“La nostra Siria grande come il mondo” di Mohamed e Shady Hamadi

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“La nostra Siria grande come il mondo” è un libro scritto a cuore aperto che sarà in grado di farci vivere l’epopea familiare degli Hamadi, dando finalmente voce a Mohamed e fornendo spunti riguardo la situazione siriana

La nostra Siria grande come il mondo

Mohamed e Shady Hamadi, un padre e un figlio, due storie legate da una terra: la Siria. Per uno luogo di nascita, dell’infanzia e di un regime da cui fuggire, per l’altro luogo della ricerca di sé e del desiderio di ritorno; per entrambi un luogo negato, una ferita con cui ancora fare i conti. In questo libro due generazioni si parlano e si raccontano, scoprendo un dialogo che non sempre è stato facile: diversi i percorsi, le ansie, le aspirazioni. Avventurosa e sorprendente la vita di Mohamed che per molto tempo ha nascosto al figlio ciò che aveva subìto nelle carceri siriane: per pudore, paura di non essere compreso e per un’idea di protezione. Intima e tormentata l’esperienza di Shady, a cavallo tra due mondi, la Siria e l’Italia, in cerca di un’identità. Le loro voci si alternano capitolo dopo capitolo, e al racconto della Siria di cinquant’anni fa, di cosa ha significato dover scappare per salvarsi dal regime, si intreccia il presente di chi deve lasciare una nazione, l’Italia, dove sembra impossibile realizzare i propri sogni. A poco a poco, in un dialogo che diventa sempre più fitto, emerge la consapevolezza che si può essere allo stesso tempo stranieri ovunque e sentirsi a casa nel mondo. “Perché si scappa, e perché noi due ci abbiamo messo tanto tempo a raccontarcelo? Perché, per anni, non abbiamo trovato le parole, io per chiedere le cose giuste, e mio padre per raccontare la propria storia? La guerra è stata l’evento che ha aperto una porta chiusa da anni, come in un gioco di specchi, in cui le nostre immagini hanno cominciato a riflettersi l’una nell’altra. La Siria era qualcosa che riguardava entrambi.”

Piccola ma doverosa premessa

Questo è uno di quei testi scritti così a cuore aperto che è davvero complicato analizzarlo perché si ha il terrore di andare a toccare elementi estremamente intimi e privati. Spero che mi perdonino i due magnifici scrittori se mai compissi qualche sbaglio o errore di comprensione, io farò del mio meglio per riportarvi quello che a me questo libro ha trasmesso.

Sei foste interessati a sentire il parere di Shady Hamadi, vi invito a partecipare alla live di oggi (03/04/21) alle 18.00 sul canale Youtube di Medio Oriente e Dintorni; in alternativa potrete recuperarla in differita nello stesso luogo. Ringrazio davvero di cuore sia Shady sia la casa editrice Add Editore per avermi fornito una copia del libro.

Mohamed

Il testo ci porta a scoprire la storia della famiglia Hamadi ma, rispetto ai due precedenti libri (“Felicità araba” ed “Esilio dalla Siria“), qui non sarà il solo Shady a parlare ma per la prima volta sarà accompagnato dal padre, Mohamed, narratore in prima persona del suo destino. Tale differenza è significativa per diversi aspetti, ma soprattutto perché aiuterà a comprendere davvero il “perché” di tanti aspetti e legami a questa famiglia e a Shady, prima di allora solo intuiti dallo stesso protagonista ed ora rivelati finalmente dal padre.

La nostra Siria
Mohamed Hamadi è stato anche guida turistica volontaria nelle chiese di Milano

Le sue “peregrinazioni” sono fondamentali sia per comprendere il modo di agire del regime siriano, sia per comprendere al meglio quella che era la realtà del Medio Oriente dagli anni “60 agli anni “80, periodo fondamentale e che spesso viene raccontato attraverso “grandi eventi”, mentre qui si scopre davvero cosa voleva dire viverli da un giovane comune innamorato della propria terra. Vivendo a Milano da quando sono nato, ho trovato poi quasi commoventi i dettagli relativi a capoluogo lombardo ed a Sesto San Giovanni, luoghi che ho conosciuto in una delle fasi più intense della mia vita e che, raccontati da degli amanti come Shady e Mohamed, non possono non riportare ad un’atmosfera passata di cui si sente tanto la mancanza. Molto dolce e significativo come sia avvenuto il processo di “integrazione” di Mohamed, che può dirsi a tutti gli effetti simbolo vivente della convivenza fra popoli.

Shady

Fra i due protagonisti è senza dubbio quello che mi ha sorpreso di più, perché, avendo letto da poco “Esilio dalla Siria”, ero convinto avrei trovato più o meno lo stesso “personaggio”, mentre è palese come vi siano state alcune significative evoluzioni legate al suo essere. Nel libro precedente, infatti, lo vediamo perlopiù nel pieno della crisi siriana, impegnato ad un continuo ed instancabile andirivieni fra Libano ed Italia; qui invece c’è un “upgrade” totale che però si lega anche ad una sorta di “rallentamento” a livello di frenesia e attività sul campo. Oltre al profondissimo rapporto con la madre, la cui morte darà ai due protagonisti l’occasione di “riscoprirsi”, “La nostra Siria grande come il mondo” ci fa anche scoprire cos’è accaduto fra la stesura di un libro e l’altro, aiutandoci a comprendere meglio lo Shady di oggi.

esilio dalla Siria
Shady Hamadi

Terminato “Esilio dalla Siria”, si dedicherà più che mai all’attività di giornalismo e di promozione, ottenendo molta soddisfazione ma pressoché alcun guadagno, portandolo a delle riflessioni diverse ma affini a quelle compiute dal padre tanti anni prima. Anche Shady si ritroverà infatti a partire per una nuova terra, Londra, ed anche lui sposerà un’italiana, riproponendo un mantra di convivenza che pare iscritto nel DNA degli Hamadi.

La Siria dov’é? Nel mondo

L’evoluzione più evidente rispetto al precedente testo, però, è senza dubbio la Siria, protagonista assoluta nel primo caso e “ricordo” in questo. Pare evidente in diversi punti del testo come, a causa del drammatico procedere del conflitto siriano ed il suo coinvolgimento di potenze straniere, la fiamma della speranza per questo paese sia sempre viva, ma sempre più tenue, come una candela che, consumata dalle tante lacrime di cera, inizia a vedere il suo fuoco sempre più timido e leggero. Sia chiaro: l’impegno di Shady per la Siria, questo è altrettanto evidente, non è finito e non finirà mai, ma è chiaro che il focus sia variato, passando da un’amore per la terra ad un amore per il popolo.

La nostra Siria
Shady e Mohamed Hamadi a Londra, nuova casa di Shady

Non so se sia questa la spiegazione dietro il titolo, ma penso che quel “grande come il mondo” faccia riferimento al popolo siriano, ormai sparso in così parti del globo che, in un certo senso, il mondo è divenuto la Siria e quest’ultima, è divenuta come l’Andalusia descritta da Darwish, una sorta di luogo astratto, a tratti più connesso con il fantastico che con il reale, ma sempre presente nel cuore di ogni siriano. Se non lo avete ancora fatto, vi invito davvero ad acquistare il libro perché, oltre ad esser sicuro che vi piacerà, vorrei davvero che chi ha letto quest’articolo legga il suo libro e provi a dare una sua risposta; quella di Shady sarà disponibile su Youtube.

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