Azov, alla foce del fiume

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Azov è uno dei luoghi dove più spesso si sono confrontati mondo russo e turco, due fra gli imperi più grandi e longevi della Storia

Le parole di Ibn Battuta

“Ripreso dunque il cammino impiegammo mezza giornata ad attraversare un’altra zona paludosa, dopodiché in 3 giorni fummo ad Azov, sulla riva del mare.”

Nascita di Azov

L’area intorno ad Azov fu abitata fin da tempi immemori per via della sua posizione strategica, non a caso nel corso dei secoli sorsero insediamenti di Meozi, Greci e genovesi; quest’ultimi due condividettero nello specifico la città di Tana, situata oggi ad appena una 60ina di km. La storia di Azov, tuttavia, inizia solo nel 1269, anno in cui per la prima volta ne viene citata l’esistenza in alcuni documenti dell‘Orda d’oro. Pare che quest’ultima abbia goduto soprattutto dell’arrivo di Mengu Timur, khan che rispetto agli altri andò ad intaccare meno quest’area, rendendola libera di crescere e di prosperare.

Azov

Sfruttando l’incredibile posizione e le antiche tratte commerciali bizantine e genovesi, Azov divenne in brevissimo tempo uno dei centri economici di tutta la Via della seta, ponendosi come nodo strategico sia per i viaggiatori decisi a giungere in Asia centrale sia per i mercanti che qui acquistavano le proprie merci, che qui fluivano in varietà ed abbondanza. La ricchezza ed il commercio si fecero tanto grandi e forti da portar quest’ultima ad istituire una propria zecca, cosa assai rara per la zona; tuttavia tale incredibile benessere non fu sempre visto di buon occhio, tanto che vi furono diversi massacri operati dai mongoli e a partire dal 1381 il suo territorio si ridusse di tre volte. L’evento più catastrofico, però, fu l’arrivo di Tamerlano, che nella sua lotta contro l’Orda d’oro la rase quasi al suolo.

Sultani e zar

Nel 1475 tali territori passarono sotto dominio ottomano che subito costruì una grande fortezza destinata ad essere a lungo il punto più settentrionale del proprio immenso impero. Nel 1637 iniziò ad esser preda dei Cosacchi del Don, che la occuparono sterminando gran parte della popolazione ma senza riuscire a costituire un potere stabile, tanto che già nel 1642 tornerà a far parte dei domini della Sublime Porta; quello fu però solo il primo tassello di uno scontro che durerà per più di un secolo. Fra il 1695 ed il 1696 la fortezza diventerà infatti il primo obbiettivo strategico del neo zar Pietro il Grande, che con il Trattato di Costantinopoli del 1700, strappò la prima vittoria strategica agli ottomani. Questi però non si diedero per vinti e dopo appena 11 anni, con la Pace del Prut, ripresero il controllo della città. Con il Trattato di Nyssa del 1739, la Russia, pur risultando sconfitta, ebbe la possibilità di costruire il proprio porto ad Azov, a condizione che non vi fossero però fortificazioni e navi militari di alcun genere; con la fine delle guerre Russo-turche del 1774, l’insediamento passerà infine definitivamente e stabilmente nelle mani di Mosca.

Azov

Dopo il cambio di potere la città conobbe un notevole sviluppo, ma si trasformò de facto in un sobborgo di Rostov, nuova vicina città voluta fortemente dai russi e che nel giro di qualche anno divenne il vero centro della zona.

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