Storia del Turkmenistan

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Il Turkmenistan ha una storia complessa e ricca di sfaccettature, nella quale è possibile osservare un passato tanto turco quanto indo-europeo

Origini

Le terre su cui sorge il Turkmenistan hanno una storia di civilizzazione antichissima che risale addirittura all’Età del Bronzo con insediamenti come Jeitun che risalgono circa al 5750 a.C. . Tuttavia, prima di osservare la prima vera e propria civiltà bisognerà attendere circa il 2000 a.C., epoca in cui fecero la loro comparsa le prime popolazioni indo-europee; nello specifico, pare che nell’odierno Turkmenistan abitassero i Dahai, a Nord gli Sciti ed a Nord-est i Massageti. Nel 4° secolo a.C. giunse qui Alessandro che pose tali territori sotto il proprio impero e rinominò a sé stesso l’antica e leggendaria città di Merv.

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I primi resti di Merv

Con la caduta dell’Impero alessandrino, emersero i Parti, popolazione che fino ad allora aveva fatto parte dei Dahai e che riuscì ad espandere il proprio dominio sino all’attuale Iran; non a caso il loro primo re, Arsace I, fondò anche Nisa, città vicino alla quale sorge Ashgabat, l’attuale capitale del Turkmenistan. Fra il 400 ed il 700 venne introdotta qui la bachicoltura, cosa che permise alle città di Nisa e Merv di divenire non solo dei “luoghi di sosta sulla Via della Seta“, ma veri e propri produttori, cosa che ne accrebbe ricchezza e fascino.

Gli Arabi ed i primi turchi

A partire dalla fine del 700 e dall’inizio dell’800, l’esercito arabo giunse in queste aree e le conquistò tutte molto rapidamente, introducendo qui per la prima volta l’Islam. Con il loro arrivo, tali città ebbero una vera e propria rinascita culturale, diventando in brevissimo tempo dei centri assoluti del sapere religioso e culturale, diventando una delle perle del mondo islamico. Tuttavia in questo periodo si succederanno moltissime dinastie diverse fra cui: i Tahiridi, i Saffaridi, i Samanidi, i Ghaznavidi ed infine i Selgiuchidi. Proprio a quest’ultimi si ricollega l’avanzata turco in questo territorio, sino ad allora maggiormente legato al mondo persiano.

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I Turkmeni discenderebbero infatti dai Turchi Oghuz, popolazione originaria di Mongolia e dell’area intorno al Bajkal, che, fra l’ottavo ed il decimo secolo si spostò prima in Zungaria e poi in Asia centrale, andando ad occupare l’area attorno al lago d’Aral ed al suo immissario, il Syr Darya. I Selgiuchidi nel frattempo erano diventati fidi alleati dei Samanidi e, con la loro caduta, si diedero da fare per ottenere la propria leadership nella regione. Nel 1040, nello specifico, Selgiuchidi e Ghaznavidi combatterono la leggendaria battaglia di Dandaqan, città ad appena 50 km da Merv, grazie alla quale vennero definitivamente spalancate le porte alla conquista dei primi che, in appena 10 anni, prenderanno anche Esfahan. Sotto il loro dominio Merv raggiungerà il suo massimo splendore, tanto che Alp Arslan, uno dei suoi sultani più celebri, venne sepolto proprio qui. Tuttavia, le tribù turkmene lì stanziatesi non furono sempre dalla parte selgiuchide e questo fu uno dei fattori che destabilizzarono ulteriormente il loro dominio. Nel XI secolo, infatti, Merv venne invasa dalla tribù turca dei Ghuzz, iniziando una frattura sempre più grande che vedrà il suo apice nel 12° secolo, momento in cui i Turkmeni divennero una vera e propria identità separata. Ci sono diverse teorie sulle origini di questo termine, tuttavia a partire da quella data vennero considerati turkmeni gli Oghuz che vivevano a Nord del Kopet Dag.

I mongoli e la nascita dell’identità turkmena

L’arrivo di Genghis Khan sarà un vero e proprio punto di svolta per il Turkmenistan, in quanto il grande conquistatore sarà l’artefice della fine di Merv che, dopo il suo passaggio, non si riprese mai del tutto. Il celeberrimo mongolo diede infatti ordine di bruciare la città dalle sue fondamenta, sterminare i suoi abitanti e, ancora più definitivo, di distruggere tutto il complesso sistema d’irrigazione, che permetteva alla città d’esser rigogliosa. Tali aree, un tempo popolate da genti iraniche, vennero rapidamente abitate dai Turkmeni, molti dei quali sopravvissero all’invasione rifugiandosi in Kazakistan. Con la morte del grande Khan, il Turkmenistan entrò a far parte del Khanato Chagatai, passando poi sotto i domini di Tamerlano.

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Alcuni Teke

Una volta terminata l’ondata di conquiste mongole, il paese si trovò radicalmente trasformato, avendo ormai visto la cultura turca soppiantare quella persiana, dando vita a nuovi gruppi di potere. Quest’ultimi sono di grande importanza in quanto, sino all’arrivo dell’Unione sovietica, saranno le vere forze politiche dell’area, andando a formare definitivamente l’ossatura della nazione. A partire dal 14° secolo, i Salur, antica tribù dei Turchi Oghuz, radunerà gli Yomut, i Teke, gli Ersari ed i Saryk, andando così a costituire il primo nucleo tribale dell’odierno Turkmenistan. Nello specifico: i Teke si stanziarono soprattutto nella regione del Kopet Dag, gli Yomut andarono ad abitare perlopiù la parte occidentale del paese, mentre le altre tribù occuparono i restanti territori. Dal 16° al 18° secolo, tuttavia, il Turkmenistan visse una situazione politica particolarmente instabile, subendo conquiste ed influenze dei suoi vicini, fra cui la Persia e Khiva.

L’arrivo dei russi ed il Grande Gioco

Nel 1869 la Russia prese possesso di una sua vecchia fortezza sul Mar Caspio, un tempo chiamato Krasnovodsk e conosciuto oggi con il nome di Türkmenbaşy. Una volta conquistati sia il Khanato di Khiva che l’Emirato di Bukhara, Mosca s’interessò particolarmente ai territori del Turkmenistan, gli ultimi che li separavano dall’Iran e dal dominio sull’Asia centrale. Il casus belli fu il commercio di schiavi attivamente portato avanti dai turkmeni, cosa che diede il pretesto ai russi per una rapida offensiva culminata con la battaglia di Geok Tepe del 1881.

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La battaglia Geok Tepe

In questo scontro il generale Skobelev riuscì a prevalere su un esercito di gran lunga superiore ma molto meno armato, macchiandosi però di gravi crimini verso la popolazione. Secondo diversi studi, infatti, uccise fra i 20’000 e i 150’000 civili, tanto da essere poi estromesso dal proprio incarico. Nel 1885 avvenne una vera e propria crisi diplomatica fra l’Impero britannico e quello russo a causa dell’avanzata di quest’ultimi su Panjdeh, un’oasi che sorgeva in territorio afghano. Gli inglesi, nello specifico, erano terrorizzati da un’avanzata russa in Afghanistan in quanto ciò li avrebbe facilmente portati vicino all’India, gioiello della corona. Per evitare problemi, Londra adoperò una fittissima rete diplomatica che portò Kabul a riconoscere il dominio russo su quel territorio, ma bloccandone per sempre l’avanzata a sud.

Repubblica Socialista Sovietica Turkmena

Allo scoppio della Rivoluzione bolscevica, Ashgabat e tutto il Turkmenistan divennero uno dei roccaforti delle forze contro-rivoluzionarie, tanto che la Repubblica Socialista Sovietica Turkmena venne proclamata solo nel 1924. Con l’arrivo dei sovietici il paese conobbe una rapida industrializzazione e sviluppo, bloccata solo dal tremendo terremoto di magnitudo 7,3 che colpi Ashgabat nel 1948, uccidendone gran parte della popolazione. A partire dagli anni “50, l’Unione sovietica promosse più che mai la coltivazione del cotone, avviando una fitta rete di canalizzazione che vede nel Canale di Karakum il suo disastro peggiore.

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Il canale di Karakum

I sovietici volevano infatti rendere fertile il deserto del Karakum e per questo dirottarono a più riprese l’Amu Darya, il più grande immissario del Lago d’Aral. Il danno ecologico è incalcolabile, in quanto si ritiene che proprio questo canale sia uno dei motivi del prosciugamento dell’Aral, tanto più che, secondo alcune stime, i materiali sono tanto scarsi che dal 30 al 60 % dell’acqua viene perduta, contribuendo alla salinizzazione del suolo. Alla fine, il Turkmenistan non si rivelò una regione particolarmente ricca per l’Unione, eccezion fatta per il gas. Nel 1974 si scoprì infatti l’incredibile riserva di Dauletabad, al tempo considerata la più grande al di fuori di Russia e Medio Oriente.

Turkmenistan

Il 27 ottobre del 1991 il Turkmenistan ottenne l’indipendenza e Separmurat Nyazov, l’ex capo del Partito comunista locale, divenne il primo presidente del Turkmenistan indipendente. Oltre ad uno sbalorditivo e terrificante culto della personalità, segnato anche dalla scrittura di un “libro sacro” e dal rinominarsi “Türkmenbaşy”, il nuovo leader praticò anche un’ossessiva posizione di neutralità verso qualsiasi paese estero, di modo da isolare sempre di più il paese da ogni contatto (ed influenza) con il resto del mondo.

Sovietistan
Il celebre “Monumento alla neutralità”

Nel 2006 Türkmenbaşy morì ed a prenderne il posto arrivò Gurbanguly Berdimuhamedow, il secondo presidente del Turkmenistan. Anche se i provvedimenti più “folkloristici” di Nyazov sono stati aboliti, il paese viene considerato fra i più dittatoriali al mondo, tanto da giocarsi il primo posto con la Corea del Nord. Se volete approfondire questo che è il Turkmenistan di oggi, consiglio caldissimamente “Sovietistan” di Erika Fatland.

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