Manisa, la città di Tantalo e dei sultani ottomani

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Leggendaria patria di Tantalo e luogo riservato alla crescita dei nuovi sultani ottomani, Manisa è riuscita ad imporsi, nel corso dei secoli, fra le città più belle di Turchia

Le parole di Ibn Battuta

“È una grande e bella città che sorge a pié d’un monte, in una piana ricca di corsi d’acqua e sorgenti, con molti giardini e tanta frutta.”

Ibn Battuta

Magnesia, la città di Tantalo

I resti più antichi in assoluto sono delle impronte databili fra il 20’000 ed il 25’000 a.C. e delle tombe risalenti al 3000-2500 a.C., tuttavia per la prima testimonianza scritta della città bisognerà aspettare sino al 1320 a.C. . Sono ascrivibili a questa data, infatti, i primi reperti scritti della città, che la ricondurrebbero all’antico regno luvio di Arzawa, divenuto poi vassallo degli Ittiti. Alla fine del millennio, emergeranno con sempre maggior insistenza la civiltà frigia e quella lidia, proprio a quest’ultima è ascrivibile il leggendario fondatore della città: Tantalo.

Manisa
Tantalo

Secondo il mito, egli fu un re inizialmente ben voluto dagli dei ma, a seguito di numerose infamie, fra cui l’aver fatto cucinare e servire il proprio figlio, fu spedito nel Tartaro e condannato ad avere sempre fame e sete senza poter però consumare alcunché. Secondo alcune tradizioni, la civiltà etrusca sarebbe proprio originaria di questi luoghi, raggiungendo l’Italia a seguito di un’emigrazione di massa. A partire dal VII secolo a.C. la capitale del regno di Lidia venne spostata a Sardi, minando inevitabilmente lo status di Magnesia, l’antico nome di Manisa. Sotto i romani viene ricordata più che altro per la formidabile battaglia di Magnesia, una delle più grandi vittorie di Roma, determinante per il suo dominio in Asia Minore.

Manisa, la città dei sultani

Sotto i Bizantini divenne una delle città più importanti in assoluto, tanto da diventare sede della zecca sotto l’Impero di Nicea, dominio venutosi a creare a seguito della celeberrima Quarta crociata. A partire dal 13° secolo, i raid turchi nella regione si fecero sempre più continui e pressanti, spingendo i locali ad abbandonare l’area in favore della parte europea dei domini bizantini; ciò facilitò molto la penetrazione turca che qui, a partire dal 1313, stabilì il beilicato di Saruhan. Quest’ultimo fu prima vassallo dei Selgiuchidi, venendo inglobato nel 1390 dagli Ottomani che, a seguito della disfatta di Ankara contro Tamerlano, riconquistarono definitivamente il territorio nel 1410.

Manisa
La moschea Muradiye, curata dal grande architetto Mimar Sinan

La conquista ottomana sarà una manna dal cielo per Manisa, che passerà dall’essere una città completamente in rovina ad una sorta di “scuola per sultani”. A partire dal 1437, infatti, ben 15 futuri sultani vennero fatti crescere alla sua ombra; fra questi è assolutamente impossibile non citare Mehmed il Conquistatore e Solimano il Magnifico, due fra le figure più rappresentative in assoluto della storia turca. Con il passare del tempo, Manisa fu una delle primissime città della Turchia attraverso la rete ferroviaria, permettendo al centro di esser ancor più conosciuto per la sua bellezza; tuttavia le grandi attenzioni non sono sempre positive ed in questo caso si rivelarono funeste. Manisa fu infatti una delle città ad esser maggiormente martoriate dallo scontro con i greci che, con la loro politica della terra bruciata, ne arsero circa il 90%; non a caso nel 1927 venne praticamente rifondata, ottenendo definitivamente il nome di Manisa, versione turca di Magnesia.

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