I migliori libri che ho letto nel 2021: le sorprese

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La lista dei migliori libri letti quest’anno, secondo capitolo dedicato alle sorprese

I miei migliori libri

Come ogni anno, con dicembre arriva il momento di tirar le somme riguardo alle letture fatte nel corso dell’anno, di modo da dare anche a voi lettori degli strumenti e dei consigli utili per gli acquisti; come ogni anno, però, è necessario fare delle premesse di modo da comprendere al meglio tali liste. Innanzitutto bisogna specificare che queste liste (poesia, sorprese e “I magnifici 7”) seguono principalmente il mio gusto personale, ma questo non vuol dire che un libro qui presente sia necessariamente “più bello in assoluto” di uno che non c’è, ma è qualcosa di estremamente soggettivo e personale. La seconda cosa molto importante da dire è che fra tali titoli non sono in grado di preferenza, l’ordine è dovuto esclusivamente al momento in cui il dato libro è stato letto.

Sorprese

Se siete curiosi di scoprire le tante menzioni d’onore e/o degli altri testi che, per quanto belli, non sono riusciti a finire in questa lista, vi invito a vedere il video o ad ascoltare il podcast che uscirà il 29 novembre alle 07.30. Sotto ogni testo “premiato” troverete come sempre una (spesso breve) motivazione alla base del mio giudizio che si basa comunque soprattutto sul mio gusto. Buona lettura e buoni stimoli, se avete un libro che vi ha incantato particolarmente quest’anno, non esitate consigliarlo, se riesco porterò il vostro suggerimento nella prossima live.

“L’Alchimista” di Paulo Coelho (Brasile)

Impara ad ascoltare il tuo cuore: è l’insegnamento che scaturisce da questa favola spirituale e magica. Alle frontiere tra il racconto da mille e una notte e l’apologo sapienziale, “L’alchimista” è la storia di una iniziazione. Ne è protagonista Santiago, un giovane pastorello andaluso il quale, alla ricerca di un tesoro sognato, intraprende quel viaggio avventuroso, insieme reale e simbolico, che al di là dello stretto di Gibilterra e attraverso tutto il deserto nordafricano lo porterà fino all’Egitto delle piramidi. E sarà proprio durante il viaggio che il giovane, grazie all’incontro con il vecchio alchimista, salirà tutti i gradini della scala sapienziale: nella sua progressione sulla sabbia del deserto e, insieme, nella conoscenza di sé, scoprirà l’anima del mondo, l’amore e il linguaggio universale, imparerà a parlare al sole e al vento e infine compirà la sua leggenda personale. Il miraggio, qui, non è più solo la mitica pietra filosofale dell’alchimia, ma il raggiungimento di una concordanza totale con il mondo, grazie alla comprensione di quei “segni”, di quei segreti che è possibile captare solo riscoprendo un linguaggio universale fatto di coraggio, di fiducia e di saggezza che da tempo gli uomini hanno dimenticato.

Alchimista

L’Alchimista è un libro particolare e che merita assolutamente una menzione nelle soprese per via della storia che racconta e per il modo con cui lo fa; quest’ultima ricorda davvero tanto quella di Ibn ‘Arabi, uno dei più grandi mistici dell’Islam ed originario anch’egli dell’Andalusia come il protagonista Santiago. Inoltre il concetto di “predestinazione” e del “facciamo tutti parte di una storia più grande di noi” tipico ed autentico dell’Islam è qui magistralmente simboleggiato e codificato dal continuo ed eloquente “maktoub”. Infine, ho apprezzato davvero tanto la scelta dell’ambientazione e dei protagonisti. Un libro veramente adatto a far avvicinare grandi e piccini al mondo islamico anche quando quest’ultimi non lo vedano di buon occhio. Unico limite del testo, secondo mio modesto parere, è l’essere, a livello di testo, abbastanza scarno e leggero cosa che, se da un lato ne velocizza la lettura ed aumenta la creazione fantasia, dall’altro rischia di risultare un po’ troppo “leggero”.

“Perché Istanbul ricordi” di Ahmet Ümit (Turchia)

Istanbul. Un misterioso delitto mette alla prova il commissario Nevzat Akman e i suoi giovani collaboratori. La vittima viene rinvenuta nella parte vecchia della città, davanti alla statua di Atatürk, tiene in mano una moneta antica e sembra indicare una direzione precisa. È solo il primo di una serie di omicidi rituali in luoghi storici, ogni monumento è legato a una figura importante del passato: sette monarchi, sette magnifici luoghi antichi e una sola sconvolgente verità. Inizia così una corsa contro il tempo, alla caccia di abilissimi e sfuggenti criminali. La chiave dell’enigma risiede nel passato di una delle città più misteriose del mondo, e conduce a un emozionante viaggio storico da Bisanzio a Istanbul, in cui la sorte delle vittime dipenderà dalla capacità degli investigatori di decifrare quella storia, di ripercorrerla attraverso dolorosi ricordi, e di attraversare l’anima di una moltitudine di personaggi: ubriachi senzatetto, potenti uomini d’affari senza scrupoli, avvocati e giornalisti corrotti, avidi archeologi e cittadini idealisti che lottano per preservare i siti storici di Istanbul. Ümit scava nella psicologia dei personaggi, nella sacralità dell’amore e dell’amicizia, e fonde abilmente la narrazione di genere con gli intermezzi storici. Tra le righe si ritrovano la sua vocazione politica, il richiamo ai tempi cupi del recente passato e del presente, in ogni pagina l’amore sconfinato per la sua città. Fino all’imperativo finale: “perché Istanbul ricordi”.

Perché Istanbul ricordi

“Perché Istanbul ricordi” è una delle più grandi e piacevoli sorprese dell’anno per come riesce a trasportare il lettore ad Istanbul e raccontargli la storia della città coniugando però a questo un giallo davvero intrigante ed avvincente. Leggendolo, non solo sono riuscito a dare un nome ai molti luoghi che vidi ad Istanbul, ma in più ho anche ricavato moltissimi spunti per l’articolo che ho scritto sul distretto di Fatih, l’antica Costantinopoli e reale protagonista del libro. Oltre alla trama, che in quanto giallo non intende approfondire, una nota d’onore va fatta ai personaggi, veri e propri rappresentanti dell’autentico stile di vita istanbuliota. Insomma, se amate Istanbul questa è una delle letture che dovete assolutamente recuperare e che vi farà vivere anche a distanza tutto il fascino della città più bella del mondo. Testo consigliato da Angela Gurgo Di Castelmenardo, autentica amante di questo luogo, tanto da fondare il gruppo facebook “Istanbul: innamorarsi di una città”, il più bello, grande e ricco in tema.

“Là dove crescono i cedri” di Pierre Jarawan (Libano e Germania)

Anni Ottanta, Libano. Il paese è devastato dalla guerra civile e i genitori di Samir decidono di fuggire chiedendo asilo in Germania. Il giovane protagonista cresce così in Europa e costruisce un solido rapporto con il padre, da cui apprende favole e storie straordinarie sulla terra d’origine abbandonata contro la loro volontà. Una notte, la vita serena di Samir cambia per sempre: il padre scompare, nessuno sa dove sia. La famiglia va in frantumi. Vent’anni dopo, perseguitato dall’ossessione di quella perdita, il giovane decide di tornare nella terra dei cedri alla ricerca del padre. Gli unici indizi che possiede sono una vecchia foto e il ricordo delle storie della buonanotte. A Beirut apprende segreti sepolti da tempo e viene travolto dalla storia politica della sua terra d’origine e dalle complesse questioni riguardanti l’identità nazionale. Samir si rende conto così che forse le fiabe paterne hanno sempre nascosto un’altra verità…

Là dove crescono i cedri

Devo ammettere che forse questa è stata anche per me la sorpresa più grande, un libro che nel mio caso è capitato proprio nel momento giusto e che ha anche lui il pregio di unire ad una bella narrazione tanti componenti storici, in modo da fornire una doppia esperienza al lettore. Su di me ha fatto breccia soprattutto per il tema della depressione, qui raccontato in maniera molto semplice e chiara, tanto da portarmi a ragionare su molti episodi della mia vita, ma anche i ragionamenti geopolitici e sociali che compaiono sono di altissimo livello e porteranno facilmente a riflessioni di altissimo livello legati al Libano ma che si possono allargare senza difficoltà al resto del mondo. In ultimo, il testo è scritto davvero bene e la lettura ne risulta molto rapida e piacevole. Se siete interessati a scoprire qualcosa in più sull’autore, vi invito a leggere o ascoltare l’intervista che ho avuto il piacere di fargli qualche tempo fa nella sede di SEM, l’editore del libro.

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