Minya, il cuore del cotone egizio

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Di antichissima origine agricola, la città di Minya è senza alcun ombra di dubbio quella che, nel corso dei secoli, si è maggiormente contraddistinta come signora del cotone egizio

Le parole di Ibn Battuta

“Città di gran lunga superiore alle altre dell’Alto Egitto, che si estende su una vasta area in riva al Nilo ed ospita madrase, mausolei, zawiya e moschee.”

Dall’Antico Egitto a Bisanzio

La città venne fondata addirittura nel Periodo pre-dinastico, tanto che sarà solo con il primo faraone Narmer che questo luogo entrerà effettivamente nel Regno d’Egitto, venendo poi rinominata Men’at Khufu, in onore di Khufu, da noi noto come Cheope, il costruttore della grande piramide. Con il crollo dell’Antico regno, la città ed i suoi dintorni accrebbero costantemente d’importanza, al punto dal diventare l’ago della bilancia quando, durante lo scontro fra Tebe ed Eracleopoli nel Primo periodo intermedio, questi presero le parti dei primi, permettendo a Mentuhotep di aggiudicarsi la vittoria, spostando così la capitale nella sua città. Tale alleanza fece le fortune di Men’at Khufu, non consentendole mai di ambire al grado di fascia assoluta, ma permettendole però di ergersi come la “non capitale” più ricca. Un esempio di tale agio è senza dubbio la necropoli di Beni Hassan che, per quanto non sia paragonabile alle sfarzose tombe dei faraoni, rappresenta comunque una grande opera di ingegneria, sicuramente non alla portata di tutti. Durante il Secondo periodo intermedio, Minya non solo cadde sotto i colpi degli Hyksos, ma ne divenne addirittura uno dei principali centri tanto che, secondo molti storici, gran parte delle battaglie si combatterono proprio qui. Da tale periodo non si riprenderà mai più, diventando sempre soprattutto un centro legato alla produzione agricola.

Minya

In periodo greco e romano quest’area venne densamente ripopolata da greci e nei suoi pressi l’imperatore Adriano fondò Antinopoli, in memoria di Antinoo, suo giovane eromenos che qui perse la vita. Durante il periodo bizantino, ad una ventina di km venne fatto costruire un monastero greco-ortodosso direttamente da l’Imperatrice Elena, la madre di Costantino il Grande, in quanto si riteneva che proprio qui fosse passata la famiglia di Gesù durante la Fuga in Egitto; ciò attirò fin da subito moltissimi fedeli, al punto che ancora oggi è una delle città con la presenza di copti più alta in assoluto.

Minya, dagli Arabi ai giorni nostri

Con l’arrivo degli Arabi la città visse una completa e totale rinascita al punto che quando Ibn Battuta giunse qui, non poté che rimanere affascinato dalla meraviglia che si ritrovò davanti. Sarà tuttavia con l’avvento di Muhammad Ali e di suoi figlio figlio Ismail che Minya divenne davvero un centro economico di livello internazionale, ciò grazie ad una sua preziosa produzione: il cotone. La preziosa fibra vedeva proprio qui il suo principale centro, facendo sì che sempre più nobili e potenti locali decisero di trasferirsi qui, facendo costruire sfarzose ville in stile classico e rococò che ancora colpiscono i viaggiatori.

cotone

Proprio in virtù del suo sistema economico, fortemente legato ai possidenti terrieri, la città subì un lieve declino economico a seguito della Rivoluzione del 1952, rimanendo tuttavia fra le città più importanti del paese.

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