ciò trasformò l’Ahmet Ümit nello scrittore che conosciamo oggi. Nel 1989 fece uscire il primo libro di poesie e nel 1999 fa per la prima volta la comparsa il commissario Nevzat, suo personaggio più celebre e sul quale sono state scritte più avventure.

La mia intervista con Ahmet Ümit

Nonostante abbia abbandonato la politica militante, Ahmet Ümit è stato uno dei maggiori promotori di Kemal Kılıçdaroğlu alle elezioni del 2023, tanto da partecipare anche in prima persona ad alcuni comizi.

Bibliografia (in italiano) di Ahmet Ümit

Al momento le opere di Ahmet Ümit pubblicate in italiano sono 5:

“Capodanno a Istanbul” edito da Scritturapura (2018)

Capodanno a Istanbul

Istanbul, 2013. Un gruppo di giovani, che come polline nell’aria a primavera si moltiplica fino a diventare migliaia, protesta contro l’abbattimento di 600 alberi a Gezi Park, in piazza Taksim, dove l’amministrazione ha deciso di costruire un centro commerciale al posto di un bellissimo giardino. La mobilitazione civile dilaga in tutto il paese. La posta in gioco non è solo la cementificazione di un parco, ma quella dell’anima del popolo turco. La notte di Capodanno i fatti di Gezi Park sono ancora nell’aria. Fiocchi di neve al posto del polline. Il commissario Nevzat riceve una chiamata: un uomo è stato assassinato a Beyoglu, dove la Torre di Galata guarda il Bosforo dall’alto. Il mistero che avvolge quel cadavere è lo stesso che ha trasformato il luogo più affascinante del mondo in un quartiere preda della speculazione edilizia, dove il passato e il presente di una città e di una nazione si danno la mano.

“Perché Istanbul ricordi” edito da Ronzani editore (2020)

Perché Istanbul ricordi

Istanbul. Un misterioso delitto mette alla prova il commissario Nevzat Akman e i suoi giovani collaboratori. La vittima viene rinvenuta nella parte vecchia della città, davanti alla statua di Ataturk, tiene in mano una moneta antica e sembra indicare una direzione precisa. È solo il primo di una serie di omicidi rituali in luoghi storici, ogni monumento è legato a una figura importante del passato: sette monarchi, sette magnifici luoghi antichi e una sola sconvolgente verità. Inizia così una corsa contro il tempo, alla caccia di abilissimi e sfuggenti criminali. La chiave dell’enigma risiede nel passato di una delle città più misteriose del mondo, e conduce a un emozionante viaggio storico da Bisanzio a Istanbul, in cui la sorte delle vittime dipenderà dalla capacità degli investigatori di decifrare quella storia, di ripercorrerla attraverso dolorosi ricordi, e di attraversare l’anima di una moltitudine di personaggi: ubriachi senzatetto, potenti uomini d’affari senza scrupoli, avvocati e giornalisti corrotti, avidi archeologi e cittadini idealisti che lottano per preservare i siti storici di Istanbul. Ümit scava nella psicologia dei personaggi, nella sacralità dell’amore e dell’amicizia, e fonde abilmente la narrazione di genere con gli intermezzi storici. Tra le righe si ritrovano la sua vocazione politica, il richiamo ai tempi cupi del recente passato e del presente, in ogni pagina l’amore sconfinato per la sua città. Fino all’imperativo finale: “perché Istanbul ricordi”.

“Kavim: La vendetta del Santo” edito dalla Casa editrice Altano (2022)

Kavim

Un uomo disteso su un divano con un pugnale a forma di croce conficcato nel petto, accanto una Bibbia lasciata aperta, alcune frasi sottolineate con il sangue e il nome di un santo siriaco scritto a lato della pagina… Inizia così una nuova indagine per il commissario Nevzat e i suoi assistenti, alla scoperta delle radici del cristianesimo e dei popoli antichi che abitano l’Anatolia. In un viaggio nella storia della Turchia dall’antichità fino ai giorni nostri Ahmet Ümit ci regala una nuova emozionante avventura e tra santi reincarnati, un’affascinante regina della mafia di Istanbul e un professore di teologia ateo si interroga sul grande tema centrale dell’opera: che cos’è la giustizia?

“La terra degli dèi perduti” edito dalla Casa editrice Altano (2022)

La terra degli dei perduti

Un abile killer che commette omicidi a Berlino. Un folle che chiama gli dèi dimenticati a risvegliarsi con i suoi omicidi. Un mortale che cerca di diventare un dio perché odia gli umani. Un ragazzo che si prepara a salire sull’Olimpo per regolare i conti con il padre… Yıldız Karasu, tenace commissario capo della omicidi di Berlino, figlia di immigrati turchi in Germania, e il suo assistente Tobias Becker sono impegnati in un’avventura che parte dalle strade di Berlino, una delle città più colorate, caotiche e suggestive d’Europa, e termina in Anatolia, tra le mura dell’antica città di Pergamo. Cercando indizi nella serie di omicidi intessuti di mitologia e simboli, i due protagonisti incroceranno la loro strada con neonazisti e immigrati e lotteranno contro i pregiudizi e il razzismo che permea la società. All’ombra dell’Altare di Zeus e dell’antica Pergamo, La terra degli dèi perduti riporta in vita i miti nel presente, mostrandoci la natura immutabile del crimine attraverso le epoche e le culture.

“Il nostro amore è un vecchio romanzo” edito da Scritturapura (2023)

Ahmet Ümit

Un uomo ricco, con la passione per la letteratura, viene trovato morto al Pera Palas, l’hotel più famoso di Istanbul, proprio nella suite intitolata ad Agatha Christie, dove amava soggiornare. Negli stessi giorni anche una giovane donna viene assassinata e uno scienziato russo scompare subito dopo il suo arrivo in Turchia, attirando l’attenzione dei servizi segreti. In una Istanbul stupenda e sofferente l’ispettore Nevzat dipana il filo che unisce questi eventi misteriosi: un amore proibito.

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