“I Turchi alla scoperta dell’America” di Jorge Amado

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“I Turchi alla scoperta dell’America” di Jorge Amado è un romanzo tanto breve quanto riuscito che vi permetterà di scoprire la migrazione araba in Brasile con allegria e spensieratezza

I Turchi alla scoperta dell’America

In verità l’America, ci suggerisce Jorge Amado in questo sorridente romanzo breve, non è stata scoperta da Cristoforo Colombo. E neppure dai vichinghi. Nella realtà, nell’esperienza quotidiana, il Nuovo Mondo è stato scoperto dai milioni di emigranti approdati in quei lidi lontani: molto spesso in cerca di felicità, per dar corpo alle loro speranze, per sfuggire a un vecchio mondo diventato troppo stretto. Così eccoli, Jamil Bichara e Raduan Murad, due turchi che non sono affatto turchi, approdare agli albori di questo secolo alla Bahia di Tutti i Santi.

Amado e gli Arabi

“I Turchi alla scoperta dell’America” è un delizioso romanzo breve che vi permetterà di scoprire più da vicino quella che fu la migrazione araba (soprattutto libanese e siriana) nel più grande stato del Sud America. Molto interessante la post-fazione, che ci permetterà di scoprire qualcosa in più riguardo all’amore di Amado per gli Arabi e per il Brasile. Infatti che il grande autore di lingua portoghese non solo non ha mai nascosto la sua curiosità ed il suo affetto per tale popolazione, ma anzi, ci ricorda che nel suo “Gabriella, garofano e cannella” il protagonista è Necib, un arabo brasiliano come Jamil Bichara e Raduan Murad, figure principali de “I Turchi alla scoperta dell’America”; inoltre anche nel suo immenso “Tocaia Grande” vi sono svariati personaggi originari di Siria e Libano. Inoltre, sempre nella postfazione, scopriremo l’origine di questo testo, davvero molto particolare ed utile per ricordarci di un dettaglio molto importante e spesso tralasciato: l’avventura di Cristoforo Colombo non è universalmente apprezzata come si crede, ad esempio, in Italia.

I Turchi alla scoperta dell'America

Jorge Amado scrisse infatti tale breve romanzo mentre era in viaggio verso l’Europa per partecipare ad un evento per l’anniversario dei 500 anni dalla “scoperta” dell’America e, proprio per il problema sopra enunciato, scelse di scrivere un testo che non celebrasse tanto dei “conquistadores”, bensì dei poveri uomini in cerca di fortuna, in questo caso Arabi.

La bisbetica domata a Bahia

Venendo al romanzo in sé, la trama è molto semplice eppure gustosa, in grado di portare gusto e sorriso spontaneo al lettore, facendogli passare qualche ora di pure leggerezza ed allegria. Una volta giunti a Bahia, le strade dei due protagonisti si divideranno, con Jamil che andrà a lavorare nei campi, mentre Raduan diverrà in breve tempo una delle personalità più interessanti della zona, riuscendo a stringere una grande amicizia con uno dei maggiori possidenti arabi locali. Quest’ultimo gli confiderà allora il suo problema: ha una figlia incredibilmente brutta ed acida ma incredibilmente ferrata negli affari alla quale serve un marito e colui che la sposerà otterrà in eredità tutte le proprietà.

I Turchi alla scoperta dell'America

A questo punto a Raduan tornerà il suo vecchio compagno di viaggio, dando vita ad una lunga serie di imprevisti fra sesso, serate brave e tanta spensieratezza brasiliana. Libro consigliatissimo anche per tempi di lettura e spesa, un piccolo gioiello che non può assolutamente mancare se anche voi avete la passione per Arabi e Brasile.

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