Il mondo arabo e islamico in Argentina

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Una sintesi di quello che è e che è stato il rapporto fra il mondo arabo, quello musulmano e l’Argentina, uno dei paesi al mondo con il maggior numero di cittadini di origini arabe

Piccolissima premessa

Ho utilizzato la dicitura “Il mondo arabo e islamico in Argentina” piuttosto che “arabo-islamico” proprio per sottolineare la natura scissa delle due realtà, che verranno però trattate entrambe in quest’articolo. Ci tengo a specificarlo perché spesso si associano in automatico, ma, per tutto ciò che riguarda il Sud ed il Centro America, sarebbe un grave errore; infatti i moltissimi Arabi che qui giunsero era perlopiù maroniti, ortodossi, drusi e solo una piccola parte di loro era musulmana (e fra di loro vi erano sia sunniti che sciiti).

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Al contrario, la presenza storica dell’Islam in queste terre e perlopiù ricollegabile a lavoratori indiani ed indonesiani (come nel caso del Suriname) o addirittura a schiavi africani acquistati dai portoghesi per le loro piantagioni. Come sempre, proverò a seguire una narrazione perlopiù cronologica unendo le due storie ma ripeto: sono due storie diverse che qui vengono unite.

L’arrivo degli Arabi

Al contrario del caso brasiliano, i cui primi musulmani erano perlopiù giunti come schiavi, la primissima presenza arabo-islamica nel paese sembra risalisse a dei Mori fuggiti dall’Andalusia per evitare le persecuzioni, ma su questo non vi sono molte fonti; sicuramente, però, l’immigrazione araba in Argentina cominciò in modo massiccio intorno al 1890. In quell’epoca l’Impero Ottomano vessava in condizioni sempre più tragiche e, fra persecuzioni, leva obbligatoria, carestie e crisi politiche, in molti furono invogliati a trasferirsi nel Nuovo Mondo. La maggior parte dei migranti, provenienti soprattutto da Libano e Siria, si stanziò a Buenos Aires, Cordoba ed in alcune cittadine nel Nord del paese, divenendo molto presto una vera e propria forza in moltissimi campi fra cui la politica e lo spettacolo.

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Vicente Leonidas Saadi

L’intera politica del ‘900 argentino vede infatti protagoniste famiglie quali i Saadi, signori assoluti della provincia di Catamarca a partire dagli anni “50, ed i Sapag che eressero a proprio centro politico la provincia di Neuquén; tuttavia questi sono potenti legati soprattutto ad alcune aree, mentre l’unico politico arabo a vincere le elezioni argentine fu Carlos Menem.

Lo strano caso Menem

Tale presidente ha anche un’altra caratteristica che mi ha incuriosito non poco: pur essendo cattolico, è stato seppellito lo scorso 14 febbraio nel Cementerio Islámico de San Justo; secondo la moglie, l’ex first lady argentina Zulema Fátima Yoma, per essere vicino al figlio, che però non pare essersi mai convertito all’Islam. Andando allora ad osservare la stessa pagina di Wikipedia spagnolo, si può notare un dettaglio estremamente interessante: la famiglia di Carlos era di sunniti originari della Siria, ma lui si convertì al cristianesimo prima di inseguire la carriera politica. Sempre nello stesso paragrafo, spiega anche come, fino al suo governo, vi fosse una legge che stabiliva che il presidente argentino dovesse tassativamente essere cattolico; legge che, come anticipato, lo stesso Menem abrogò.

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Carlos Menem

Non è assolutamente per farmi i fatti dell’ex presidente argentino che, per quanto mi riguarda, può essere di qualsivoglia credo, sesso e/o convinzioni, ma per riflettere su qualcosa che, in realtà, capita tutt’oggi. In paesi come il Marocco, ad esempio, per sposarti con un cittadino/a del luogo devi essere tassativamente musulmano, mentre in Libano esiste una carica per ogni confessione religiosa. Al di là di quale convinzione religiosa avesse ma anche grazie alle sue origini, con questo suo gesto Menem è riuscito lanciare un messaggio che sarebbe un errore non cogliere anche nella “Vecchio mondo” in cui troppe volte si tende a preferire una conversione di facciata piuttosto che considerare l’altro come proprio fratello.

L’Islam in Argentina

Attualmente l’Islam viene praticato da circa l’1% della popolazione argentina ma la verità è che, non essendo disponibile dei dati statali sulla religione, non vi è alcuna chiarezza riguardo al numero di fedeli, con stime che vanno da 1 milione a 400’000 . Pur essendoci grandi complessi religiosi quali il Centro Cultural Islam King Fahd di Buenos Aires, le moschee nel paese dovrebbero essere appena una decina, numero davvero risicato se paragonato al Brasile, nel quale dovrebbero essercene circa 150.

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Una curiosità: a La Angelita, un paesino nella provincia di Buenos Aires, più del 50% della popolazione dovrebbe essere alawita.

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