“Metro per Aleppo” di Maha Hassan

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“Metro per Aleppo” di Maha Hassan è un romanzo molto particolare che vi racconterà tanto la condizione psicologica degli esuli siriani, quanto una storia fatta di “onore” ed “amore materno”

Metro per Aleppo

Sara, giovane architetta di Aleppo, ha lasciato da due anni la sua città e si è trasferita a Parigi. A Parigi la richiama sua zia Amina che trent’anni prima ha abbondonato la famiglia per emigrare in Francia e dedicarsi alla carriera di attrice. Aleppo nel frattempo è caduta nella barbarie della guerra e della distruzione. Sara persa e spaesata a Parigi decide di rifugiarsi nella scrittura di un “diario di guerra” per sentirsi vicina alla sua città. Guardando dai finestrini del metro ella confonde le strade e i quartieri di Parigi con quelli di Aleppo, come nella sequenza di un film drammatico, vede le case di Aleppo distrutti, la gente che muore, i profughi che cadono nelle mani di spietati trafficanti di esseri umani. Commuove nel racconto la storia di Hudhud, la madre di Sara, che rimarrà sola sotto i bombardamenti perché nessuno riuscirà a convincerla a lasciare la Siria in fiamme. In fine il romanzo avrà un risvolto inaspettato per dei nastri registrati che la zia Amina lascerà alla protagonista.

Un romanzo, 2 storie

“Metro per Aleppo” è un romanzo molto particolare che riesce a raccontare tanto lo struggimento per la patria in sofferenza, quanto una storia fatta di onore e di abbandoni, grazie alla quale scopriremo la storia della madre e della zia di Sara, due donne più decisive che mai nella sua storia. La commistione di queste due storie è il fulcro del libro ed elemento fondamentale per trasformarlo, fornendogli due anime che raccontano i diversi volti delle donne siriane.

Metro per Aleppo

I nastri stravolgeranno davvero ogni rapporto ed ogni dinamica familiare, ponendo il lettore di fronte al significato di “famiglia” ed ai tanti modi di intendere “l’amore materno”, frutto delle personalità tanto diverse delle tre protagoniste. Ciò si noterà ancor di più nel momento in cui tutte e tre racconteranno, de facto, cosa significa per loro “amore”, mostrandoci 3 storie diverse ma con alcune similitudini tanto sottili quanto pesanti.

La normalità della guerra

A mio gusto, però, la parte più originale ed interessante è quella relativa a come viene vissuta la guerra dai siriani, sia in esilio che non, fornendo scorci terrificanti e talvolta inaspettati. Non potrò mai dimenticare una scena in cui Sara chiama un’amica in Siria e quest’ultima le racconta di come il figlio, nato e cresciuto sotto il conflitto, ormai riesca ad addormentarsi solo sentendo il rumore delle bombe e degli elicotteri. Le cicatrici lasciate da questo conflitto infinito ed infinitamente violento sono un qualche cosa che non siamo abituati a considerare, che facciamo finta di dimenticare per non sentirci in qualche modo connessi a quella tragedia, ma le cicatrici rimangono, che le si guardi o meno.

Siria

Il viscerale rapporto che lega i siriani alla propria terra, però, rende tutto questo ancor più drammatico, in quanto sono molti coloro che sarebbero disposti a dar la vita solo per rimanervi incollati ed anche coloro che se ne vanno lo fanno con un peso nel cuore che raramente può esser anche solo scalfito. L’esempio perfetto di ciò è proprio quello della protagonista che, nonostante si trovi a Parigi, in una bella casa e senza alcun problema economico, non riesce a in alcun modo a staccar la testa dalla sua casa, nonostante e soprattutto per le bombe, che in ogni momento potrebbero renderla orfana o senza radici.

Storie di donne e di Siria

Il romanzo può davvero essere molto prezioso per coloro che intendono interfacciarsi con i disastri psicologici ed umani causati dalla guerra in Siria, concentrandosi in particolare sulle donne ed il loro rapporto con “amore” e “famiglia”. Tali aspetti vengono narrati approfonditamente attraverso le storie delle tre protagoniste, che permetteranno al lettore di immergersi in una storia ricca di colpi di scena e di pesantissimi “non detto”.

Aleppo

Proprio tale aspetto lo slega un po’ da testi focalizzati solo sui sentimenti degli esuli siriani, trasformandolo in qualcosa di nuovo e che riesce ad includere entrambe le parti trovando comunque un suo bilanciamento. Per mio gusto avrei preferito un’unica storia sulla quale concentrarmi, ma questo proprio per la bellezza e l’intensità con la quale è scritta ognuna delle due. Se siete curiosi di sperimentare qualcosa di nuovo e che non sia “solo” un “romanzo sugli esuli siriani”, allora “Metro per Aleppo” di Maha Hassan potrebbe essere il libro adatto a voi.

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