Il mondo arabo, indiano, indonesiano ed islamico in Suriname

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Il Suriname è una nazione sorprendente per innumerevoli aspetti ed uno di questi è l’immigrazione, decisamente più legata ad India ed Indonesia piuttosto che al Medio Oriente. Proprio per questo, Induismo ed Islam occupano un posto di riguardo nella sua storia

Piccolissima premessa

Ho utilizzato la dicitura “Il mondo arabo, indiano, indonesiano ed islamico in Suriname” piuttosto che il solo “islamico” proprio per sottolineare la natura scissa delle varie realtà, che verranno però trattate tutte in quest’articolo. Ci tengo a specificarlo perché spesso si associano in automatico, ma, per tutto ciò che riguarda il Sud ed il Centro America, sarebbe un grave errore; infatti i moltissimi Arabi che qui giunsero era perlopiù maroniti, ortodossi, drusi e solo una piccola parte di loro era musulmana (e fra di loro vi erano sia sunniti che sciiti).

Suriname

Al contrario, la presenza storica dell’Islam in queste terre e perlopiù ricollegabile a lavoratori indiani ed indonesiani (come nel caso del Suriname) o addirittura a schiavi africani acquistati dai portoghesi per le loro piantagioni. Come sempre, proverò a seguire una narrazione perlopiù cronologica unendo le due storie ma ripeto: sono due storie diverse che qui vengono unite.

L’arrivo degli indiani

Contrariamente rispetto a gran parte dei paesi del Sud America, il Suriname non venne colonizzato da spagnoli o portoghesi, bensì dagli olandesi, adottando caratteristiche uniche rispetto al resto del continente, fra cui una migrazione decisamente più variegata. Una volta messo fine al commercio degli schiavi nel 1873, infatti, l’Olanda aveva impellente necessità di rimpiazzare gli antichi servi con manodopera nuova e dal bassissimo costo; per questo si rivolse al Regno Unito. Londra aveva infatti da tempo iniziato ad inviare manodopera indiana in diverse parti dell’Impero in cui essa mancava come, ad esempio, Sud Africa, Caraibi ed isole Mauritius, e ciò spinse i reali di Amsterdam ad un vero e proprio accordo migratorio.

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Inizialmente le condizioni degli indiani furono ancora peggiori di quelle riservate agli schiavi ma, grazie ad alcuni interventi mirati la mortalità crollo e ciò permise alla comunità di porre radici solide sul territorio. Ad oggi circa il 27% della popolazione è di origine indiana, con il 78% che pratica l’Induismo, il 13% l’Islam, il 7% il cristianesimo ed i restanti il Giainismo.

L’arrivo dei Giavanesi

A partire dal 1890, gli olandesi iniziarono a sfruttare non solo la manodopera “straniera” proveniente dall’India, ma anche quella “casalinga” proveniente dalla loro colonia più grande: l’attuale Indonesia. A partire dal 1512, infatti, l’immenso arcipelago era stato prenda del giogo europeo e, di conseguenza, i Paesi Bassi sfruttarono la cosa per assicurarsi altra manodopera ad un costo ancor più esiguo. La maggior parte di loro proveniva da Giava e venne assoldata con il preciso compito di lavorare nelle piantagioni, tanto che l’unico caso di lavoratori ferroviari del 1904 fu considerata una “Notizia”.

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A differenza degli indiani, in cui a predominare è l’induismo, la religione più seguita da questo gruppo è l’Islam con il 67%, il 21% è cristiano ed il restante segue il Kejawen, un’antica religione di Giava. Va detto che l’Islam originariamente praticato dai Giavanesi è qualcosa di molto particolare e che tendeva ad inserire anche elementi tradizionali e/o comunque ricollegabili al Kejawen e questo, specie con l’intensificarsi ed il velocizzarsi delle comunicazioni fra i popoli, risultò come una questione di non facile risoluzione.

L’arrivo degli Arabi

L’impatto arabo in Suriname è ridicolo rispetto a quello avuto in tutti gli altri paesi del Sud America, ma va segnalata comunque la presenza di una comunità di 500 cittadini di origine libanese, giunti qui attorno al 1890.

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Pur essendo una chiara minoranza è interessante notare che, anche in questo caso, sono riusciti a diventare ugualmente una delle super-potenze economiche del paese (con un focus specifico sul mercato tessile). Inoltre, dovrebbero essere tutti cristiani, cosa che smonta per l’ennesima volta l’equazione arabo=muslim.

L’Islam in Suriname

Con circa il 14% di cittadini musulmani, il Suriname è il paese del Sud America in cui tale religione è più praticata in percentuale alla popolazione, tanto che nel 1996 è entrato a far parte della Organizzazione della cooperazione islamica; ad oggi i fedeli sarebbero circa 500’000 fra Sunni, Ahmadiyya e non affiliati.

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La moschea degli Ahmadiyya

Va sottolineato che comunque l’Islam non è la prima religione del paese e nemmeno la seconda; a quei punti vi sono Cristianesimo, con circa il 48% della popolazione, e l’Induismo con circa il 22%.

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