“Yusuf di Kuyucak” di Sabahattin Ali

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“Yusuf di Kuyucak” di Sabahattin Ali è uno dei primi grandi romanzi della Turchia odierna, in grado di raccontarvi una storia all’apparenza semplice ma che nasconde tante tematiche molto interessanti

Yusuf di Kuyucak

Yusuf ha solo nove anni quando la sua famiglia viene assassinata da alcuni banditi entrati nel villaggio. Il sottoprefetto incaricato di fare gli accertamenti sul luogo del delitto, preso dal dispiacere per la situazione in cui si trova il bambino, decide di portarlo in casa sua e adottarlo. Yusuf inizia così la sua nuova vita a Edremit, cittadina sulla coste dell’Egeo, è in un ambiente a lui completamente estraneo, di cui non comprende le regole sociali ed è circondato da persone con cui fatica a relazionarsi a causa del suo carattere schivo. Le uniche persone in grado di capirlo e che segneranno il suo destino sono il padre adottivo e la sorellastra Muazzez, giovane ingenua e di buon cuore. Gli anni passano e Yusuf si sente sempre più estraneo alla città, sogna un futuro in cui poter vivere liberamente la sua vita. Tutto cambia quando durante una festa di paese Yusuf difende Muazzez dalle molestie di Şakir, giovane dissoluto e rampollo della famiglia più ricca e potente della zona. La lotta iniziata quel giorno vedrà il conflitto tra i due giovani inasprirsi sempre più nel corso degli anni fino alla resa dei conti finale.

L’ultima Anatolia rurale pre-Atatürk

A mio giudizio, in Yusuf di Kuyucak vi sono diverse tematiche che lo determinano come romanzo e quella nettamente più visibile è la cornice, caratterizzata da un luogo ed un periodo storico davvero particolari, che lo rendono un romanzo molto interessante anche solo per comprendere la storia dell’odierna Turchia. L’opera è infatti ambientata quasi interamente ad Edremit, nelle campagne della Costa egea, immediatamente prima dello scoppio della I Guerra mondiale, momento che segnerà la definitiva caduta dell’Impero ottomano e la successiva nascita della Turchia. Il libro, seguendo la vita di Yusuf, ci porterà da un periodo in cui de facto le leggi erano regolate internamente dai paesi stessi, ad uno in cui la nuova burocrazia statale è sempre più presente, integrandosi così bene da stringere alleanze sempre più fitte con i possidenti terrieri che fino ad allora governavano l’entroterra anatolico. Proprio a quest’ultimo aspetto sono indirizzate le più grandi critiche sociali esposte da Sebahattin Ali, che, pare (non sono mai state trovate prove certe), alla lunga gli costeranno il carcere e la vita; sulla biografia dell’autore non mi soffermerò in questa sede, ma se siete interessati ad approfondirla vi suggerisco di acquistare questo libro, lì ne trovate una molto precisa.

Tornando alla cornice, fra i libri trattati sul sito, può esser considerata come un ibrido fra quella vista in “Quartetto ottomano” di Altan, ambientata ad Istanbul grossomodo nello stesso periodo storico, e la Turchia rurale e contadina trattata da Yaşar Kemal nel suo “Al di là della montagna”. Le similitudini con il primo sono dovute unicamente al momento storico, ma con il secondo le affinità sono più evidenti, seppur la strada intrapresa e l’obbiettivo degli autori sia molto diverso l’uno dall’altro. Entrambi sono ambientati nella Turchia rurale, entrambi parlano di ingiustizie subite per mano di proprietari terrieri ed in entrambi i protagonisti soffrono, la differenza è però a focus diversi nelle loro menti. Yusuf, al contrario di Ali, non è minimamente legato a quei luoghi, non li sente suoi e tantomeno desidera restarci, al punto da provare in diverse occasioni a fuggire, riuscendoci soltanto alla fine e pagando prezzo salatissimo.

Muazzez, il centro dell’opera

Sembra paradossale visto che il titolo sia nella sua traduzione sia nella versione turca si chiama “Yusuf di Kuyucak”, ma il vero protagonista dell’opera non è tanto Yusuf in sé, quanto il suo rapporto con Muazzez, sorellastra che si rivelerà più che mai decisiva all’interno della trama. La storia comincia infatti non dalla nascita di Yusuf, ma da quando quest’ultimo viene portato adottato e portato a casa dal sottoprefetto, incontrando così Muazzez ed allo stesso modo il romanzo termina quando tale relazione finirà definitivamente, segnando per entrambi un punto di non ritorno e permettendo a Yusuf di continuare la sua strada, della quale, però, non ci viene detto nulla poiché lì termina il romanzo. Da questo punto di vista si può dire che il libro si lega più ad un romanzo di crescita personale piuttosto che ad uno di denuncia e tale aspetto, a mio modesto parere, viene certificato anche da alcune belle e profonde citazioni al mondo sufi.

Yusuf di Kuyucak
La copertina del film

In un certo senso, infatti, l’opera si conclude tanto per avvenimenti “pratici”, tanto per avvenimenti “interiori” alla psiche di Yusuf che comprenderà definitivamente la lezione del sottoprefetto e, per inseguire il desiderio di trovare la sua strada si troverà a dover (involontariamente) distruggere ciò che lo aveva legato tanto a quei luoghi; come una farfalla che per godere della più completa luce brucia sé stessa nella candela. Il messaggio del sottoprefetto è a mio modo di vedere uno dei passaggi più belli del romanzo e che farà molto riflettere su uno dei messaggi fondanti dell’Islam: accettare la vita ed il fato. Solo quando Yusuf compirà questo decisivo passaggio permetterà al suo destino di compiersi, liberando la corrente del fiume e giungendo alla prova più dolorosa; solo una volta affrontata quest’ultima sarà davvero in grado di iniziare la propria vita.

“Yusuf di Kuyucak” è una storia tipicamente turca che vi permetterà tanto di godervi una lettura leggera nell’Anatolia rurale, quanto di leggere una delle opere più importanti di uno dei primissimi autori della Turchia moderna, erede di una tradizione letteraria che, attraverso storie simili, illuminava le menti di chi sapeva guardare oltre. In più è una delle primissime opere pubblicate dalla casa editrice Altano, che mi ha gentilmente donato il romanzo e con la quale avrò l’onore di chiacchierare il 6 gennaio sul canale Youtube di Medio Oriente e Dintorni.

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