Come ogni anno, ecco la lista dei 5 migliori libri usciti nel 2023 su Medio Oriente e Dintorni, con tante nozioni d’onore e premi speciali
Premessa importante
Come ogni anno ci accingiamo a scoprire insieme quelli che sono stati i migliori 5 libri letti nel 2023; come ogni anno, tale lista si basa sul mero gusto personale dell’autore di Medio Oriente e Dintorni e proprio per questo sono molto curioso di sapere qual è stato il vostro libro preferito apparso su Medio Oriente e Dintorni nel 2023. Ad oggi ho completato la lettura di 32 testi fra romanzi, saggi e libri di poesie e, proprio per questo, ho deciso di fare più classifiche, di modo che ognuno di loro abbia la possibilità di gareggiare con un suo simile; pertanto sotto troverete: il premio al miglior libro di poesia, al miglior saggio, le menzioni d’onore e, dulcis in fundo, la lista dei 5 migliori romanzi letti.

Ci tengo anche a ringraziare di cuore le tantissime case editrici ed autor* che quest’anno mi hanno gentilmente donato dei libri (prossimamente usciranno contenuti che terranno traccia di tutto ciò e che ne sappiano celebrare a dovere caratteristiche e meriti verso il pubblico), ma fra queste non posso non fare un omaggio speciale alla Casa editrice Altano, l’unica casa editrice italiana specializzata sul mondo turco, con la quale ho il privilegio di collaborare da più di un anno. Senza di loro e senza voi lettori tutto questo non sarebbe possibile e quindi, proprio per questo ci tengo a partire con questa premessa perché siete voi al primo posto in questa meravigliosa avventura chiamata “Medio Oriente e Dintorni”.
Fatte queste dovute premesse possiamo finalmente partire:
Miglior libro di poesia
“In disparte e altre poesie” di Hassan Najmi

Rabat
Una siesta di tempesta.
Da “In disparte ed altre poesie” di Hassan Najmi
E una pioggia senza senso (ora).
E Abu Raqraq… laggiù, davanti a me.
Un fiume cieco che corre come un toro ferito.
Perturba il battito d’ali dei gabbiani.
E ignoriamo il suo segreto.
Se c’è qualcosa di cui devo rimproverarmi è sicuramente l’aver letto meno poesia di quella che avrei voluto, ma devo dire che “In disparte e altre poesie” di Hassan Najmi (edito dalla casa editrice Astarte) è davvero perfetto per far tornare la voglia. Ho deciso di premiare questo testo rispetto a “Di tutte le lotte” di Abdellatif Laabi, perché leggendolo ho potuto sentire il respiro della costa atlantica marocchina, qualcosa che non mi era mai successo prima e che mi ha riportato con la mente e con il cuore al viaggio che feci nel 2019 fra Marrakech, Essaouira e Casablanca. Inoltre, tale testo è davvero un gioiello per quanto riguarda l’alternanza fra la sensualità degli amanti ed il ricordo dell’anziana terra natia; un piccolo gioiello impreziosito anche dalla presenza del testo originale, un piccolo must per ogni amante del Marocco.
Miglior saggio
Al 3° posto: “Gli sciiti” di Anna Vanzan

Premesso che tutti i saggi apparsi su Medio Oriente e Dintorni quest’anno sono di incredibile pregio (tanto che i 4 che non sono finiti sul podio finiranno in delle micro menzioni d’onore specifiche), credo che quello di Anna Vanzan sia stato uno dei migliori in assoluto, capace di spiegare dinamiche profonde, delicate e centrali con estrema semplicità, eleganza e chiarezza. Un libro davvero imprescindibile se volete cominciare ad addentrarvi nell’universo sciita.
Al 2° posto: “L’Islam italiano” di Fabrizio Ciocca

Un testo necessario e che, pur essendo effettivamente una vera e propria ricerca piuttosto che un libro nel senso classico del termine, risulta essere una pietra miliare per quanto riguarda l’Islam italiano. Fabrizio Ciocca peraltro è un caro amico e sono davvero felice di aver finalmente recuperato questo testo dopo tanti anni ed avervelo potuto far vedere. Se siete interessati a scoprire la mia chiacchierata con Fabrizio, trovate qui il link alla diretta fatta qualche mese fa, mentre vi preannuncio che prossimamente leggerò sicuramente il suo “Radici islamiche. Storia dei musulmani in Italia dall’ottavo secolo ad oggi”, uscito proprio nel 2023, e non vedo l’ora di averlo di nuovo ospite per una diretta insieme.
Al 1° posto: “10 miti su Israele” di Ilan Pappé

Dopo tutto l’inumano schifo a cui stiamo assistendo quest’anno, era davvero impossibile non mettere al primo posto questo testo, uno dei più compatti, precisi e chiari riguardo a ciò che accade fra Israele e Palestina. Un libro che vi farà comprendere davvero le origini di tutto questo e quello che potrebbe essere il futuro dei due popoli; un must assoluto per il quale bisogna ringraziare la casa editrice Tamu, che proprio a metà ottobre ha deciso di renderlo disponibile gratuitamente in formato ebook.
Micro menzioni d’onore per i saggi
Come detto, visto che ognuno dei 7 saggi è secondo me qualcosa di davvero unico ed importante, ci tengo a citarvi anche i 4 rimasti fuori da questa top 3:
- “Il mio posto è ovunque” di Silvia Abbà (edito dalla casa editrice Astarte), che racconta la storia dell’Iraq dal punto di vista delle donne e delle femministe locali
- “L’Iraq contemporaneo” a cura di Riccardo Redaelli (edito da Francesco Brioschi editore), un saggio che racconta l’Iraq a 360° trattando tanto di storia quanto di arte, letteratura, sociologia, etnologia, archeologia e tanto altro; a 20 dalla “Guerra del Golfo”, risulta una delle migliori letture possibili per chi, come il sottoscritto, era essenzialmente ignorante in materia
- “I sunniti” di Massimo Campanini, libro perfetto in accoppiata con “Gli sciiti” di Anna Vanzan e racconta in modo minuzioso l’universo sunnita, il più grande dell’Islam e quello di cui fa parte colui che vi sta scrivendo
- “La guida alimentare nell’Islam” di Elif Didem Örs, testo pensato soprattutto per il pubblico musulmano e che sarà in grado di mostrarvi al meglio cosa prevede l’Islam a livello alimentare, oltre che darvi consigli per passare al meglio momenti delicati come il Ramadan
Miglior libro
Le 7 menzioni d’onore
“Un dettaglio minore” di Adania Shibli

Un libro che, a prescindere da tutto, ha letteralmente segnato l’autunno del 2023 e ciò anche in virtù della censura (stupida, offensiva ed inutile) voluta dalla Fiera del libro di Francoforte. Un testo che, con continue sottigliezze e “dettagli minori” ci farà percepire davvero cosa voglia dire essere palestinese nella tragica quotidianità. Un’opera che tutti dovrebbero leggere e che solo a causa di una concorrenza spietata non finisce nei primi 5 posti.
“Bell’abisso” di Yamen Manai

Una delle sorprese di quest’anno, un libro del tutto inaspettato che, grazie alla sua trama asciutta, dolce, ma allo stesso tempo incazzosa ed intensa e grazie anche alla sua profonda analisi psico-sociale della Tunisia riesce a farsi valere anche in un’arena di squali come i premi di Medio Oriente e Dintorni; purtroppo quest’anno non basta per finire nella top 5, ma, se queste sono le premesse, è certo che ci finirà con i prossimi libri.
“Il Pessottimista” di Emile Habibi

Anni fa lo avevo definito una piccola delusione ed oggi ce lo troviamo addirittura nelle menzioni d’onore, un percorso straordinario che va più che mai spiegato e raccontato: quando lessi per la prima volta “Il Pessottimista” rimasi colpito soprattutto dalla difficoltà della sua traduzione, non concentrandomi più di tanto sul suo messaggio anche per (lo ammetto candidamente) mia ignoranza sull’argomento; oggi posso dire che, anche grazie al meraviglioso saggio di Ilan Pappé, non solo mi è davvero più chiaro e leggibile, ma a lungo sono stato tentato di metterlo al 5° posto dei libri più belli di quest’anno. Purtroppo, a mio modo di vedere, rimane un libro che, basandosi davvero tanto su satira, modi di dire e giochi di parole, rimane un libro da consigliare solo a chi ha già una profonda conoscenza del mondo arabo e, nello specifico, della tragedia palestinese, ma per chi ha (o ritiene di avere) quelle conoscenze è davvero un must.
“Amore proibito” di Halit Ziya Uşaklıgil

Dal 2022 ho il privilegio di collaborare con la Casa editrice Altano e devo dire che questo è per distacco uno dei testi più belli che hanno tradotto in italiano e questo anche grazie ad una traduzione certosina e di altissimo livello del nostro caro Cristiano Bedin. La psicologia dei personaggi è tanto sublime e raffinata che pare difficile immaginarselo come un testo di fine ‘800, oltre al fatto che, anche grazie alla serie da quest’ultimo derivata (Aşk-ı Memnu), risulta essere uno dei romanzi più importanti del ‘900 turco. Come nel caso di “Bell’abisso”, non termina fra le prime 5 posizioni solo in virtù di una concorrenza davvero spietata, ma è uno di quelli che più ci sono andati vicino.
“La corte del diavolo” di Ivo Andric

Ormai ho capito di avere un amore speciale per Ivo Andric e questo testo, anche in virtù della sua ambientazione nei carceri dell’Istanbul ottomana, non fa assolutamente eccezione. La capacità del premio Nobel jugoslavo di fondere il romanzo psicologico a quello storico è davvero senza pari ed è solo per gusto personale che non termina ai piani più alti della classifica.
“Paradiso in terra” di Fadi Zaghmout

In un anno in cui ho letto diversi libri di fantascienza, “Paradiso in terra” di Fadi Zaghmout riesce a svettare come un diamante sulla corona, portandoci in una Giordania futuristica ed in grado di far nascere al lettore una serie pressoché infinita di domande interiori; un testo che riesce a sfruttare le dinamiche del suo genere per andare oltre al mero intrattenimento e darci la possibilità di riflettere su sfumature e possibilità a cui non avevamo mai pensato prima. Non è nella top 5, ma rimane comunque un must per chiunque sia alla ricerca di qualcosa di nuovo e diverso ma assolutamente arabo; ne approfitto per fare un ringraziamento speciale alla casa editrice Future Fiction non solo per la copia ricevuta, ma anche per il lavoro estremamente coraggioso che stanno facendo e che, ne sono sicuro, sul lungo periodo verrà ripagato con gli interessi (in’sh’Allah).
“Lungo cammino” di Ayhan Geçgin

Il libro più strano che abbia letto nel 2023, in grado di prendere la tua anima e svuotarla perfettamente, lasciandoti delle sensazioni che, nel bene o nel male, sono uniche e profondamente ricercate dall’autore. “Lungo cammino” più che un romanzo è un’esperienza e per tale motivo, se da un lato non può finire nella top 5, dall’altro non diremmo una bugia affermando che la sezione delle “Menzioni d’onore” è stata ideata soprattutto per casi come questo.
I 5 libri più belli letti nel 2023 da Medio Oriente e Dintorni
Al 5° posto “Rapsodia irachena” di Sinan Antoon

Nel 20° anniversario della Guerra del Golfo, “Rapsodia irachena” riesce a svettare come uno dei testi più belli che abbia mai letto sull’Iraq e ciò anche grazie ad un’incredibile e magistrale scrittura (e traduzione) che mette i risalto giochi di parole, una satira mai troppo velata e, soprattutto, la voglia di vivere e di amare anche sotto la dittatura di Saddam Hussein. Un libro giustamente divenuto un classico della letteratura contemporanea irachena e che ancora oggi, a ben 13 anni dalla sua pubblicazione, riesce ad offrirci uno spaccato inedito sulla vita nel Paese dei Due Fiumi.
Al 4° posto “Scali” di Mouloud Mammeri

Un libro pazzesco che non a caso definì “Il più bel testo sul deserto che abbia mai letto”. Mouloud Mammeri conferma la fama che lo circonda mettendo in scena una serie di racconti che svelano l’Algeria post-indipendenza in ogni sua sfumatura, dando alle sue storie riflessioni e connotati dalla profondità sorprendente ed illuminante. Non vergogno a dire che quest’anno spesso e volentieri mi è capitato di leggere in pubblico alcune sue citazioni per il mero gusto di condividere con il mondo qualcosa di unico e strabiliante.
Al 3° posto “Erdoğan” di Can Dündar e Mohamed Anwar

Nell’anno delle elezioni e del terremoto turco non potevo non mettere quest’opera (unica graphic novel letta quest’anno) ai primissimi posti della mia personale classifica. “Erdoğan” risulta straordinario perché, oltre ad essere davvero preciso, imparziale, ben scritto e disegnato, illumina anche il lettore sulle origini di uno degli uomini più importanti della storia turca. La cosa straordinaria, di cui parlo in dettaglio nell’articolo, è che proprio per la sua natura imparziale, “Erdoğan” non è veramente interessato ad esporre un giudizio sul presidente turco, dando la possibilità ad ognuno di farsi la sua idea osservando fatti e non opinioni. Se pensiamo che Can Dündar è un giornalista turco in esilio e minacciato dallo stesso governo Erdoğan, ciò gli fa ancora più onore e mette in luce il rapporto estremamente “problematico” fra lo stato turco ed il grande giornalismo locale. Una perla che dovrebbero avere tutti gli amanti della Turchia, se la cronaca non ci portasse sempre in Palestina sarebbe finita al 2° posto.
Al 2° posto “Ritorno ad Haifa” di Ghassan Kanafani

Un grande classico pressoché perfetto a cui non si può dire davvero nulla e che testimonia la grandezza di Ghassan Kanafani ed il dramma della diaspora palestinese con un’analisi profonda ed estremamente lucida, scegliendo un particolare episodio del 1967 per far comprendere al lettore il dramma di chi è costretto ad osservare da esiliato la propria casa; in un anno drammatico come questo, non poteva davvero mancare in questa classifica.
Al 1° posto: “I suoi occhi” di Bozorg Alavi

Un CAPOLAVORO con tutte le lettere maiuscole, quando l’ho finito mi sono alzato e gli ho fatto 5 minuti di applausi (non sto scherzando). “I suoi occhi” è uno di quei romanzi che ti fanno amare la letteratura e la bellezza della scrittura e questo, oltre alla trama sublime, è dovuto anche all’eleganza senza pari di Bozorg Alavi; per fare un esempio: Bozorg ‘Alavi non dice “aveva un bel sorriso”, Bozorg ‘Alavi dice: “Il suo sorriso era come il sole primaverile che scioglie la neve in cima alle montagne allietando il cuore della gente”; pura poesia in prosa, parole che ricordano al mondo la meraviglia della scrittura.
Rumi diceva: “Mentre la penna si affrettata a scrivere, si è spezzata appena è giunta all’Amore” ed io stesso, che di questo romanzo mi sono innamorato perdutamente, devo fermarmi poiché mi rendo conto le mie parole non sarebbero in grado di esprimere l’amore e la passione con cui questo libro mi ha rapito il cuore; posso solo dire: “leggetelo e godete tutti di questa straordinaria magia”.
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