I 4 angeli maggiori: Raffaele o Israfil

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L’angelo Israfil, nella tradizione biblica chiamato Raffaele, è sicuramente quello che più varia in base al culto seguito, passando da annunciatore del Giorno del Giudizio a supremo curatore

L’angelo del Corno

“È colui che trasmette gli ordini e insuffla gli spiriti nei corpi. L’Inviato di Dio ha detto: “Come posso stare tranquillo, quando l’angelo del Corno ha già imboccato il Corno, e ha già l’orecchio proteso affinché gli sia ordinato di soffiare?” Muqātil sostiene che il Corno sia la Tromba del Giudizio.”

“Le meraviglie del creato e le stranezze degli esseri” di Zakariyya ibn Muhammad al Qazwini
Israfil

Secondo l’Islam, Israfil è soprattutto l’angelo destinato a suonare la Tromba del Giorno del Giudizio, elemento ricorrente nel sacro Corano e che ne spiega l’importanza. Come detto in questo brano, quest’ultimo non è l’unico compito di Israfil ma, per forza di cose, è nettamente il più significativo. Una peculiarità di quest’angelo è che, a differenza di Gabriele, Michele e (in un certo senso) Azrael, non viene citato nel Corano.

L’aspetto di Israfil

“‘A’isha ha detto: “Ho riferito a Ka’b al-Ahbar di aver sentito l’Inviato di Dio affermare: “Oh Signore di Gabriele, Michele e Israfil! Di Gabriele e Michele ne ho sentito parlare nel Corano, informami su Israfil”. Allora Ka’b disse: “È un angelo di altissimo rango, che possiede quattro ali: una è puntata ad Oriente, una ad Occidente, con la terza scende dal cielo verso la Terra e con la quarta si protegge dalla Maestà di Dio l’Altissimo. I suoi piedi si trovano al di sotto della settima terra, mentre la testa arriva fino ai sostegni della gambe del Trono […]”.

“Le meraviglie del creato e le stranezze degli esseri” di Zakariyya ibn Muhammad al Qazwini
Israfil

Oltre alle quattro ali ed alla grandissima stazza, lo stesso al Qazwini ci fornisce anche molte caratteristiche interessanti di quest’angelo che ne completano l’aspetto meraviglioso. Esso infatti è di color bianco ma tendente al rosso ed ha un vestito verde con un mantello anche lui rosso. Inoltre ha un turbante bianco intarsiato d’oro con un nodo sulla fronte ed ha un boccolo solo.

Nell’ebraismo e nel cristianesimo

La figura di Israfil è molto diversa nel mondo biblico, andando ad assumere compiti ed incarichi che nulla hanno a che vedere con il Giorno del Giudizio. Innanzitutto, pare che la sua apparizione nei testi sacri sia avvenuta solo dopo la Cattività babilonese, tanto che nella Torah (ovvero i primi 5 libri della Bibbia) nessuno degli angeli viene chiamato per nome. Successivamente, la sua prima mansione “di rango” sarà quella di guarire Abramo dall’autocirconcisione e salvare Lot dal disastro di Sodoma.

Israfil
Raffaele insieme a Tobia

Per quanto riguarda il cristianesimo, la sua figura è sicuramente quella più complicata fra quella degli arcangeli, in quanto il suo nome viene citato direttamente solo nel Libro di Tobia, testo considerato canonico da cattolici, ortodossi, ma non dai protestanti. La sua figura è inoltre molto importante nel Libro di Enoch, testo considerato apocrifo da tutte le Chiese salvo quella etiope ed eritrea. L’unico passo nel Nuovo Testamento in cui pare sia presente è quello delle Piscine di Betzaetà, contenuto nel vangelo di Giovanni; in tale passaggio, verrà spiegato che i poteri curativi dell’acqua sono dovuti ad un angelo (identificato in Raffaele) che ciclicamente vi si tuffa. Non a caso, l’arcangelo Raffaele è tutt’oggi considerato dai cristiani “l’angelo della guarigione”.

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