Speciale: 21 libri a settembre 2021

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Ogni anno per la mia festa mi regalo e mi faccio regalare libri, ecco qui la lista dei nuovi arrivi di quest’anno

“I turchi alla scoperta dell’America” di Jorge Amado (Brasile)

In verità l’America, suggerisce Jorge Amado in questo sorridente romanzo breve, non è stata scoperta da Cristoforo Colombo. E neppure dai Vichinghi. Nella realtà, nell’esperienza quotidiana, il Nuovo Mondo è stato scoperto dai milioni di emigranti approdati in quei lidi lontani: molto spesso in cerca di felicità, per dar corpo alle loro speranze, per sfuggire a un vecchio mondo diventato troppo stretto. Così eccoli, Jamil Bichara e Raduan Murad, due turchi che non sono affatto turchi, approdare agli albori di questo secolo alla Bahia di Tutti i Santi. Con affetto e con ironia, Jorge Amado racconta la loro personale invenzione e conquista dell’America: tra desiderio di guadagno e sogni d’amore, lampi di felicità ed ebbrezza sensuale, antica saggezza e nuove astuzie. Come sempre, il destino gioca con l’imprevedibile. Finché, alla fine dell’avventura, tra sfortune e fortune, i nuovi amici turchi scopriranno di essere diventati anche loro brasiliani.

Libri settembre 2021

Ho preso questo romanzo incantato dal titolo e dalla trama, davvero troppo interessanti per non tuffarcisi subito. Da tempo avevo percepito una sorta di vicinanza di Amado con il mondo arabo e nell’istante in cui l’ho individuato non ho potuto far a meno di comprarlo. Nel momento in cui sto scrivendo la lista l’ho già terminato (è circa 90 pagine) e vi posso confermare che è un testo molto utile per comprendere, molto in sintesi, la migrazione araba in Brasile, non sdegnando nel frattempo risate e situazioni decisamente “spinte”. A novembre dovrebbe esserci una settimana dedicata al mondo arabo in Sud America e questo libro ci sarà sicuro.

“Cicatrici” di Juan José Saer (Argentina)

Pubblicato per la prima volta nel 1969, “Cicatrici” è un romanzo che Saer scrisse in venti notti, ispirato da un fatto reale. Quattro parti, quattro narratori in prima persona: Ángel, giovane reporter; Sergio, avvocato divorato dal vizio del gioco; Ernesto, giudice misantropo che si ostina nell’ennesima traduzione di Oscar Wilde; Luis Fiore, operaio che commette un omicidio inspiegabile. Quattro vite, ognuna ossessionata da qualcosa, che hanno un unico punto di intersezione: il delitto commesso da Fiore. Saer scrive un romanzo a spirale, per ricreare attraverso la circolarità un’illusione di ordine che nel funzionamento del mondo non esiste, perché nel continuo conflitto tra caos e ordine “non sei tu che vinci, è il caos che accondiscende”.

Libri settembre 2021

Nel corso di questi anni mi è capitato di leggere molti personaggi arabi in romanzi di autori latinoamericani, ma nessuno di autori arabo-latinoamericani, ho deciso allora di rompere la tradizione con Saer; quest’ultimo è infatti considerato uno dei migliori scrittori argentini di sempre ed al tempo stesso uno dei più importanti locali di origine araba. Sono curioso di vedere se vi si noterà qualche tratto diverso e/o caratteristico o meno ed oltre a questo godermi dei luoghi e dei panorami che, per mancanza di tempo, spesso pongo in secondo piano, ma che sono molto importanti per avere davvero una conoscenza completa sul mondo ed i suoi collegamenti con il “Medio Oriente”.

“Manuale di zoologia fantastica” di Jorge Luis Borges (Argentina)

Con la consueta, grandiosa leggerezza, l’autore argentino ci guida, sbalorditi, in una visionaria ricognizione: i mostri che, in ordita successione, popolano queste pagine, fanno parte del patrimonio di conoscenza delle civiltà occidentali ed orientali, e si incontrano tanto nei classici quanto nella tradizione orale. Si apprenderà, ad esempio dell'”agnello vegetale della Tartaria, detto anche barametz, del simurg, l’uccello immortale che nidifica tra i rami dell’Albero della Scienza. Si parlerà del cane Cerbero, del mirmicoleone, ma anche della Scimmia dell’inchiostro o del centoteste e così via. Il lettore potrà indagare da solo riguardo alla veridicità di queste creature, e il senso profondo delle metafore.

Libri settembre 2021

Terminiamo con Borges gli autori sudamericani presenti in questa lista, con un libro che so potrà trasformarsi in una meravigliosa fonte di spunti per il futuro. La prima volta che venni a contatto con questo testo fu nella mia ricerca sull’Agnello vegetale della Tartaria ed è da allora che ho iniziato ad approfondire la figura di Borges e desiderar mettere le mani su quest’opera, sono convinto che l’attesa sarà ripagata.

“Ex Ponto” di Ivo Andrić (Jugoslavia)

Il titolo fa riferimento all’omonima composizione di Ovidio, che racconta il suo esilio nel Mar Nero. Il senso di disperazione che pervade l’intera raccolta si coglie pienamente in una delle pagine finali: “dovunque io guardi vedo poesia, qualsiasi cosa io tocchi sento dolore”. La natura umana appare segnata dalla malinconia, dall’introspezione e dall’isolamento dell’individuo, ovvero da tutti quegli stati che l’autore aveva già sperimentato nel periodo del suo imprigionamento, e che lo portano ad estendere il concetto di prigione ad uno stato simbolico e psicologico, oltre che fisico. Tuttavia, non si può delineare uno sviluppo schematico e lineare degli stati d’animo: momenti di disperazione e angoscia sono infatti alternati da attimi luminosi e di pace. Se l’opera inizia con un ammonimento a Dio, accusato di donare all’uomo una vita piena di sofferenze che lo porta ad odiare la propria esistenza, chiaro riferimento alla filosofia di Kierkegaard che l’autore stesso lesse e tradusse, con il procedere del testo l’ispirazione cambia, e si intravede la capacità dell’io non solo di resistere all’isolamento e alla solitudine, ma anche di crescere e prendere forza da esse. La stessa natura, inizialmente ritenuta parte del mondo ostile che circonda l’essere umano, diventa fonte di conforto. Nella parte finale avviene inoltre uno spostamento dal punto di vista individuale a quello collettivo: la vita umana è ritenuta parte dell’esistenza universale e al protagonista che soffre per la propria anima, subentra la dimensione della totalità degli esseri, con i loro bisogni concreti e e comuni.

Libri settembre 2021

Mi sono incantato a leggere “Il ponte sulla Drina” e per questo motivo ho voluto a tutti i costi procurarmi alcune opere di Andrić, fra cui Ex Ponto, sua primo grande lavoro e considerato da molti fra i suoi più belli.

“Racconti di Bosnia” di Ivo Andrić (Jugoslavia)

Bosnia: una regione che evoca subito alla mente un’immane tragedia, una somma di sofferenze e violenze che ha scosso la coscienza di tutti i popoli. Ma anche una tragedia annunciata che va compresa nelle sue radici più profonde, nella sua storia tormentata. Con questi suoi racconti Ivo Andrić, attraverso un paziente studio psicologico, ci offre un quadro della vecchia Bosnia, con tutti i suoi contrasti e tutti i suoi incroci di razze e religioni diverse, che ci aiutano a capire anche gli avvenimenti attuali. Lo fa con una ricerca pacata ma non priva di pathos, tesa a comprendere nel profondo l’umanità dolente e pure spesso violenta di questi suoi conterranei, dando al lettore nuove chiavi per leggere più correttamente e meno in superficie le pagine dolorose della vicenda bosniaca.

Libri settembre 2021

Il discorso è pressappoco quello fatto prima; rispetto a capolavori come “La cronaca di Travnik” ho preferito questo perché sono un grande amante di storie e leggende e volevo approfondire anche quelle del panorama bosniaco.

“La maledizione del dio del fiume” di Moussa Konaté (Mali)

In Mali, nel villaggio di Kokri lungo le rive del fiume Niger, vivono i pescatori di etnia boxo, profondi conoscitori del mondo acquatico e dei suoi misteri. Un giorno, durante la stagione secca, una tempesta sconvolge la loro vita lasciandosi dietro, al mattino, i corpi senza vita del capovillaggio e della sua sposa. Il commissario Habib e il suo fedele ispettore Sosso vengono incaricati di scoprire la causa di quelle morti inquietanti. Per i boxo, legati alle antichissime tradizioni della loro terra, la spiegazione è priva di misteri: Maa il Lamantino, il dio delle acque, si è vendicato. Figlio del continente nero, formatosi alla scuola dei bianchi, il commissario Habib dovrà condurre l’inchiesta destreggiandosi fra antiche credenze e incalzanti sospetti, l’Islam e l’animismo, la necessità di ascoltare gli anziani del villaggio e il bisogno di trovare le prove per giungere alla soluzione del caso. L’indagine però non sarà soltanto la ricerca della verità, ma una vera e propria avventura, affascinante e coinvolgente, scandita dal ritmo epico di concezioni ancestrali.

Libri settembre 2021

Il Mali è probabilmente il paese più affascinante dell’Africa Subsahariana, questo giallo mi sembrava il modo migliore per immergersi anche nella sua terra e nelle sue storie, tanto diverse quanto le popolazioni che lo compongono.

“L’astrolabio del mare” di Shams Nadir (Tunisia)

Shams Nadir (Sole degli antipodi) è lo pseudonimo dello scrittore Mohamed Aziza, nato a a Tunisi da padre originario dell’Andalusia e madre di origine ottomana, docente universitario, rettore-cancelliere dell’Università Euro-Araba Itinerante e direttore degli Studi interculturali all’UNESCO, ha scelto per pubblicare la sua opera letteraria. Sotto il suo vero nome ha dato alle stampe numerosi lavori accademici sulle culture arabe, africane e mediterranee e dei suoi processi interculturali. La sua creazione letteraria consiste in diverse raccolte di poesie e di racconti. La sua opera più importante è la trilogia Les Etats de la Mer di cui il presente volume è la parte prima, considerata unanimemente dai grandi rappresentanti della letteratura mondiale una delle maggiori delle narrativa araba contemporanea.

Libri settembre 2021

Ho amato Shams Nadir con i suoi “Portici del Mare” e da quel momento non ho potuto che ambire di rileggere altre sue opere, questa era una di quelle che mi incuriosivano di più. La prefazione di Jorge Amado e l’introduzione di Leopold Sedar Senghor paiono confermare le mie aspettative già dalla copertina.

“La patria delle visioni celesti” di Ibrahim al Koni (Libia)

Al centro della narrativa di al-Koni c’è il deserto, il Sahara, un universo favoloso, d’inattesa varietà, pieno di storie, di personaggi, di leggende, di pericoli e di visioni. Nessuno scrittore al mondo aveva mai raccontato il deserto con altrettanta passione e meraviglia. Non solo le storie dello scrittore libico sono avvincenti, ma ci rivelano un mondo di cui è difficile immaginare l’esistenza, il mondo del deserto dove avvengono le cose più sorprendenti: fughe, conversioni, allucinazioni, amori, pericoli, gioie inaudite, esperienze mistiche. La sua narrativa è colta, ricca di riferimenti alla Bibbia, al Corano, alle leggende dei Tuareg, ma anche alla letteratura occidentale contemporanea, perché al-Koni, cresciuto tra i Tuareg nelle sabbie del Sahara, ha vissuto e studiato successivamente a Mosca e in vari paesi occidentali. In alcuni racconti c’è la storia della resistenza delle popolazioni del deserto al colonialismo italiano, una storia spesso nascosta da noi e che qui viene raccontata con coraggio e sincerità. Ma il tema più forte di questo libro è l’esperienza mistica, intesa nel senso più ampio, che la vita nel deserto evoca e stimola.

Libri settembre 2021

Sono da sempre affascinato dai tuareg e dal deserto, ho approfittato del fatto che sto scrivendo un testo ambientato in territori simili per tuffarmi in questo testo ed iniziare a conoscere davvero la loro cultura.

“Vertigo” di Ahmed Mourad (Egitto)

Al bar Vertigo, locale notturno alla moda, ritrovo per la gente che conta del Cairo, Ahmed Kamàl assiste per caso all’omicidio di due noti uomini d’affari. Fotografo di professione, imprime le immagini della strage sulla pellicola, ed è pronto a farle pubblicare, ma si rivolge al giornale sbagliato: i media del paese sembrano puntare a molta apparenza e poca verità. Intrappolato in una rete di giochi di potere, Ahmed per un po’ trova riparo in un locale notturno, popolato da ballerine del ventre e attricette in cerca di gloria, accanto a uomini d’affari e politici: gente influente, persone che al mattino sulle pagine dei giornali sono nemiche, e di notte diventano alleate nel gioco delle parti, tutte riunite nello stesso locale in cerca di donne e alcol, a ostentare la propria ricchezza. Testimone scomodo, Ahmed tuttavia non intende tacere… Accolto in Egitto con grande entusiasmo all’arrivo della primavera araba, Vertigo denuncia il malcostume del paese, senza mai rinunciare all’ironia. Con il suo ritratto schietto di una polizia di stato losca e vendicativa e di una classe politica corrotta, Mourad racconta la difficoltà di trovare un vero modello per le nuove generazioni, il disordine che pervade la nazione, lo stato di vertigine perpetua in cui si confondono ruoli e concetti, dove chi difende i valori morali può subito dopo essere sopraffatto dal proprio interesse personale. Ma tutto questo non gli impedisce di affidare alle sue pagine un messaggio di speranza per i giovani…

Libri settembre 2021

Chi mi segue sa quanto mi sia piaciuto “Omicidio al Cairo”, questo libro mi da l’idea di esserne un degno parente in forma scritta; a mio parere, le atmosfere della capitale egiziana si sposano meravigliosamente con il noir.

“Le rocce di Poudre d’Or” di Nathacha Appanah (Mauritius)

Tutto ha inizio nel 1892, nell’India colonia britannica: con la prospettiva di un lavoro e di condizioni di vita migliori, centinaia di indiani sono reclutati dagli inglesi con l’inganno e spinti a raggiungere l’isola Mauritius, al di là dell’oceano. Storie di fuga molto diverse tra loro si intrecciano: quella dell’ingenuo giocatore di carte Badri, illuso di trovare scintillanti monete d’oro sotto le rocce; quella del giovane Vythee, alla ricerca del fratello partito anni prima; quella del contadino Chotty, sfruttato dal proprietario terriero del suo villaggio, di cui è debitore; quella della vedova di sangue reale Ganga che fugge il rogo. Dopo settimane in mare, ammassati nella stiva dell’Atlas, costretti a fronteggiare la fame, le malattie e la morte, approderanno nella tanto agognata isola Mauritius. Ma al loro arrivo, non troveranno né la terra verde e fertile né i facili guadagni che erano stati loro promessi, bensì un duro lavoro nelle piantagioni di canna da zucchero, agli ordini degli avidi proprietari terrieri francesi e dei loro spietati aguzzini. Questo è il drammatico esito della traversata sul “kala pani”, “l’acqua nera”: divenire la nuova razza di schiavi, quella che dopo l’abolizione ufficiale della schiavitù ha sostituito i neri. Nel villaggio di Poudre d’Or, sotto le cui rocce dure e sterili certo non giace l’oro, le vite degli indiani restano intrappolate fra il blu del cielo e il verde della canna da zucchero.

Libri settembre 2021

In questo caso è facile: non so nulla delle Mauritius e questo mi sembrava il libro più adatto per iniziare a risolvere la mia ignoranza.

“Un matrimonio benedetto” di Ngugi Wa Thiong’o (Kenya)

Kenya, Seconda Guerra Mondiale: Wariuki è un giovane con pochi soldi e un sacco di fascino, che gira per il suo villaggio con una bici mezza scassata e coloratissima, si esibisce in danze scatenate e in irriverenti imitazioni dei “padroni bianchi” e dei neri che accettano di diventarne servi. E così facendo “conquista il cuore di Miriamu”, ragazza di buona famiglia dell’alta borghesia kenyota, figlia minuta e obbediente di Douglas Jones, ricco imprenditore che naturalmente per la figlia desidera “il meglio”. Convoca così l’aspirante genero e gli fa presente che anche se “la famiglia non si opporrà al matrimonio, esso dovrà svolgersi sotto la Croce, un matrimonio in chiesa”. I due innamorati (lui “pagano”, lei con un cristianesimo fatto di misericordia e canzoni), scappano e si amano, ma dal giorno di quel “processo” Wariuki vivrà con un tarlo dentro che alla lunga li porterà alla fine: non è felice, e per lavare l’onta di quel giorno fa di tutto: mette su un’impresa che commercia legname, inglesizza il suo nome, studia all’occidentale e diviene ricco e cristiano. Per tornare infine dai suoceri e lavare l’onta, con un matrimonio riparatore e benedetto finalmente dalla Croce.

Libri settembre 2021

Sono amante di Ngugi Wa Thiong’o sin dai tempi del liceo, tanto da aver utilizzato il suo “La decolonizzazione delle menti” come testo centrale nella mia tesina, tanto da nominarla proprio come il suo saggio; sono sicuro che in questo romanzo riuscirà a raccontarci una storia divertente, interessante e ricca di spunti.

“Il libro del sé divino” di Ibn ‘Arabi

Il Libro del Sé (divino), è il secondo trattato del grande sûfî andaluso Muhyî ‘l-Dîn ibn ‘Arabî (m. 1240) che vede la luce nella collana I Gioielli. Per quanto breve, l’opera è di notevole interesse poiché evoca il tema metafisico per eccellenza: l’unicità, l’esclusività, l’assolutezza e l’onnipervasione del Sé divino, radice ultima e profonda di ogni esistente. La traduzione dall’arabo è preceduta da un’ampia introduzione della curatrice che, attraverso la Scienza delle Lettere, ci fa accostare alla Scienza alchemica, a quella dei Nomi e a quella dei numeri, nonché da una saggio di Paolo Urizzi in cui la dottrina di Ibn ‘Arabî sul Sé divino viene messa a confronto con gli unanimi insegnamenti dell’advaita Shankariano.

Libri settembre 2021

Di Ibn ‘Arabi spero di riuscire a recuperare ogni libro, questo però mi ispirava particolarmente sia per il confronto con il grande induista, sia per per poter avere un’introduzione riguardo la Scienza dei Nomi e quella dei Numeri.

“Le sante Sufi” di Ibn Gawz

La storia del sufismo si basa esclusivamente sui manuali scritti dai maestri, eppure la dimensione sufi ha aperto alle donne la parità con gli uomini elevandole al rango di amici di Dio, “wali”, riconoscendo la loro santità. Non è scritto infatti che solo gli uomini possano avvicinarsi a Dio, coloro che sono sulla strada di Dio sono “nafs”, anime, quindi individui che anelano all’unione con Lui. Il libro sulle donne sufi di Ibn al-Gawzi qui proposto delinea le figure delle sante di Basra. Dai loro profili emerge un percorso ascetico molto semplificato rispetto alla via tracciata dai più celebri saggi ed il tentativo di instaurare un rapporto con Dio molto diretto che si nutre dei concetti dell’amore, dell’ascesi e dell’unione.

Libri settembre 2021

Sto iniziando adesso a conoscere il mondo sufi, ma devo dire che, ahimè, salvo la celebre Rabi’a conosco davvero poche donne sufi, questa può essere una lettura adatta a calmirare la mia ignoranza.

“Perché hai lasciato il cavallo alla sua solitudine?” di Mahmoud Darwish (Palestina)

Senza descrizione di alcun genere.

Libri settembre 2021

Uno dei libri di poesie più conosciuti in assoluto di Mahmoud Darwish, talmente raro che non ho potuto in alcun modo farmelo sfuggire appena l’ho visto disponibile online.

“Il matto di piazza della Libertà” di Hassan Blasim (Iraq)

Immaginate un uomo rapito e costretto a dichiarare in video di aver commesso atroci crimini in nome della religione. Oppure un viaggio di clandestini diretti in Europa che si trasforma in una carneficina. Immaginate un soldato che, rimasto chiuso in una stanza per diversi giorni con la sua amata, per sopravvivere si nutre del suo corpo e del suo sangue. Cadaveri che parlano, lupi mannari, teste mozzate, corpi dilaniati o scuoiati, padri che avvelenano le figlie, figli che portano in valigia lo scheletro della madre, morti che scrivono romanzi, suicidi, esplosioni di autobombe, neonazisti che in Europa picchiano a sangue gli immigrati. E poi matti, matti dappertutto, e un confine labile tra il reale e l’irreale. Provate a immaginare tutto questo e altro ancora. Immagini raccapriccianti e scene da brivido, come nella migliore letteratura gotica. Ma questa non è semplicemente letteratura gotica. Questo è l’Iraq. O l’Europa dei rifugiati iracheni. Talvolta, sembra dirci Hassan Blasim in questo suo libro d’esordio, la realtà supera la finzione in orrore e crudeltà.

Libri settembre 2021

Appena ho letto la descrizione sono rimasto folgorato da questi nuovi e macabri stimoli, non potevo non toccare con mano qualcosa di tanto unico e particolare.

“Nur Baba” di Yakup Kadri Karaosmanoğlu (Turchia)

Quando apparve in Turchia nel 1923, questo romanzo ebbe immediata fortuna e suscitò aspre polemiche. Era forse un tentativo mascherato di svelare il “sacro segreto” dell’ordine bektashi e delle sue dottrine iniziatiche? Voleva mostrare la decadenza di tale antica confraternita, ridotta a una cerchia orgiastica? In realtà si trattava della storia di un amore esaltato e funesto, dove dietro l’eroina si profilava un grande personaggio occidentale: Madame Bovary. Ricca, bella, oziosa nella sua villa sul Bosforo, la giovane Nighjar segue il richiamo di una voce che ha udito risuonare una sera nella baia: la voce di Nur Baba, “Maestro di Luce”. Quella attrazione indefinita la spingerà ad abbandonare tutto, fino a lanciarsi in un fuoco insieme erotico e mistico.

Libri settembre 2021

Voglio essere onesto: ho molte conoscenze albanesi che non mi parlano molto bene dei bektashi e vorrei quindi iniziare a comprenderne meglio la figura. Naturalmente, so che in questo libro dovrebbero fare una “brutta figura”, ma mi serve comunque come punto di partenza prima di inoltrarmi, in futuro, su qualcosa di più saggistico e neutro a riguardo.

“«Tracce turche» in Europa medioevale” di Giuseppe Cossuto (Italia)

In questa monografia si illustrano in maniera divulgativa ma scientifica le vicende salienti dei popoli delle steppe in Europa, partendo dall’arrivo degli unni fino alla conquista dell’Anatolia da parte dei selgiuchidi, cercando di armonizzare le diverse tradizioni storiografiche sulla base delle fonti scritte classiche e medievali, delle testimonianze archeologiche e delle tradizioni folkloriche, in un’ottica non euro-centrica ma che tiene conto della diversa natura sociale e culturale dei nomadi guerrieri delle steppe rispetto alle civiltà romana, germanica e slava.

Libri settembre 2021

So da tempo che i popoli turchi hanno lasciato in Europa una traccia ben più profonda di quel che si ami raccontare e credo che in questo testo potrò finalmente far risolvere le mie domande ed i miei dubbi.

“La città ai confini del cielo” di Elif Shafak (Turchia)

Nella Istanbul del XVI secolo, in un caleidoscopio di personaggi storici e immaginari, Jahan è un mahout bugiardo e opportunista, un ragazzino scaltro di origini oscure. Arrivato via nave nella città delle sette colline per accompagnare Chota, l’elefante bianco che lo Scià dell’Hindustan ha mandato in dono al Sultano Suleiman, la sua vita dovrebbe restare confinata nel serraglio, fra tigri, leoni, gazzelle e giraffe. Jahan dovrebbe rimanere per sempre relegato al rango di servitore privilegiato, dedito alle cure di Chota, il pachiderma che adorna con la sua stravaganza lo zoo privato del palazzo reale. E invece il caso lo conduce ad attirare l’attenzione di Sinan, il Capo architetto reale, che ne fa uno dei suoi apprendisti. Sinan è un uomo saggio, pacato, sensibile; Jahan non potrebbe trovare maestro più attento e appassionato, e sotto la sua guida si guadagna un lavoro di prestigio, abbandona l’abitudine al furto, cresce. La sua è la storia di un successo edificato con pazienza e devozione, proprio come le moschee e i ponti del maestro Sinan. Ma la vita non accetta di essere disegnata e progettata: prende il suo corso, semplicemente. E per Jahan ruoterà attorno a due centri, due amori: quello impossibile per la principessa Mihrimah, la figlia del Sultano. E quello saldo e semplice di Chota, che sarà sempre lì ad aspettarlo e a consolarlo nei momenti più bui.

Libri settembre 2021

Quando Angela Gurgo Di Castelmenardo me ne descritto la trama durante la diretta sono rimasto davvero senza fiato: io che ho tanto amato la vita di Sinan e che ho trovato la pace più assoluta nella moschea di Solimano, dovevo leggerlo assolutamente.

“Il canto dei mille tori” di Yashar Kemal (Turchia)

Gli Yoruk, le genti nomadi dell’Ararat, sono come l’erba che cresce aggrappata alla pietra. Un tempo le loro tende scendevano dalle montagne come stormi di aquile, ora sono rimasti in pochi in quella che era la loro terra. La loro è un’epopea di sopravvivenza in equilibrio tra tradizione e realtà, tra il cielo e la terra, un’epopea popolata di personaggi come mastro Haydar dalla lunga barba color del cuoio, don Chisciotte dalle mani callose sempre avvolto dalle faville della sua fucina, il piccolo Kerem, che fugge per ritrovare il suo falchetto, la bella e caparbia Ceren con il suo amore sconfinato per Halil e Suleyman Kahya, mesto capotribù, triste ombra della gloria di un tempo.

Libri settembre 2021

Ho amato gli Yoruk raccontati da Irfan Orga ed amo lo stile unico ed inconfondibile di Yashar Kemal, vedere i due elementi insieme è qualcosa di davvero elettrizzante ed un incredibile stimolo alla fantasia.

“Paura e tremore” di Gholamhoseyn Saedi (Iran)

I sei racconti di “Paura e tremore”, pubblicati da Gholamhoseyn Saedi nel1968, nascono dalla sua esperienza di medico nel Golfo Persico, dove la povertà e le difficilissime condizioni di vita creavano una costante atmosfera di timore e insicurezza. Due anni prima Saedi aveva pubblicato “Ahl-e hava” (“La gente del vento”), un saggio antropologico sulle popolazioni della stessa area che ha poi costituito la base per le storie di “Paura e tremore”. I racconti di “Paura e tremore” trasfigurano in forma narrativa lo strano mondo che Saedi aveva scoperto durante i suoi viaggi e le sue ricerche scientifiche. Nel mondo magico dei suoi racconti il moto ondoso del mare e il gioco di luci e ombre nell’oscurità della sera contribuiscono ad annullare i confini tra reale e fantastico. I personaggi sono tutti ugualmente dominati da un sentimento metafisico di paura e insicurezza che si fa vera e propria ‘crisi della presenza’,controllabile, ma non sempre, attraverso il ricorso a pratiche magiche. Il ritmo serrato e il finale aperto dei racconti consente, poi, al lettore di estendere la trama nella propria immaginazione e così diventare a sua volta vittima di paura e tremore.

Libri settembre 2021

Da tempo cercavo un libro in grado di farmi navigare fra delle paludi strane e misteriose, ci avevo provato con “L’isola dei fucili” di Amitav Ghosh, ma credo che quest’esperimento porterà fuori frutti diversi ma, spero, ancor più interessanti.

“Tuba e il senso della notte” di Shahrnush Parsipur (Iran)

Sul finire dell’Ottocento in Persia viene al mondo una bambina dai capelli biondi. Il suo nome è Tuba ed è figlia di un uomo erudito. Il padre, in seguito a una profonda crisi spirituale, mette in discussione tutti i valori sui quali ha costruito la sua esistenza. Comprende che la salvezza dell’identità del suo paese è nelle mani delle donne, che devono però essere affrancate dalla loro ignoranza, dal loro isolamento. Comincia dalla piccola Tuba, alla quale insegna a leggere e a scrivere, che avvicina alla conoscenza del Corano e ai misteri del sufismo. Ma un giorno il padre, ormai anziano, muore. Tuba ha dodici anni e una missione da compiere: cercare Dio e la verità.

Libri settembre 2021

Più o meno lo stesso discorso fatto per “Sante sufi” ma a ciò ci aggiungo la mia curiosità verso la cultura e gli autori persiani dal ‘900 in poi, sicuramente da me meno dominati rispetto a quelli arabi e turchi.

“Il grande gioco” di Peter Hopkirk (Uk)

“Grande affresco storico sul Grande Gioco, come lo chiamò Kipling, che impegnò inglesi e russi, per buona parte dell’Ottocento, in Afghanistan, in Iran e nelle steppe dell’Asia centrale. Mentre il grande impero moscovita scivolava verso i mari caldi inghiottendo ogni giorno, mediamente, 150 chilometri quadrati, la Gran Bretagna cercava di estendere verso nord i suoi possedimenti indiani. Vecchia storia? Acqua passata? Chi darà un’occhiata alla carta geografica constaterà che i grandi attori hanno cambiato volto e nome, ma i territori contesi o discussi sono sempre gli stessi. In queste affascinanti “mille e una notte” della diplomazia imperialista il lettore troverà l’antefatto di molti avvenimenti degli scorsi anni in Afghanistan e in Iran.” (Sergio Romano)

Libri settembre 2021

Volevo prendere solo un libro sull’Asia centrale ma che fosse un titolo davvero bello, ho puntato su un noto capolavoro.

“Indonesia ecc. Viaggio nella nazione improbabile” di Elizabeth Pisani (Uk)

“Indonesia ecc.” è il racconto di un’avventura lunga 20.000 km attraverso terra, mare e cielo indonesiani. L’autrice ha viaggiato sola, con ogni mezzo, usando empatia e capacità di osservazione per offrirci un racconto divertente senza essere banale, informativo e mai noioso. Immancabile lettura per chiunque si avvicini all’Indonesia, il libro di Elizabeth Pisani sa divertire e far innamorare di questa “improbabile nazione” anche i non viaggiatori e tutti coloro che sono curiosi del mondo e di luoghi ricchi di vita e umanità: dalle isole remote e rurali agli angoli più cosmopoliti e contemporanei dell’arcipelago.

Libri settembre 2021

Mi vergogno a dirlo ma: non so nulla dell’Indonesia e spero che questo libro si riveli una sorte di “Sovietistan in versione indonesiana”, permettendomi di avere almeno un’infarinatura riguardo questo meraviglioso paese.

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